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Ricerche online, un mercato in lenta crescita

Se nel 2003 rappresentavano meno dell’1% del fatturato delle ricerche ad hoc, oggi nel nostro paese le ricerche online hanno conquistato il 7% del mercato. Una dato significativo, destinato a crescere, ma ancora distante dal 35% canadese, dal 29% tedesco e dal 25% del Regno Unito. Rapidità di esecuzione, costi contenuti e interattività i plus della metodologia.
Quest’oggi presso l’università Iulm di Milano si è svolto il convegno Assirm (l’associazione che riunisce gli istituti di ricerche di mercato, sondaggi di opinione e ricerca sociale, ndr) dedicato al ‘Futuro delle ricerche online in Italia’. Silvestre Bertolini (in foto), presidente Assirm, ha aperto i lavori fornendo alcuni dati comparati che fotografano il ritardo del mercato italiano rispetto al contesto internazionale.
Nel nostro paese le ricerche online, che nel 2003 rappresentavano meno dell’1% del fatturato delle ricerche ad hoc, sono cresciute fino a raggiungere il 7% del totale. Pur trattandosi di un incremento rilevante, il dato dimostra il sostanziale scetticismo delle aziende italiane che investono poco su internet come strumento per le ricerche di mercato. Soprattutto se si tengono conto le percentuali registrate nei paesi leader del settore, come il Canada (35%), il Giappone (33%), l’Australia (32%), la Germania (29%), i Paesi Bassi (28%) e il Regno Unito (25%). (Vedi grafico 1, fonte Assirm).



Eppure qualcosa sta cambiando. Le stime Assirm per l’anno corrente prevedono una ulteriore crescita delle ricerche via web, e soprattutto si registrano atteggiamenti di maggiore disponibilità culturale nei confronti di tale metodologia. I principali plus delle ricerche online, che possono funzionare da traino per il loro sviluppo, sono il basso costo, la rapidità di esecuzione e la loro natura interattiva. Utilizzabili per indagini sia qualitative sia quantitative, le ricerche online permettono di instaurare un rapporto 'forte' con l’intervistato, al quale è possibile porre domande sia chiuse che aperte. “Siamo convinti - aggiunge Bertolini - che le ricerche online abbiano una grande potenzialità che non tarderà ulteriormente ad affermarsi”. In particolare, nel prossimo futuro, la possibilità di sviluppare nuovi approcci di ricerca sfruttando l’interattività e l’applicazione di tecniche di analisi sofisticate saranno i driver della crescita del settore.

A riguardo, Claudio Bosio, direttore Centro Studi e Formazione Assirm, ha sottolineato come internet in generale e il web 2.0 in particolare abbiano rivoluzionato i paradigmi sia della comunicazione sia della ricerca: forum, chat, blog, web communities e social network sono le nuove realtà del panorama, da utilizzare e sfruttare per compiere ricerche quanto più corrette e attendibili possibile.

Ma occorre stare attenti. Proprio perché meno costose, le ricerche online hanno, per così dire, abbassato la soglia dell’accessibilità alle ricerche stesse. Tecnicamente, spiega Guido Di Fraia, docente di Metodologia e Tecnica della Ricerca Sociale presso l’università Iulm, tutti possono fare la loro indagine: basta andare su un forum e lanciare un sondaggio. Ma è evidente che ciò non garantisce il rispetto di criteri e standard professionali accettabili. Ed è proprio per questo che, come ricorda il consigliere Assirm, Daniela Ostidich, Esomar (l’associazione mondiale dei professionisti della ricerca, ndr) sta lavorando per “definire canoni deontologici e standard di processo che guidino le esigenze dei fornitori di ricerca e degli acquirenti, favorendo anche una migliore integrazione tra ricerche online e offline”.

Interessante infine citare il caso di Telecom e di come la ricerca online abbia svolto un ruolo importante a supporto dell’innovazione dell’azienda. Nel suo intervento, Raffaele Sabbadini, responsabile web & fixed product innovation Telecom Italia, ha presentato un modello di ricerca online progettato nel 2007 e realizzato con l’assistenza di CE&Co. Il progetto è interessante “perché mostra come si possano applicare online tecniche tradizionali di ricerca con un eccellente livello di sofisticazione, che riguarda la segmentazione, le valutazioni di potenziali di prodotto, l'analisi qualitativa sui benefit attesi e la cooperazione alla messa a punto di nuove idee di prodotto”. In particolare, spiega, è stato creato un panel di innovatori, disponibili a collaborare con Telecom Italia nelle fasi di sviluppo di nuovi prodotti (Early Customer Integration). Perseguendo tre principali obiettivi: uno, supportare la generazione di nuove idee di prodotto/servizio. Due, ottenere feedback su concetti e prodotti/servizi sottoposti a test. Tre, arrivare a una ricognizione preliminare delle condizioni d’uso, dalle circostanze al target, passando per i benefit attesi.

Mario Garaffa