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CdA Rai, via libera al contratto di servizio e alla semestrale. Per il 2017 previsto un pareggio. Dal 2018 il nuovo canale in inglese

Il CdA della televisione pubblica ha approvato i dati relativi alla semestrale. Il bilancio consolidato segna una perdita di 2,2 milioni e una raccolta a -8,2% che risente dell'assenza di grandi eventi sportivi. La capogruppo registra un utile netto di 47,1 milioni. Via libera anche al contratto di servizio che prevede, tra l'altro, dal 2018, un canale in inglese che racconti il nostro Paese agli stranieri e un canale dedicato alla vita politica italiana.

Il Cda Rai, riunitosi oggi a Roma, ha dato il via libera allo schema di contratto di servizio e  alla semestrale, confermando per l’esercizio 2017 “un risultato di  sostanziale pareggio”.

Il Direttore Generale Mario Orfeo (nella foto), ha illustrato i dati di Bilancio intermedio al 30 giugno 2017 della Rai e di quello Consolidato del Gruppo alla stessa data, poi  esaminati dal Consiglio.

Nel periodo preso in esame, Rai mantiene saldamente la leadership degli ascolti televisivi sia sull’intera giornata (37,2%) sia sul prime time (39,3%) nonché quella sui programmi più visti. Da segnalare in particolare la forte crescita di Rai4, i molteplici segnali di rinnovamento e vitalità offerti dalla radiofonia e le positive performance dell’offerta web e social trainata da RaiPlay (leggi news su ADVexpress con i commenti di Alessandra Mapelli, direttore marketing prodotto TV di Rai Pubblicità).

I risultati del primo semestre del 2017 hanno risentito principalmente della contrazione dei ricavi da canone per complessivi 35,4 milioni di Euro (-3,8%), in conseguenza della diminuzione da 100 a 90 Euro dell’importo unitario dei canoni ordinari nonché della riduzione (dal 67% al 50%), prevista dal vigente quadro normativo, della quota a favore di Rai dei maggiori importi derivanti dalla riscossione del canone in bolletta (cosiddetto extra-gettito).

In contrazione anche l’andamento dei ricavi pubblicitari (in riduzione nel periodo per 30,6 milioni di Euro pari all’8,2%) che scontano l’assenza dei grandi eventi sportivi presenti nel primo semestre 2016.

Il Bilancio consolidato del Gruppo Rai chiude pertanto il primo semestre con una perdita di 2,2 milioni di Euro, contro l’utile di 33,4 milioni di Euro registrato nell’analogo periodo del 2016.

L’utile ante imposte è stato positivo e pari, nel periodo, a 1,7 milioni di Euro, rispetto ad un utile di 49,1 milioni di Euro dello stesso semestre del 2016.

Dal punto di vista finanziario, l’indebitamento complessivo del Gruppo al 30 giugno 2017 si è ridotto a 60,3 milioni di Euro, rispetto ai 128,5 milioni di Euro del 30 giugno 2016.

Per quanto riguarda l’esercizio 2017 viene confermato, in linea con le ipotesi di budget, un risultato di sostanziale pareggio.

La Capogruppo evidenzia nel semestre un utile netto pari a 47,1 milioni di Euro contro quello pari a 66,2 milioni di Euro registrato nell’analogo periodo dell’esercizio precedente. 

I bilanci verranno a breve resi pubblici nell’apposita sezione del sito internet www.rai.it

Il Cda ha inoltre anche esaminato lo schema generale del nuovo Contratto di servizio che rinnova il quadro regolamentare con cui Rai dovrà adempiere alla sua missione di concessionaria pubblica radio televisiva per i prossimi 5 anni. Lo schema di Contratto, elaborato insieme con il Ministero dello sviluppo economico, dovrà poi essere  esaminato dalla Commissione parlamentare di Vigilanza Rai per il parere di competenza e poi tornare in Consiglio di amministrazione per la definitiva approvazione.  Si prevede che il Contratto entrerà in vigore a gennaio del 2018, per una durata di cinque anni.

Il Contratto prevede anche un sostegno ai produttori indipendenti di programmi. Viale Mazzini dovrà comprare trasmissioni originali per ideazione, da piccoli produttori indipendenti, per almeno 2 milioni nel 2018 e per almeno 3 dal 2019. L'investimento  aumenterà nelle successive stagioni televisive. 

Nel 2018, la Rai inoltre distribuirà nel mondo un canale che racconterà il nostro Paese agli stranieri, 24 ore al giorno e interamente in lingua inglese. Nel palinsesto previsti Film, fiction, telegiornali e  telecronache sportive. In programma inoltre un canale dedicato interamente alla vita politica italiana. 

Tra i doveri della televisione di Stato, come anticipa Repubblica, anche quello di offrire trasmissioni anche agli editori del satellite e alle pay-tv. Ma sarà suo diritto chiedere che Sky paghi per la trasmissione dei canali del servizio pubblico, dopo una trattativa economica “equa e non discriminatoria”.

Il Contratto di Servizio prevede poi che entro il 2022 Viale Mazzini dovrà liberare le frequenze della sua rete migliore, lungo le quali vengono trasmessi i programmi di RaiUno, RaiDue, RaiNews24, che dovranno essere cedute alle aziende di Internet e della telefonia, in seguito a direttive Europee, spostando quindi il segnale su altre frequenze che oggi già trasmettono RaiTre ed altre emittenti private locali. 

La Rai, si legge ancora su Repubblica,  avrà bisogno di mandare il suo segnale anche ai satelliti di proprietà di RaiWay, e da questi alla rete terrestre dei ripetitori e delle antenne, portando i suoi canali a tutta la popolazione italiana.
Gli investimenti editoriali e tecnologici richiedono spese importanti. Per questo, lo Stato dovrà dare al sevizio pubblico un quadro certo delle entrate da Canone per almeno tre anni.

Il Contratto - che definisce la Rai un’azienda multimediale oltre che televisiva e radiofonica, prevede che l'emittente pubblica debba sottotitolare almeno l’80% dei suoi programmi a favore delle persone con disabilità; ed eliminare la pubblicità da ogni suo canale per bambini.

 

 

 

 

 

 

Dal board è arrivata anche "all'unanimità la solidarietà alla presidente Monica Maggioni ribadendo che il suo operato è sempre stato in linea con il mandato editoriale e i principi dell'azienda di servizio pubblico". Una presa di posizione che fa seguito ai controlli avviati dalla Guardia di finanza a Viale Mazzini, nell'ambito dell'inchiesta della procura di Roma - contro ignoti - su presunti illeciti compiuti dal 2013 al 2015.