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TLC. Agcom: calano gli accessi da rete fissa ma cresce internet mobile. Sms a +7,5%
Secondo i dati dell’Osservatorio trimestrale sulle Tlc dell’Agcom, rispetto a dicembre 2011, calano gli accessi complessivi per circa 450 mila linee. Per quanto riguarda la banda larga, la crescita degli accessi è di circa 160 mila unità. La quota di Telecom Italia negli ultimi dodici mesi e scesa di 1,8 punti percentuali, collocandosi al 64,6%. Vodafone Italia, registra una quota invariata su base annua (-0,7%) e in lieve incremento (+0,2%) rispetto allo scorso settembre. Wind consolida la propria quota di mercato su base annua (+0,7%), con un calo (-0,1%) rispetto a settembre.
Meno telefono fisso, più mobile. E' quanto emerge dall’Osservatorio trimestrale Agcom sulle telecomunicazioni, secondo cui, rispetto a dicembre 2011, il numero di accessi complessivi alla rete fissa è in calo di 450 mila linee, in lieve crescita rispetto alla contrazione nel 2011 (-360 mila accessi). Per quanto riguarda la banda larga, la crescita degli accessi è di circa 160 mila unità. Rispetto a settembre, la customer base risulta in crescita di 60 mila accessi. (In allegato il pdf)Le sim che hanno effettuato traffico dati hanno invece superato i 31,5 milioni (+17% rispetto al corrispondente valore del 2011): rispetto allo scorso anno, la crescita della customer base sfiora le 400 mila sim, mentre aumenta di circa 200 mila linee dallo scorso settembre.
Le “connect card” dedicate (le chiavette) a internet mobile hanno raggiunto quota 8,6 milioni (+28,5% rispetto a fine 2011) e il traffico dati ha segnato una crescita del 30,7%.
Dai dati Agcom emerge che le linee fisse gestite dai nuovi entranti sono cresciute di circa 230 mila (340 mila nel corso del 2011). La quota di Telecom Italia negli ultimi dodici mesi è scesa di 1,8 punti percentuali, collocandosi al 51,4% a vantaggio sostanzialmente di Fastweb (+1,1%) e degli operatori minori rappresentati in larga parte da quelli WiMax (+0,7).
Tra il 2006 e il 2011, ad esclusione di British Telecom, Telecom Italia è l’incumbent che maggiormente vede flettere la propria quota di mercato nel traffico voce su rete fissa (-16%): con il 51,4% la quota di mercato di Telecom Italia è allineata con quella di Deutsche Telekom (in crescita dell’1%) mentre risulta inferiore a quella di France Telecom (52%) e di Telefonica (55%)
Telecom Italia è anche l’operatore che registra la maggiore contrazione della quota di mercato broadband (-14,5%) seguita da Telefonica (-8,1) e France Telecom (-4,8).
Vodafone Italia, registra una quota invariata su base annua (-0,7%) e in lieve incremento (+0,2%) rispetto allo scorso settembre. Wind consolida la propria quota di mercato su base annua (+0,7%), con un calo (-0,1%) rispetto allo scorso settembre.
Tra le altre tendenze evidenziate dall’Autorità, l’aumento delle velocità medie delle connessioni - negli ultimi dodici mesi, gli accessi con velocità nominale superiore a 2Mbit/s sono passati dall’86,5 all’88,5% - e l’aumento delle sim in abbonamento (+2 milioni). In calo, di contro, le sim prepagate, che sono diminuite di 1,55 milioni.
Il traffico telefonico è cresciuto del 3,8% a oltre 137 miliardi di minuti nel 2012 e sono stati 96 miliardi gli sms inviati, in crescita del 7,5%.
Il numero di linee mobili ‘portate’ da un operatore all’altro ha raggiunto a dicembre quota 50 milioni: Telecom Italia ha perso 490 mila sim e Vodafone 420 mila. Il ‘saldo’ risulta invece positivo per Wind (+185 mila), Mvno (+278 mila) e H3G (+446 mila).
A proposito della ‘passione’ degli italiani per la portabilità del numero, confermata in effetti da questi numeri, La Repubblica riferisce che gli operatori mobili sono sul piede di guerra e vorrebbero che l’Autorità di intervenisse per limitare la possibilità di cambiare gestore mantenendo il proprio numero. Nel mirino anche l’abitudine di acquistare una sim per poi effettuare immediatamente il passaggio a un altro operatore, per contrastare la quale gli operatori avrebbero chiesto all’Agcom di introdurre delle misure atte a ‘costringere’ gli utenti a usare le sim acquistate per almeno 30 giorni.
EC

