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Aegis Media: nel 2009 fatturato a +10% con new business e acquisizioni

A fronte di un 2008 che vede confermato il billing 2007, di 1,4 miliardi, e un fatturato a +8%, l’anno in corso, secondo quanto dichiarato dal ceo Walter Hartsarich, dovrebbe chiudersi con un’ulteriore conferma del billing e l’acquisizione di due strutture nelle aree unconventional e digitale. Previsione 2009 per il mercato: -5%, che diventa -4% con il digitale. La società si appresta a varare un’importante riorganizzazione.

A fronte di un mercato che secondo le ultime stime chiude il 2008 a -2%, Aegis Media riesce a confermare il risultato 2007, a quota 1,4 miliardi di billing, e si appresta a varare una riorganizzazione che le consenta di rispondere in maniera sempre più puntuale alle mutate esigenze dei clienti. Ad annunciarlo è stato lo stesso ceo del gruppo, Walter Hartsarich (nella foto), nel corso di un incontro con la stampa tenutosi oggi, 16 gennaio, a Milano. Un'occasione per fare il punto anche sull'andamento di un mercato ancora dominato dall'incertezza, che dopo la forte flessione di novembre-dicembre, conferma a gennaio-febbraio la tendenza negativa. Nello specifico, secondo le stime Aegis Media la televisione nel complesso chiude il 2008 a -1,1% (con Sipra che ha dichiarato un -3,4%), tiene la radio (+1,8%-+2%), cresce ancora a due cifre Internet, che segna un +21% (ma novembre 2008 è a -4% rispetto allo stesso mese del 2007), soffrono la stampa (-8% per i quotidiani, -5,5%/-6% per i magazine), e il cinema (-14%), in misura minore l'out of home (-2,2%).

Hartsarich si è poi sbilanciato a fare una previsione per l'anno in corso: la chiusura 2009 potrebbe oscillare fra -3% (nella visione più rosea) e un più pesante -5% , limitatamente ai media classici. La previsione oscilla fra -2,5% e -4% se si include il digitale. Anche se lo stesso ceo ha sottolineato a più riprese che "fare previsioni in questo momento è difficile", a sostenere il mercato potrebbero essere i settori dell'energia, delle telecomunicazioni, il green marketing, il food, la Gdo. Probabili grandi assenti, invece, le auto, la finanza, alcuni settori del largo consumo.

Se la tv resta il mezzo principe, "ora possiamo contare su altri mezzi, come il digitale, l'area più avanzata dell'out of home e l'unconventional, che consentono di entrare direttamente in contatto con il consumatore – ha detto Hartsarich -. Nel 2008 abbiamo acquisito una partecipazione in MenCompany , società specializzata proprio nell'unconventional. Quest'area avrà un ulteriore sviluppo in futuro, passando dall'attuale 27% di quota sul fatturato al 30% e oltre". Fatturato che nel 2008 ha segnato un +8%, a fronte di un billing che ha confermato, come detto, la quota di 1,4 miliardi di euro. "Pur mantenendo costante il billing - ha spiegato Hartsarich - abbiamo aumentato il numero delle persone, passate da 419 a 460, proprio perché è cambiato il nostro approccio al business, e abbiamo investito in direzione della consulenza strategica, del digitale, dell'unconventional: questi sforzi, insieme alla tenuta delle remunerazioni, ci hanno consentito di incrementare il fatturato. Anche Recma ha riconosciuto la nostra leadership in termini di servizi diversificati". Nell'anno appena chiuso, poi, il portafoglio clienti si è arricchito con le acquisizioni di Kellogg's, Sisal, Mariella Burani, H&M, Eminflex.

Un ulteriore elemento di sviluppo dovrebbe essere rappresentato dalla riorganizzazione che sarà annunciata ufficialmente ai primi di febbraio, sul modello di quella già avviata in Uk, Usa e Francia. Sull'argomento, però, Hartsarich non ha fornito dettagli, anticipando solo che, unendo i contributi delle diverse strutture del gruppo, "consentirà di fornire una risposta univoca alle richieste del cliente, che dovrà provenire da Carat o da Vizeum".

L'atteggiamento verso il futuro, comunque, è all'insegna della prudenza: "In un 2009 segnato dalla contrazione degli investimenti – ha detto Hartsarich – il nostro obiettivo è il mantenimento del billing. Puntiamo a una crescita del fatturato del 10%, anche grazie alle attività di new business e a una strategia di sviluppo delle acquisizioni". Due sono già all'orizzonte:  "Si tratta di un'altra società unconventional e di una digital" anticipa infatti Hartsarich. Che pensa anche al possibile inserimento in squadra di un direttore creativo, che contribuisca a dare originalità ed efficacia alle presentazioni dei piani di comunicazione. Sul fronte gare, l'anno si è aperto con la consultazione indetta da Psa Peugeot Citroën per concentrare il business in un unico network: l'incarico è gestito da Vizeum in Italia, Svezia e Argentina, mentre negli altri paesi è suddiviso fra Mpg, Omd, 2MV

'Per investire in innovazione occorre una remunerazione adeguata'

Nel corso dell'incontro, il ceo di Aegis Media si è espresso anche su alcuni temi caldi del settore, primo fra tutti quello della remunerazione. "Per poter garantire un'alta qualità del servizio abbiamo bisogno di investire nell'innovazione e in persone di un certo livello, quindi di una retribuzione adeguata. Senza contare il rischio d'impresa, dato che lavoriamo con contratti di uno o due anni, spesso rinnovati tramite gare che ci impegnano notevolmente. Lo scorso anno, a parte Renault, fuoriuscita per decisioni internazionali, abbiamo visto la riconferma di tutti gli incarichi". Il fee ideale, secondo Hartsarich, "è il 4,5% del budget, che sia combinato o meno con i diritti di negoziazione".

Interpellato sul nuovo presidente dell'Upa, Lorenzo Sassoli de Bianchi, Hartsarich ha riconosciuto che "è un interlocutore che ascolta. Penso ci sia ora la possibilità di fare bene, sia con Masi presidente di AssoComunicazione, sia con il presidente Upa. Il mercato si sta facendo duro, c'è la necessità di camminare insieme".

Sui diritti di negoziazione, Hartsarich ha detto che è previsto per martedì prossimo un nuovo incontro della commissione già al lavoro sul tema, di cui lui stesso fa parte insieme a Marco Muraglia (presidente consulta Media di AssoComunicazione), Fidelio Perchinelli (direttore generale AssoComunicazione), Valerio Di Natale (Kraft). "Bisogna far capire ai clienti che stiamo parlando di percentuali minime su cui si può ragionare" ha detto.

Infine, un accenno a Bollorè: se l'opa alla fine dovesse andare in porto, Hartsarich non esclude che Aegis possa essere assorbita in una nuova entità, anche se è ugualmente valida l'ipotesi che si decida di mantenere distinte le società.

Claudia Albertoni