Digital
Web focus Survey 2011, le aziende in rete
La ricerca condotta da 1to1lab ha fatto il punto sullo stato dell’arte del web in Italia e sull’utilizzo di nuovi strumenti di analisi delle performance di un sito web centrati sull’esperienza dell’utente. L'istituto milanese di Neuromarketing, ha elaborato i risultati dell'indagine effettuata su un campione di 5722 manager italiani nel mese di febbraio 2011.
La ricerca “Web focus Survey 2011” ha colto le riflessioni di un campione di opinion leader del mondo del marketing e della comunicazione sull’utilizzo del web in Italia e sulle strategie di presenza online delle aziende italiane. (In allegato un abstract del sondaggio)
I risultati che emergono dallo studio sono stimolanti, in primo luogo l’elevata percentuale di rispondenti - il 4,7% su un totale campione di 5722 utenti - evidenzia l’interesse dei manager italiani verso un tema che assumendo dimensioni sempre più rilevanti per chi ha una presenza online: cresce l’importanza attribuita alla user experience quale parametro di misurazione della performance di un sito Internet. Le aziende si stanno muovendo verso questa direzione progettando interfacce sempre più usabili e incrementando gli spazi di interazione con l’utente.
“Grazie agli strumenti resi possibili dal Web 2.0," dichiara Maggy Papa (nella foto), Market Research Specialist in 1to1lab "le aziende Italiane stanno sempre più sviluppando strategie di presenza online multicanale, basti pensare ai Social Media, blog, Forum, ovvero tutti quei canali attraverso i quali è possibile comunicare a target diversi in un’ottica fortemente integrata e gestita con continuità. Tra i siti di social networking più diffusi primeggia Facebook con quasi il 70% di presenze, a seguire la rete di connessione business oriented Linkedin con una quota del 39,1% e poi si susseguono Twitter e Youtube.
“Il dato interessante che emerge dal nostro sondaggio" continua il manager "è la consapevolezza che le attività oggi poco radicate sul web, perché ancora basate sull’utilizzo di canali tradizionali, sono quelle che troveranno larga diffusione domani, come lo shopping online (73,7%), l’e-learning (71,5%) o l’organizzazione digitalizzata delle attività routinarie (61,5%). Questi dati evidenziano un cambio di paradigma, un cambio di scenario del web, la tendenza degli utenti verso forme di comunicazione sempre più integrate che seguono l’evoluzione tecnologica. In quest’ottica le aziende dovranno riflettere sull’impatto che tutto ciò avrà sulla riprogettazione dei siti della prossima generazione.
Quali sono gli strumenti a cui un’azienda dovrebbe ricorrere per misurare l’efficacia della propria presenza online? Secondo Papa "rispetto al passato in cui si faceva ricorso a tecniche di misurazione prevalentemente di tipo quantitativo, ricordiamo tra le metriche la diagnostica degli errori, dati di traffico, oggi ci si sta spostando verso un’analisi delle aspettative, ovvero il focus sta diventando l’utente e tutto ciò che attiene alla sua esperienza di navigazione, sia che sia finalizzata ad un acquisto online oppure a semplice attività di info-commerce. Tra gli strumenti di misurazione della user experience l’indagine evidenzia in primis test di usabilità con una quota del 63,8%, ma emergono anche altre tecniche innovative legate alla percezione cognitivo- emozionale dell’utente: tra queste l’impiego della metodologia Eyetracking e del Neuromarketing. La prima si rifà all’analisi dei comportamenti visivi, mentre la seconda alle dinamiche emozionali, come il livello di engagement o di complessità generato durante l’esperienza di navigazione."
MF
I risultati che emergono dallo studio sono stimolanti, in primo luogo l’elevata percentuale di rispondenti - il 4,7% su un totale campione di 5722 utenti - evidenzia l’interesse dei manager italiani verso un tema che assumendo dimensioni sempre più rilevanti per chi ha una presenza online: cresce l’importanza attribuita alla user experience quale parametro di misurazione della performance di un sito Internet. Le aziende si stanno muovendo verso questa direzione progettando interfacce sempre più usabili e incrementando gli spazi di interazione con l’utente.
“Grazie agli strumenti resi possibili dal Web 2.0," dichiara Maggy Papa (nella foto), Market Research Specialist in 1to1lab "le aziende Italiane stanno sempre più sviluppando strategie di presenza online multicanale, basti pensare ai Social Media, blog, Forum, ovvero tutti quei canali attraverso i quali è possibile comunicare a target diversi in un’ottica fortemente integrata e gestita con continuità. Tra i siti di social networking più diffusi primeggia Facebook con quasi il 70% di presenze, a seguire la rete di connessione business oriented Linkedin con una quota del 39,1% e poi si susseguono Twitter e Youtube.“Il dato interessante che emerge dal nostro sondaggio" continua il manager "è la consapevolezza che le attività oggi poco radicate sul web, perché ancora basate sull’utilizzo di canali tradizionali, sono quelle che troveranno larga diffusione domani, come lo shopping online (73,7%), l’e-learning (71,5%) o l’organizzazione digitalizzata delle attività routinarie (61,5%). Questi dati evidenziano un cambio di paradigma, un cambio di scenario del web, la tendenza degli utenti verso forme di comunicazione sempre più integrate che seguono l’evoluzione tecnologica. In quest’ottica le aziende dovranno riflettere sull’impatto che tutto ciò avrà sulla riprogettazione dei siti della prossima generazione.
Quali sono gli strumenti a cui un’azienda dovrebbe ricorrere per misurare l’efficacia della propria presenza online? Secondo Papa "rispetto al passato in cui si faceva ricorso a tecniche di misurazione prevalentemente di tipo quantitativo, ricordiamo tra le metriche la diagnostica degli errori, dati di traffico, oggi ci si sta spostando verso un’analisi delle aspettative, ovvero il focus sta diventando l’utente e tutto ciò che attiene alla sua esperienza di navigazione, sia che sia finalizzata ad un acquisto online oppure a semplice attività di info-commerce. Tra gli strumenti di misurazione della user experience l’indagine evidenzia in primis test di usabilità con una quota del 63,8%, ma emergono anche altre tecniche innovative legate alla percezione cognitivo- emozionale dell’utente: tra queste l’impiego della metodologia Eyetracking e del Neuromarketing. La prima si rifà all’analisi dei comportamenti visivi, mentre la seconda alle dinamiche emozionali, come il livello di engagement o di complessità generato durante l’esperienza di navigazione."
MF

