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Sassoli de Bianchi (UPA): Spot più mirati grazie a smartphone e tablet
In un'intervista rilasciata al Sole 24 Ore il presidente UPA illustra i vantaggi che possono derivare alle aziende dal pianificare sui nuovi media, in primis maggiore esposizione al messaggio pubblicitario da parte degli utenti e profilazione più efficace del target.
In uno scenario dei media in continua evoluzione cambiano anche le modalità di fare advertising. Lorenzo Sassoli de Bianchi (nella foto), presidente UPA, ha illustrato in un'intervista al Sole 24 Ore i vantaggi che possono derivare alle aziende dal pianificare sui nuovi media.Ricordiamo che lo scorso novembre, proprio nella sede dell'UPA, erano stati presentati i risultati della ricerca 'Il vissuto dei tablet e la pubblicità', la prima indagine qualitativa sulle modalità di fruizione e sull'impatto della pubblicità sui tablet, e in particolare su iPad (vedi notizia correlata).
Dunque quali le opportunità offerte agli inserzionisti dai new media? Innanzitutto bisogna considerare il tempo di esposizione: come sottolinea Sassoli de Bianchi, l'esposizione media giornaliera nei confronti delle applicazioni è di 30 minuti per gli smartophone e anche di più per iPad, con esposizione media a un singolo messaggio pubblicitario di circa 1 minuto, ovvero molto di più rispetto al tempo mediamente dedicato a uno spot, che può durare al massimo 30 secondi, o a un annuncio stampa.
Inoltre attraverso i 125 milioni di iPhone, iPad e iPod già sul mercato, le aziende hanno l'opportunità di entrare in contatto con un'audience allo stesso tempo ampia, altamente qualificata e alto spendente, carattaristiche da non sottovalutare.
Secondo il presidente UPA, lo studio delle applicazioni scaricate dagli utenti permetterebbe poi una profilazione più precisa dei consumatori.
Una delle nuove frontiere dell'advertising su piattaforme mobile è costituita da iAd, il nuovo network pubblicitario di Apple che coinvolge milioni di utilizzatori di iPhone e iPod Touch attraverso le loro applicazioni preferite. Come dichiara Sassoli de Bianchi al Sole 24 Ore, il sistema, da otto mesi attivo negli Stati Uniti, consente una maggiore coerenza tra applicazione e messaggio pubblicitario, che non è mai invasivo.
Considerato tutto questo, va detto che la soluzione ottimale per gli inserzionisti resta sempre l'utilizzo di un media mix articolato, che includa anche i mezzi tradizionali. Se una campagna va solo sulla televisione - spiega il presidente UPA al quotidiano economico di Gruppo 24 Ore - il tasso di ricordo dello spot è del 38%, mentre per la marca è del 17%. Se si aggiunge iAd, ad esempio, il tasso sale rispettivamente all'84% e al 79%, con un forte effetto moltiplicatore".
SP

