Media
Cagnetta (Media Italia): Rai e Mediaset comunque le più forti
"Nonostante le apparenze, la televisione è oggi con
molta probabilità il mezzo più dinamico dello scenario italiano, uno scenario
che da qui al 2012 si configurerà come molto diverso da quello di oggi". Ad
affermarlo è stato quest'oggi Valentino Cagnetta (nella
foto) amministratore delegato di
Media Italia, commentando l'ultima approfondita analisi
realizzata dal centro media sullo stato di fatto della televisione in Italia e
sullo scenario evolutivo delle piattaforme digitali, satellitare e terrestre, da
qui alla data prevista per lo switch-off (vedi notizia correlata).
"Molte cose cambieranno in termini di ascolti, di share, di nuovi canali – ha proseguito Cagnetta –. Chi beneficerà davvero dell'evoluzione digitale della Tv sarà lo spettatore, che avrà a disposizione un'offerta molto più ampia. Ma siamo convinti che Rai e Mediaset rimarrano comunque, così come oggi, i due player principali".
Entrambi i player, come emerge dalla ricerca, dovrebbero però subire una consistente contrazione in termini di share: "È vero – sottolinea Cagnetta –, ma bisogna tener presente che questa analisi è stata fatta a 'bocce ferme', senza tenere cioè in considerazione i fattori contingenti o le eventuali nuove mosse degli operatori in termini di programmazione. In ogni caso, secondo le nostre stime la prevedibile contrazione degli ascolti troverà poca o nulla correlazione sul fronte degli investimenti pubblicitari".
Le ragioni di ciò, secondo Cagnetta, sono numerose. "In primo luogo si tratta di un fenomeno progressivo. Poi, come sappiamo, gli investimenti reagiscono con ritardo rispetto ai dati di audience: si investe su dati certi, non su previsioni... Inoltre, alcune di queste audience in crescita sono determinate da eventi sporadici e occasionali, non da canali di flusso, e le oscillazioni complicano le possibilità di pianificazione".
È vero che fino a oggi la capacità segmentante delle reti digitali è stata un plus, ma in realtà i numeri sono e rimarranno nelle mani di Mediaset e Rai, considera ancora Cagnetta, che rimarranno fondamentali per creare copertura. "Ci sarà piuttosto una polarizzazione degli utenti pubblicitari sui diversi canali rispetto ai target di massa o di nicchia".
Last but not least, la vera e propria potenza di fuoco delle due maggiori concessionarie, Sipra per Rai e Publitalia per Mediaset, unita alla loro esperienza commerciale e alla capacità di navigare il sistema degli investimenti renderà, conclude Cagnetta, "Molto, molto difficile per le new entry trovare spazi più ampi".
Dalle previsioni all'attualità, alla richiesta di una stima sulla chiusura d'anno possibile per il mercato tv, Cagnetta dichiara: "Mediaset riuscirà probabilmente a crescere di qualcosa, forse quasi di un +1%, cosa assolutamente non facile di questi tempi... Sipra andrà meno bene, ma non mi sento di pronunciare alcun numero. Sky è, in questo momento, 'plafonata' dal numero di abbonamenti stabile: la sua unica possibilità di crescita sarebbe aumentare i prezzi, ma in questa fase mi sembra una strada impraticabile".
E per quanto riguarda il digitale terrestre? "È molto difficile, anche in questo caso, esprimere un giudizio ragionato – la risposta dell'ad di Media Italia –. Credo sia difficile che Digitalia (la concessionaria Mediaset per il DTT: ndr) riesca a superare i 20 milioni di euro di raccolta. Così come sul lungo periodo ritengo arduo ipotizzare che il digitale terrestre possa arrivare a superare il 10% delle loro revenue totali".
Tommaso Ridolfi

