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AssoComunicazione e Unicom fuori da ADS

La decisione giunge in polemica con il Consiglio Direttivo che "nonostante la delibera del 25 gennaio scorso, non riesce a rendere operative le procedure di ammissione in ADS delle tre testate free press che ne hanno fatto richiesta: Metro, Leggo e City".

"Il Consiglio Direttivo ADS, nonostante la delibera del 25 gennaio scorso, non riesce a rendere operative le procedure di ammissione in ADS delle tre testate free press che ne hanno fatto richiesta: Metro, Leggo e City". Questa la motivazione alla base della decisione di AssoComunicazione e Unicom, di dimettersi da ADS ("Accertamenti Diffusione Stampa").

Il Consiglio Direttivo di ADS aveva ammesso le tre testate lo scorso 25 gennaio, ma da allora non è stata definita una modalità operativa per effettuare l'accertamento. Da qui lo strappo consumato nel corso del Consiglio Direttivo Ads di ieri, con le dimissioni dei due rappresentanti di AssoComunicazione, Fidelio Perchinelli e Alessandro Mandelli, e dei due di Unicom, Nicola Bovoli e Paolo Romoli. Le associazioni presiedute da Marco Testa e Lorenzo Strona (foto sopra)in una nota diffusa oggi, 22 giugno, si sono dette disponibili "a valutare ogni proposta che possa rifondare ADS con criteri e modalità che tengano conto di tutte le nuove realtà di mercato che hanno reso obsoleto l'attuale regolamento".

Raggiunto da Advexpress, Fidelio Perchinelli, direttore generale di AssoComunicazione (foto a destra), ha detto: "Dal 25 gennaio non è successo assolutamente nulla. I diversi soggetti che siedono nel Consiglio Direttivo hanno mostrato di non avere le stesse opinioni sulle modalità operative, e si è creata una situazione di stallo che non riteniamo accettabile". "Negli ultimi 15 anni – aggiunge Perchinelli – il marketing editoriale ha inventato di tutto, oggi c'è una realtà che non era neanche immaginabile quando l'ADS è nata, quindi quest'ultima va attualizzata".