Media
Berlusconi Jr: continuiamo a investire, nonostante la crisi
Grande evento mercoledì sera a
Cologno Monzese per la presentazione dei palinsesti autunnali dell'offerta
Mediaset. A fare gli onori di casa Publitalia, la concessionaria guidata da
Giuliano Adreani. Distribuiti tra i numerosi tavoli riservati a
clienti, agenzie, centri media e giornalisti tutte le star del firmamento
televisivo Mediaset.
Un istrionico ed esilarante Piero
Chiambretti più in forma che mai, ha condotto la lunga serata con gag
esilaranti imbastite in maniera dissacrante con Fedele
Confalonieri, Paolo Bonolis, Maria De
Filippi e lo stesso padrone di casa Pier Silvio
Berlusconi, vicepresidente di Mediaset.
Da poco indossata la
casacca del Biscione, se aveva intenzione di impressionare con il suo talento i
dirigenti Mediaset e Publitalia, c'è riuscito. Per lui si parla già di una
possibile prima serata su Italia 1.
Ironia al vetriolo quella profusa dal popolare comico. Qualche esempio? "Wind
è il migliore investitore con 107 milioni di Euro; il cliente peggiore è Toyota
che non investe niente. Per questo noi andiamo in Escort...nel senso che
preferiamo la Ford".
Chiambretti non ha timori reverenziali nei confronti di
nessuno, né del presidente Mediaset Fedele Confalonieri, protagonista di un
video 'Chi l'ha visto?' per sottolineare la sua 'latitanza' dalla ribalta della
cronaca, né di Pier Silvio Berlusconi. Parlando di squali (il riferimento è
ovviamente al soprannome affibbiato a Murdoch) e di caimani
(l'allusione è alla parodia di Silvio Berlusconi messa in scena
dal celebre film di Moretti) Chiambretti chiede a Pier Silvio: "Squalo o
caimano? Se non fosse figlio di Silvio Berlusconi, di chi vorrebbe essere
figlio?". "Di Chiambretti", cerca di svincolarsi il giovane tycoon.
Nell'intervista col miglior partito d'Italia il comico affronta argomenti più
seri. Come vede una Rai senza spot? "Non condivido questa
possibilità – risponde Berlusconi jr - . L'esperimento francese ha dimostrato
che un sistema pubblico senza pubblicità non funziona". La parte comica si
interrompe e Pier Silvio prende in mano il microfono rivolgendosi alla numerosa
platea di investitori: "Per la televisione il 2009 è l'anno di una svolta che si
chiama digitale terrestre. Siamo nel mezzo di un cambiamento che coinvolge tutte
le famiglie italiane e, più in generale, tutto il pianeta. Il presidente
Obama, negli Usa, ha
recentemente invitato gli americani ad adeguarsi al cambiamento. Una evoluzione
che significa interattività e multimedialità, che Mediaset ha voluto spingere
comprendendone in anticipo la portata strategica e rinunciando a posizioni di
rendita offerte dall'analogico".
"Abbiamo lanciato nuovi canali gratuiti
rivolti a target specifici – aggiunge Pier Silvio - , quali
Iris e Boing, ormai diventata l'ottava rete
nazionale, e prima digitale in assoluto. Stiamo lavorando al progetto
Italia 2, dedicata ai giovani". Più tardi, nella conferenza
notturna con i giornalisti, preciserà che il progetto vedrà la luce nell'arco
del 2010, e sarà un canale gratuito posizionato tra Boing e Italia 1, fatto di
produzioni e acquisizione di diritti televisivi. " Con il lancio di Mediaset
Premium abbiamo dimostrato di avere avuto coraggio nel lanciare una tv a
pagamento in Italia andando, così, a rompere una situazione di monopolio (Sky,
ndr). La concorrenza e la sfida che abbiamo lanciato sul terreno del satellitare
la intendiamo giocare sul piano della qualità".
A proposito di Mediaset Premium, nell'incontro con i giornalisti spiegherà come il traguardo
raggiunto dei 3,5 milioni di carte attive (+85% sull'anno precedente) sarà in
larga parte da recuperare poiché, nella notte tra il 30 giugno e il primo luglio
2,2 milioni di queste sono scadute e dovranno essere rinnovate. "In ogni caso,
con Mediaset Premium abbiamo fermato lo sviluppo degli abbonati a Sky". Amore
(passato) e odio (presente) da concorrenza, con Sky tutto è in discussione. "Il
progetto di scendere dalla loro piattaforma e salire su Tivù Sat, quella creata
con Rai, va avanti – afferma - , come pure stiamo negoziando la diretta 24 ore
su 24 del Grande Fratello". Lo scenario si frammenta ma la tv
generalista non solo resiste, ma aumenta di quota come testimoniato dalla
ricerca 'Comunicare domani' presentata martedì scorso da AssoComunicazione. "La
frammentazione dello scenario dà più valore alle tv generaliste – commenta
Berlusconi - . Come negli Usa, anche in Italia le grandi tv generaliste sono
leader negli ascolti e nei ricavi pubblicitari".
Che ci sia la volontà di
dare un altro bel colpo allo 'squalo' Murdoch è confermato dalla prossima
offerta Gallery + Premium, in pratica tutto (Calcio, Grande Fratello, Amici,
Disney, ecc.) tranne Fantasy allo stesso prezzo del pacchetto base di Sky, ossia
19,9 euro al mese. Con queste azioni l'obiettivo del break even viene confermato
entro il 2010. Tornando alle tv generaliste a chi fa notare che le novità in
palinsesto non sembrano essere così tante risponde con le 4 nuove serie di
fiction, l'informazione estesa alla domenica pomeriggio, l'allungamento a 5 mesi
del Grande Fratello, il nuovo reality con Paola Perego su
Canale 5 (il titolo sarà Lost in Tribe), le cinque serate Zelig con
Checco Zalone, Alex & Franz, e le tre
dedicate a Enrico Brignano. Come pure il progetto, non ancora
definito e certo, di un programma condotto da Bonolis e la De Filippi sui grandi
successi musicali. "Insomma, se volessimo dare un titolo alla nuova stagione tv
– afferma Pier Silvio Berlusconi -. Direi che Mediaset, nonostante la crisi,
continua a investire almeno quanto l'anno scorso, in alcuni casi addirittura di
più. Inoltre, questi sono tempi in cui il mercato chiede certezze e non c'è,
quindi, tanto spazio per improvvisare".
A proposito di mercato, sollecitato
dai giornalisti, Berlusconi parla di una chiusura del primo semestre 2009 con
una raccolta pubblicitaria in calo del -12/13% in uno scenario dove "la
visibilità è davvero ridotta". Infine, il rapporto col web, al momento tallone
d'Achille per le attività del Biscione. "È vero – ammette Pier Silvio Berlusconi
- , non ci siamo ancora mossi con decisione. Abbiamo però chiaro che siamo
un'azienda che dovrà avere una presenza su internet, certamente meno testuale e,
soprattutto, video. La novità importante è che da gennaio Canale 5, Italia 1 e
Rete 4 avranno una loro finestra sul web, secondo modalità ancora da definire".
Salvatore Sagone

