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Triboo Media si quota all'AIM Italia. Obiettivo 20 mln, da usare per nuove acquisizioni
Le acquisizioni, che potranno essere effettuata sia in Italia che su altri mercati europei, verteranno principalmente su tre fronti: piccoli editori specializzati, concessionarie verticali digitali, possibili partner tecnologici. Lo scopo di Triboo Media, che è passata da 1,2 milioni di fatturato nel 2008 a circa 19,3 milioni nel 2012, è crescere ulteriormente. Il roadshow toccherà Lugano, Ginevra, Parigi e Londra. L’ammissione è prevista per il 7 marzo.
Triboo Media, azienda italiana indipendenti specializzate nella pubblicità online di ultima generazione, ha presentato venerdì 21 febbraio la comunicazione di pre-ammissione sul mercato AIM Italia - Mercato Alternativo del Capitale, sistema multilaterale di negoziazione organizzato e gestito da Borsa Italiana.
Si tratta dell'operazione più importante effettuata sull'AIM, realizzata con l'obiettivo di raccogliere un significativo aumento di capitale che possa permettere all'azienda di crescere ulteriormente mediante acquisizioni mirate.
Nata nel 2005 per volontà dei fondatori Giulio Corno e Alberto Zilli, oggi rispettivamente Presidente e Amministratore Delegato, la concessionaria vanta tra i suoi asset leonardo.it, portale che si posiziona nel panorama media come aggregatore di riferimento dei siti web verticali. L’azienda si posiziona come elemento di congiunzione tra gli investitori in web marketing e i produttori di contenuti editoriali e costituisce per entrambi un acceleratore di business grazie a innovazione tecnologica, integrazione di strumenti di comunicazione e know-how digitale.
Brillanti i risultati raggiunti sul fronte economico: Triboo Media è passata da 1,2 milioni di fatturato nel 2008 a circa 19,3 milioni nel 2012. Inoltre, nei primi nove mesi del 2013 ha registrato un fatturato di 15,8 milioni di euro, con EBITDA pari a 2,7 milioni di euro (EBITDA margin pari al 17%, in crescita rispetto al 14% dell’intero esercizio 2012) e un risultato netto di 1,8 milioni di euro.
Flessibilità e alto grado di innovazione le principali caratteristiche che le vengono attribuite dai clienti, tra cui figurano nomi importanti, da Sky, a Citroen, passando per Peugeout, senza dimenticare i principali centri media, come ad esempio Mindshare.
"Definire Triboo Media una concessionaria è riduttivo - ha dichiarato Giulio Corno (nella foto a sx) in occasione dell'incontro organizzato a Milano per annunciare la quotazione - . Di fatto siamo un 'aggregatore tecnologico', una 'fabbrica digitale moderna', come dimostra il fatto che delle 50 persone che compongono il nostro team ben 30 si occupano di sviluppo tecnologico".
Il fatto che la tecnologia costituisca un asset fondamentale per questa giovane azienda (l'età media dei dipendenti, per il 90% laureati, è di 29 anni, ndr.) si capisce anche dal fatto che Triboo Media dispone di ben tre tecnologie proprietarie, che le consentono di differenziarsi dagli altri operatori presenti sul mercato.
"La prima, definita 'behavioural', si basa di fatto sui comportamenti di navigazione delle persone
- ha spiegato Alberto Zilli (nella foto a dx) -, la seconda, 'retargeting', permette di capitalizzare gli utenti che per diversi motivi non sono riusciti a finalizzare un'operazione sul sito di un cliente, proponendo loro delle nuove offerte, mentre la terza, 'contextual', è in grado di effettuare l'analisi dei contenuti delle pagine dei diversi siti del network. Tutte e tre sono state create allo scopo di offrire i clienti che decidono di investire sui 2.200 siti nel nostro porfolio (che ogni mese vengono visitati da 12 milioni di utenti, ndr.) la miglior targettizzazione possibile, ottimizzando il tasso di conversione. Rispetto ad altre realtà che operano in questo mercato, non avendo alle spalle un brand importante da cui partire, ci siamo focalizzati sulla performance".
Tornando all'operazione presentata oggi, l’offerta, riservata ad investitori qualificati in Italia e istituzionali all’estero, ha ad oggetto fino a 6 milioni di azioni, delle quali 5,4 milioni di nuova emissione e 0,6 milioni poste in vendita dagli attuali azionisti. Ulteriori 0,9 milioni di azioni saranno offerti dagli attuali azionisti per l’esercizio della Greenshoe. Il flottante è previsto pari al 37,7% del capitale (43,4% nell’ipotesi di esercizio integrale della Greenshoe).
Il roadshow ha inizio in data odierna e porterà il management a toccare le principali piazze europee. In particolare le città coinvolte saranno Lugano, Ginevra, Parigi e Londra. L’ammissione è prevista per il 7 marzo.
Il progetto di quotazione si inserisce nel programma di crescita e di incremento della visibilità dell’azienda, in un mercato in continua evoluzione. Le risorse finanziare aggiuntive saranno principalmente destinate alla crescita per linee esterne, con l’obiettivo di posizionarsi in maniera sempre più distintiva e unica nel settore della pubblicità online.
"Grazie alla quotazione puntiamo a raccogliere circa 20 milioni di euro, che ci serviranno principalmente per realizzare acquisizioni su tre fronti, sia in Italia che su altri mercati europei: piccoli editori specializzati, concessionarie verticali digitali, possibili partner tecnologici - ha puntualizzato Corno -. Naturalmente continueremo a investire in tecnologia, cercando di portare a un livello ancora più alto il nostro modello di business".
"La quotazione in Borsa per un’azienda come la nostra, focalizzata esclusivamente sul mondo digitale credo possa essere un segnale che dimostri la maturità raggiunta in Italia da un mezzo come Internet - ha commentato Zilli -. La quotazione ci aiuterà a sviluppare un’offerta ancora più innovativa, per posizionarci in maniera sempre più distintiva e unica nel settore".
Nell’operazione di quotazione, Triboo Media è assistita da Banca IMI in qualità di Nomad e di Specialist, mentre la stessa Banca IMI e Intermonte svolgeranno il ruolo di Joint Global Coordinator e Joint Bookrunner. Lo studio NCTM agisce quale consulente legale per l’Emittente e lo Studio RCC quale consulente legale per le banche. Ria Grant Thornton è la società di revisione.
La scelta di Triboo Media asseconda la crescita del mercato dell'adv online che è destinato a diventare sempre più rilevante negli anni a venire, trainato soprattutto da video e da mobile.
"La nostra offerta è molto completa anche da questo punto di vista. Il programmatic buying? Siamo attivi su questo mercato dal 2011, al momento questo business vale il 5% del mercato totale dell'adv online, ma probabilmente crescerà, raggiungendo una quota pari al 10-12%", ha chiosato Zilli.
Serena Piazzi
Si tratta dell'operazione più importante effettuata sull'AIM, realizzata con l'obiettivo di raccogliere un significativo aumento di capitale che possa permettere all'azienda di crescere ulteriormente mediante acquisizioni mirate.
Nata nel 2005 per volontà dei fondatori Giulio Corno e Alberto Zilli, oggi rispettivamente Presidente e Amministratore Delegato, la concessionaria vanta tra i suoi asset leonardo.it, portale che si posiziona nel panorama media come aggregatore di riferimento dei siti web verticali. L’azienda si posiziona come elemento di congiunzione tra gli investitori in web marketing e i produttori di contenuti editoriali e costituisce per entrambi un acceleratore di business grazie a innovazione tecnologica, integrazione di strumenti di comunicazione e know-how digitale.
Brillanti i risultati raggiunti sul fronte economico: Triboo Media è passata da 1,2 milioni di fatturato nel 2008 a circa 19,3 milioni nel 2012. Inoltre, nei primi nove mesi del 2013 ha registrato un fatturato di 15,8 milioni di euro, con EBITDA pari a 2,7 milioni di euro (EBITDA margin pari al 17%, in crescita rispetto al 14% dell’intero esercizio 2012) e un risultato netto di 1,8 milioni di euro.
Flessibilità e alto grado di innovazione le principali caratteristiche che le vengono attribuite dai clienti, tra cui figurano nomi importanti, da Sky, a Citroen, passando per Peugeout, senza dimenticare i principali centri media, come ad esempio Mindshare.
"Definire Triboo Media una concessionaria è riduttivo - ha dichiarato Giulio Corno (nella foto a sx) in occasione dell'incontro organizzato a Milano per annunciare la quotazione - . Di fatto siamo un 'aggregatore tecnologico', una 'fabbrica digitale moderna', come dimostra il fatto che delle 50 persone che compongono il nostro team ben 30 si occupano di sviluppo tecnologico".Il fatto che la tecnologia costituisca un asset fondamentale per questa giovane azienda (l'età media dei dipendenti, per il 90% laureati, è di 29 anni, ndr.) si capisce anche dal fatto che Triboo Media dispone di ben tre tecnologie proprietarie, che le consentono di differenziarsi dagli altri operatori presenti sul mercato.
"La prima, definita 'behavioural', si basa di fatto sui comportamenti di navigazione delle persone
- ha spiegato Alberto Zilli (nella foto a dx) -, la seconda, 'retargeting', permette di capitalizzare gli utenti che per diversi motivi non sono riusciti a finalizzare un'operazione sul sito di un cliente, proponendo loro delle nuove offerte, mentre la terza, 'contextual', è in grado di effettuare l'analisi dei contenuti delle pagine dei diversi siti del network. Tutte e tre sono state create allo scopo di offrire i clienti che decidono di investire sui 2.200 siti nel nostro porfolio (che ogni mese vengono visitati da 12 milioni di utenti, ndr.) la miglior targettizzazione possibile, ottimizzando il tasso di conversione. Rispetto ad altre realtà che operano in questo mercato, non avendo alle spalle un brand importante da cui partire, ci siamo focalizzati sulla performance".Tornando all'operazione presentata oggi, l’offerta, riservata ad investitori qualificati in Italia e istituzionali all’estero, ha ad oggetto fino a 6 milioni di azioni, delle quali 5,4 milioni di nuova emissione e 0,6 milioni poste in vendita dagli attuali azionisti. Ulteriori 0,9 milioni di azioni saranno offerti dagli attuali azionisti per l’esercizio della Greenshoe. Il flottante è previsto pari al 37,7% del capitale (43,4% nell’ipotesi di esercizio integrale della Greenshoe).
Il roadshow ha inizio in data odierna e porterà il management a toccare le principali piazze europee. In particolare le città coinvolte saranno Lugano, Ginevra, Parigi e Londra. L’ammissione è prevista per il 7 marzo.
Il progetto di quotazione si inserisce nel programma di crescita e di incremento della visibilità dell’azienda, in un mercato in continua evoluzione. Le risorse finanziare aggiuntive saranno principalmente destinate alla crescita per linee esterne, con l’obiettivo di posizionarsi in maniera sempre più distintiva e unica nel settore della pubblicità online.
"Grazie alla quotazione puntiamo a raccogliere circa 20 milioni di euro, che ci serviranno principalmente per realizzare acquisizioni su tre fronti, sia in Italia che su altri mercati europei: piccoli editori specializzati, concessionarie verticali digitali, possibili partner tecnologici - ha puntualizzato Corno -. Naturalmente continueremo a investire in tecnologia, cercando di portare a un livello ancora più alto il nostro modello di business".
"La quotazione in Borsa per un’azienda come la nostra, focalizzata esclusivamente sul mondo digitale credo possa essere un segnale che dimostri la maturità raggiunta in Italia da un mezzo come Internet - ha commentato Zilli -. La quotazione ci aiuterà a sviluppare un’offerta ancora più innovativa, per posizionarci in maniera sempre più distintiva e unica nel settore".
Nell’operazione di quotazione, Triboo Media è assistita da Banca IMI in qualità di Nomad e di Specialist, mentre la stessa Banca IMI e Intermonte svolgeranno il ruolo di Joint Global Coordinator e Joint Bookrunner. Lo studio NCTM agisce quale consulente legale per l’Emittente e lo Studio RCC quale consulente legale per le banche. Ria Grant Thornton è la società di revisione.
La scelta di Triboo Media asseconda la crescita del mercato dell'adv online che è destinato a diventare sempre più rilevante negli anni a venire, trainato soprattutto da video e da mobile.
"La nostra offerta è molto completa anche da questo punto di vista. Il programmatic buying? Siamo attivi su questo mercato dal 2011, al momento questo business vale il 5% del mercato totale dell'adv online, ma probabilmente crescerà, raggiungendo una quota pari al 10-12%", ha chiosato Zilli.
Serena Piazzi

