Mercato

Future Brand guarda al futuro con Richard Watson

L'agenzia operativa nella strategia e nel design di marca, ha invitato a Milano Richard Watson, esperto di trend e scenari del futuro prossimo venturo, per scoprire quali saranno le tendenze dei prossimi due, tre anni e i loro riflessi sul mondo delle marche.

Future Is Now, FutureBrand, agenzia operativa nella strategia e nel design di marca, ha invitato a Milano Richard Watson, esperto di trend e scenari del futuro prossimo venturo, per scoprire quali saranno le tendenze dei prossimi due, tre anni e i loro riflessi sul mondo delle marche.

Immersi nelle suggestioni artistiche e creative della mostra “La Scultura italiana del XXI Secolo” allestita dalla Fondazione Arnaldo Pomodoro, gli ospiti di FutureBrand hanno
ascoltato Watson parlare delle opportunità e dei pericoli legati ai 5 fattori che influenzeranno il futuro: cambiamenti demografici, la connettività globale, i BRICS (Brasile, Russia, India e Cina), l'Ambiente e le Tecnologie GRIN (Genetica, Robotica, Informatica e Nanotecnologie).

Watson ha inoltre presentato i 4 atteggiamenti che caratterizzeranno le nostre scelte rispetto al mercato e che ci orienteranno o meno verso determinati beni di consumo o servizi: laddove domina un atteggiamento passivo ma non pessimistico del mercato, vige quello che Watson chiama il More-ism, vale a dire un atteggiamento che spinge a chiedere sempre di più alle marche, sia in termini di performance, sia in termini di esperienza d'acquisto. I consumatori che, invece, sono passivi ma vivono il loro rapporto con il mercato in termini pessimistici, si creano una Personal Fortess, vale a dire preferiscono soluzioni, prodotti e servizi che non li fanno uscire di casa e che sono sicuri e affidabili. Gli individui caratterizzati da maggior attivismo sociale, ma che guardano al mercato con pessimismo, sono i cosiddetti Enoughist, cioè coloro che tendono a bastare a se stessi e che si “sostituiscono” ai brand, creando con le loro mani ciò di cui hanno bisogno. Infine, nel quadrante degli attivi socialmente e improntanti a un atteggiamento positivo si collocano i fautori dello Smart Planet, coloro che sentono la responsabilità nei confronti del pianeta e si impegnano attivamente a renderlo un posto migliore.

Infine, Watson ha presentato la mappa (semiseria) delle cose che scompariranno da qui al 2070, grazie o a causa dei cambiamenti in atto. Per esempio, ipotizza Watson, entro il 2014 scomparirà il rischio di perdersi, perché saremo tutti dotati di navigatore. Nel 2033 scompariranno le monete, rese inutili da altre forme di pagamento anche alle macchinette. Nel 2040 spariranno in via definitiva i quotidiani cartacei, per la scomparsa del dolore dovremo, invece, attendere fino al 2060.

“Il modo migliore per predire il futuro,” ha chiuso Watson, “è inventarlo.”

Susanna Bellandi, CEO di FutureBrand Milano e Parigi, ha spiegato: “L'idea di questo incontro nasce da quello che ritengo essere il DNA più profondo di FutureBrand, una
società di consulenza che si caratterizza per la complessità del suo tessuto culturale.
In FutureBrand viviamo una costante e interessante dualità tra estremi opposti: siamo il frutto di una storia italiana di successo e allo stesso tempo siamo la più grande
multinazionale di branding del mercato. Ci occupiamo di tante marche e le aiutiamo a entrare nei mercati emergenti. Spesso ci confrontiamo con i temi della tradizione e della
storia e costantemente guardiamo avanti.”