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Carosello Reloaded. Gitto, Rozzi e Bertelli: ottima l'idea, ma bisogna essere più innovativi e puntare all'intrattenimento

Il giorno dopo l'atteso ritorno di Carosello sulla Rai, inevitabili i commenti su questa operazione che, nelle intenzioni di Sipra, dovrebbe servire a riportare l'attenzione sulla pubblicità e sulla sua capacità di raccontare storie oltre che, naturalmente, a dare sprint agli investimenti. Dopo la prima puntata (11 milioni di telespettatori) si registra una certa delusione. A caldo abbiamo raccolto le opinioni di alcuni tra i più autorevoli creativi: Vicky Gitto (Y&R), Pino Rozzi (1861 United) e Bruno Bertelli (Publicis). in molti, del settore e non, affermano che si tratta per lo più dei soliti spot, solo un po' più lunghi. Lontani, dunque, dal modello originale, seppur l'idea di Sipra non fosse l'esatta riproduzione dello storico format.
Era stato annunciato come una grande novità di quest'anno, un ritorno in grande stile, che, in un momento così complesso del mercato, avrebbe dovuto riportare l'attenzione sulla capacità della pubblicità di raccontare storie, di essere originale e creativa. Stiamo parlando di Carosello Reloaed, che dopo essere stato presentato ufficialmente a metà aprile da Rai e Sipra, ha debuttato ieri, 6 maggio, in prima serata su Raiuno ed è stato visto da 11.024.000 di telespettatori, contro una media del break corrispondente di 6.856.000.

Quanto a audience un successo, dunque, anche perchè i telespettatori di Carosello sono stati 
300.000 in più rispetto a quelli della fiction 'Il Commissario Montalbano' e il doppio rispetto agli individui che hanno seguito il programma che l'ha preceduto, 'Affari tuoi'. Lo stesso però forse non si può dire quanto ad apprezzamento, almeno a giudicare dai commenti che circolano oggi in rete e non solo, da parte di pubblicitari, addetti al settore, ma anche persone cumuni.

Se infatti non era nelle intenzioni di Sipra proporre una riproduzione del Carosello originale, che rappresenta un pezzo importante di storia della nostra tv e che ha contribuito a lanciare spot che sono entrati nell'immaginario di tutti noi, probabilmente i più si aspettavano però che potesse essere l'occasione di vedere on air delle buone idee in grado di assolvere alla prioritaria funzione di intrattenimento attribuita alla natura del format stesso.  

Per lo più si è trattato degli stessi spot televisivi di sempre, solo in versione 'allungata'. D'accordo, Eni e Ferrero (Nutella) hanno integrato il proprio spot con alcune figure 'storiche' come rispettivamente la lucertola Pina e il cattivo Jo Condor.
Ecco cosa pensano i creativi interpellati da ADVexpress.

Vicky Gitto: Buona l'idea, ma c'è da lavorare sull'intrattenimento
Il direttore creativo esecutivo di Young & Rubicam: Dal punto di vista del media si tratta di un'ottima occasione e una possibilità per tentare qualcosa di nuovo nella pubblicità. Tra le campagne che ho visto, paradossalmente mi è piaciuta la versione nostalgica di Ferrero per Nutella. Le altre campagne mi sono sembrate semplici allungamenti degli spot. Eppure, Carosello sarebbe un esercizio interessante se le marche si impegnassero a creare filmati ad hoc con un alto contenuto di intrattenimento. Potrebbe diventare il 'Super Bowl' della pubblicità italiana, ossia uno spazio dove la comunicazione commerciale diventa un evento atteso da tutti, e dove si esercitano i migliori talenti creativi".

Pino Rozzi: Carosello come la Formula 1, un laboratorio per sperimentare i limiti della comunicazione
Anche per il direttore creativo esecutivo di 1861 United il direttore generale di Sipra, Fabrizio Piscopo, ha avuto un'ottima idea, e forse è prematuro pronunciare un giudizio finale. "Il valore  di Carosello - afferma -  risiedeva nello story telling slegato dal prodotto. In Carosello reloaded le aziende hanno voluto seguire un'altra strada, quella della pubblicità tradizionale. Quei settanta secondi dovrebbero essere invece costituire una sorta di palestra per sperimentare linguaggi nuovi, per ritrovare la libertà espressiva perduta. Potrebbe costituire la scintilla per dare vita a qualcosa di nuovo. Ciò che abbiamo visto è, in fondo, la pubblicità che vediamo sempre, è stato come sparare a salve invece di fare un vero tentativo di innovazione. Ripeto, si dovrebbe recuperare il format delle origini, presentare il prodotto alla fine e nei secondi precedenti le marche dovrebbero regalare uno spettacolo in grado di generare nel telespettatore un'emozione che si riverbererebbe positivamente  sulla marca stessa". Gitto lo paragona al Super Bowl, Rozzi accosta carosello alla Formula Uno: "potrebbe diventare il luogo dove si testano i limiti della comunicazione per poi migliorare anche la comunicazine tradizionale dei trenta secondi".

Bruno Bertelli: Carosello si ispiri a Youtube
Il direttore creativo esecutivo di Pubicis si unisce ai suoi colleghi nell'accostamento di Carosello al Super Bowl, vera palestra di innovazione della comunicazione negli Stati Uniti. "L'evento sportivo d'oltre oceano rappresenta davvero l'appuntamento più atteso per scorpire quanto di più nuovo, originale e inaspettato viene fatto in comunicazione. Devo dire che vedendo Carosello sono rimasto un po' deluso perché si è perso l'entertainment sponsorizzato dal brand a favore di un approccio tradizionale alla comunicazione". Il suo punto di vista è ancora più interessante anche perché nel '96 Bertelli aveva collaborato con Rai proprio per una trasmissione dedicata alla storica trasmissione, presentata da Ambra. I tempi sono cambiati e le nuove emittenti sociali, Youtube in testa, hanno dato ai creatii maggiori possibilità espressive. "La grande rivoluzione di Youtube ha dato l'opportunità di raccontare storie con una maggiore libertà, come era appunto nella tradizione di Carosello. I filmati che abbiamo visto ieri erano pubblicità nel senso classico, quindi controcorrente rispetto a quanto accade nella rete. L'idea rimane però interessante ma, ripeto, è necessario tenere presente che il consumatore si sta abituando a contenuti di intrattenimento più lunghi e innovativi". 

Sipra ha avuto il coraggio di offrire una nuova opportunità di sperimentazione alla pubblicità italiana. Alle aziende e alle agenzie spetta il compito di coglierla per dare a Carosello quella magia che aveva nel passato e proporre nuove modalità di intrattenimento e di coinvolgimento dei consumatori.