UPDATE:
Cannes Lions 2026. Fiducia, creator e agenti AI: la nuova era del marketing secondo WPP, Meta ed Estée LauderCannes Lions 2026. Secondo Grand Prix per l'Italia e LePub Milan con 'The pub that refused to die' per Heineken in Creative Strategy. Altri 6 Leoni per il nostro PaeseCannes 2026 | A Casa Italia by UNA la creatività italiana cerca il coraggio per tornare protagonistaCannes Lions 2026. Alla Gran Bretagna il GP Brand Experience & Activation, alla Polonia quello Creative Commerce, il Giappone vince in InnovationCannes Lions 2026. Sport e streaming, la grande convergenza: diritti, dati e nuovi formati pubblicitari ridisegnano il Total VideoVenturelli (Leo): “La creatività più efficace nasce dalla fiducia tra agenzia e brand. Il GP 2026 in Creative Effectiveness per 'AXA–Three Words' un anno dopo ne è emblema: una soddisfazione immensa. Un accadimento mai avvenuto nella storia di Cannes”Food & Beverage. Con "Christmas Before Christmas" YAM112003 analizza i nuovi trend e le strategie di experiential branding. Festività natalizie e anniversari di marca leve strategiche fondamentali per il businessHEINEKEN porta in Italia “Praise the Bar”, la webserie globale che celebra i bar come luoghi di socialitàLa Ricerca Integrata Audicom cresce con i Dati digital & print di febbraio 2026 e Print 2026/I. 44 milioni gli individui hanno navigato da pc e mobile. 30,1 milioni hanno letto un titolo stampaCannes Lions 2026. Publicis Conseil è ancora GP, un anno dopo, con Axa 'Three Words' in Creative Effectiveness: prima volta nella storia. Grand Prix anche per WikiFarmer (Grecia) in Creative Business Transformation e WeSayHi (Malta) in Luxury
Digital

Youtube a caccia di adv con le holding cinematografiche

Come riportato dal Corriere della sera del 18 aprile, il sito di video online del gruppo Google ha siglato un accordo con alcune holding cinematografiche per distribuire contenuti sulla propria piattaforma. L’obiettivo è incrementare gli introiti pubblicitari, facendo pagare, con molta probabilità, questi nuovi contenuti premium.

Youtube, il popolarissimo sito di video online che fa capo a Google, ha di recente siglato un accordo con alcune major cinematografiche per mettere a disposizione dei suoi 90 milioni di utenti centinaia di film e migliaia di serie tv.

La notizia, riportata dal Corriere della Sera sabato 18 aprile, cita come attuali partner Sony, Mgm, Disney (canali Abc e Espn, fino a LionsGate). "Tanto che la library conta ormai oltre 700 film e migliaia di episodi per la televisione, da 'La famiglia Addams' a 'Carrie' solo per citare due esempi molto famosi negli Usa", dichiara il Corsera. Per Youtube si tratta come è evidente di una svolta radicale: la società internet fondata da Chad Hurley (nella foto),  infatti è il riferimento della distribuzione gratuita di contenuti messi online dagli utenti: dai contenuti di famiglia ai videomessaggi, sketch, frammenti di trasmissioni tv o video dilettanteschi. A cui si poi aggiunti i clip musicali, grazie agli accordi con le case discografiche. "Il risultato è che YouTube è diventata la 'centrale' assoluta dell' intero l' universo digitale visibile – commenta il quotidiano di Via Solferino -. Secondo la società di analisi Nielsen oltre i due terzi di tutti i video che vengono visti ogni giorno dagli americani si trova proprio lì". Per ora le intese riguardano solo gli Stati Uniti, ma presto –annunciano dall'azienda- saranno estese ad altri Paesi.

La recente decisione di aprirsi anche alle major cinemaografiche ha però uno scopo molto preciso: entrare in diretta competizione con Hulu, la joint venture fra Nbc Universal e Fox (del gruppo News Corp di Rupert Murdoch), specializzata proprio nella distribuzione di film e serie tv via internet. Hulu conta su un numero infinitamente inferiore di utenti rispetto a YouTube, ma proprio la sua scelta di materiale professionale le consente di attirare investimenti pubblicitari crescenti. Mentre YouTube, nonostante l'incredibile successo, rimane su cifre basse sul fronte degli introiti pubblicitari. Secondo una recemte analisi del Crédit Suisse, quest' anno il bilancio finirà in perdita di circa 470 milioni di dollari. Una conclusione rifiutata con forza da Google, che definisce 'inaccurati' i criteri di ricerca dell' istituto elvetico. Ma lo stesso amministratore delegato di Google, Eric Schmidt, ammette che YouTube ha bisogno di altre fonti d'entrata. E non a caso ha preannunciato che l' accesso ai contenuti 'premium' potrebbe essere a pagamento.