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Best of Cannes torna a Milano: idee, ispirazioni e un confronto sulla creatività contemporanea. Il festival raccontato da Karim Bartoletti attraverso le campagne più significative

La selezione di case video curata da Karim Bartoletti, andata in scena ieri alla Santeria di Milano, ha guidato il pubblico attraverso una selezione delle campagne dell'ultima edizione dei Cannes Lions, offrendo spunti di riflessione sui linguaggi emergenti, sul ruolo dell'intelligenza artificiale e sull'evoluzione dello storytelling dei brand.

Sala piena, luci basse e un pubblico pronto non semplicemente a guardare gli spot, ma a discuterli. È tornato anche quest'anno a Milano Best of Cannes, l'appuntamento che ha portato alla Santeria Toscana 31 una selezione dei lavori più significativi presenti all'ultima edizione dei Cannes Lions, curata da Karim Bartoletti e promosso da ADCI, AIR3, CPA e Youtube,

A soli dodici giorni dalla chiusura del festival francese, l'evento milanese ha offerto uno sguardo ancora "caldo" sulle campagne che stanno segnando il presente della comunicazione internazionale. Ma fin dalle prime parole del curatore è stato chiaro che la serata non avrebbe avuto il sapore di una semplice carrellata dei migliori spot.

"Best of Cannes è nato dal desiderio di portare un po' di positività", ha spiegato Bartoletti dal palco, ricordando come, al ritorno da Cannes, il dibattito si concentri spesso sulle vittorie mancate dell'Italia anziché sulle idee e sulle tendenze emerse durante il festival. L'invito è stato quello di mettere da parte il consueto lamento e osservare con maggiore senso critico ciò che sta accadendo nel mondo della creatività.

Quello proposto alla Santeria di Milano è stato, come lo stesso Bartoletti ha più volte sottolineato, "il mio Cannes": una selezione personale affinata da 30 anni di frequentazione della Kermesse, pensata per chi al festival non c'è mai stato, ma anche per chi desidera rileggerlo attraverso uno sguardo diverso.

Screenshot 2026 07 08 at 23.35.18Nessuna distanza tra palco e platea, anzi. Bartoletti ha invitato il pubblico ad applaudire le campagne più convincenti, a restare in silenzio davanti a quelle meno riuscite e perfino a fischiare se qualcosa non avesse funzionato: azioni sinceramente eseguite come da consuetudine. Un coinvolgimento diretto che ha trasformato la proiezione in un momento di confronto collettivo più che in una semplice visione passiva.

La prima reel ha inevitabilmente affrontato il tema dominante dell'edizione 2025 dei Cannes Lions: l'intelligenza artificiale. "Se quest'anno non dicevi AI, sembrava che non avessi capito nulla", ha ironizzato il curatore introducendo una sequenza di lavori dedicati al rapporto tra umano e artificiale, tra autenticità e costruzione digitale. Tra i contenuti più attesi anche il confronto tra le campagne di OpenAI e Claude, presentate come due modi differenti di raccontare l'intelligenza artificiale attraverso lo storytelling.

Le proiezioni sono state intervallate da brevi interventi di Bartoletti, che ha evitato volutamente il formato della tradizionale "notte dei pubblivori". Ogni pausa è diventata un'occasione per offrire contesto, spiegare le ragioni di alcune scelte e lasciare al pubblico il tempo di assimilare i contenuti appena visti.

Tra i lavori selezionati hanno trovato spazio campagne costruite sulla forza della semplicità narrativa, capaci di rendere immediatamente riconoscibile un brand attraverso un linguaggio essenziale, fino ad arrivare a un breve film d'animazione dedicato a temi di grande attualità. Un finale volutamente lasciato aperto al giudizio della sala, chiamata ancora una volta a esprimere la propria reazione, anche dopo le proiezioni, a tu per tu con i tanti presenti.

Ad aprire ciascuna delle reel sono state le sigle realizzate dal regista Mattia Molteni, collaboratore storico del progetto, che, anno dopo anno, contribuisce a costruire l'identità visiva di Best of Cannes.

La serata si è così confermata molto più di una raccolta dei "migliori spot". È stata un'occasione per riflettere su come stiano cambiando i linguaggi della comunicazione, su quali siano le direzioni che il mercato sta prendendo e su quanto il confronto, anche acceso, possa essere parte integrante dell'esperienza creativa. Perché, come ha dimostrato Best of Cannes, osservare le campagne premiate significa soprattutto interrogarsi sulle idee che raccontano il presente e anticipano il futuro.

DR