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Adreani (Publitalia): 'Dopo l'annus horribilis, inizio 2010 positivo'

In un'intervista al Sole 24 Ore Giuliano Adreani, Ad Mediaset e presidente e Ad Publitalia dichiara che, dopo un 2009 a -8% per la raccolta pubblicitaria del Gruppo, i primi segnali dell'anno sono confortanti. Sul fronte del digitale terrestre, ipotizza il pareggio di bilancio e 4,5 milioni di tessere attive a fine 2010. Anche se le reti generaliste restano 'insostituibili'.
Quello appena cominciato potrebbe essere un anno in crescita per Publitalia, almeno stando alle previsioni di Giuliano Adreani (nella foto) Ad Mediaset e presidente e Ad della concessionaria, intervistato dal Sole 24 Ore

Pare infatti che le aziende stiano ricominciando a investire, tanto che a gennaio e a febbraio il segno della raccolta è tornato positivo. D'altra parte, Publitalia ha dimostrato buona capacità di reazione anche di fronte alla pesante crisi che ha investito il mercato nel 2009: da un lato, insieme a Mondadori Pubblicità, ha dato vita alla nuova concessionaria Mediamond per il digitale, dall'altro ha spinto sul new business per allargare il portafoglio clienti, senza giocare al ribasso sui prezzi. 

E la strategia si è rivelata vincente, come dimostrano i 254 nuovi clienti e soprattutto il calo dell'adv contenuto al -8% a fine anno. Nel 2010, nonostante le reti generaliste, a parere di Adreani, restino 'insostituibili', l'azienda punterà molto sul digitale terrestre, settore per cui prevede il pareggio di bilancio e un totale di 4,5 milioni di tessere attive alla fine di dicembre.

Anche il web continuerà ad essere un'area di sviluppo: visto il successo che continua a riscuotere il nuovo portale www.video.mediaset.it, che consente di vedere la 'tv del giorno dopo', il Gruppo ha infatti in programma di arricchire ulteriormente l'offerta in rete. 

Per quanto riguarda la concorrenza di Sky, l'Ad Mediaset ha le idee chiare: "I loro ricavi vengono dagli abbonamenti, Murdoch non è in competizione con noi sugli spot - dichiara - Se i suoi abbonati si riducono non è colpa delle regole, ma della concorrenza: prima Sky operava in regime di monopolio, ora no. E c'è competizione".

SP