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Condé Nast: nel 2014 raccolta a 120 mln, il 10,5% dal digital. Nel 2015 sviluppo digitale per maschili e La Cucina Italiana e lancio di un prodotto web a tema Beauty

Si chiude un anno positivo per la multimedia communication company, che continua a crescere sul digitale: revenue a +18% (l'obiettivo è un aumento di un ulteriore 40% nel 2015, ndr.), 13 mln di utenti unici al mese per i siti del Gruppo, per un totale di 15 milioni di video views1,7 mln di utenti unici per CN LIve! e il 40% del traffico totale da mobile. In crescita anche i ricavi diversi7-8 mln dagli eventi, che l'anno prossimo cresceranno ulteriormente coinvolgendo anche Vanity Fair e GQ
'Reinvent the business', è questo il compito che si è data Condé Nast a settembre 2012, dando vita a un documento interno contenente le linee guida da seguire per continuare a crescere combattendo la crisi dell'editoria attraverso l'evoluzione del business. 

Un approccio che si è rivelato vincente, come hanno spiegato oggi, 16 dicembre, i vertici dell'azienda, nel tradizionale incontro di fine anno con i giornalisti. ""Abbiamo scelto di muoverci con decisione nel cosiddetto 'mondo degli schermi'  - ha esordito Giampaolo Grandi (nella foto a sx), Presidente e Ad Condé Nast Italia (nella foto a sx) -, dal momento che, fatto 100 il numero di interazioni che una persona intrattiene con i media, l'80% avviene proprio attraverso uno schermo. Da quando sono nati, ovvero circa 300 anni fai, i periodici non hanno modificato di molto il loro business model e questo rende l'idea di quanto possa essere difficile oggi per le case editrici adattarsi ai cambiamenti che stanno avvenendo nel settore. Tuttavia, se vogliono sopravvivere, le aziende che operano in questo settore non possono più restare uguali a se stesse. Servono brand forti, talenti e idee chiare e noi stiamo lavorando proprio su questi asset". 

Buona la perfomance di Condé Nast quest'anno, al cui fatturato contribuisce per l'80% la raccolta pubblicitaria e per il 20% i ricavi diffusionali. Guardando al business tradizionale della stampa cartacea, dal 2007 al 2014 Condé Nast ha raddoppiato la quota di mercato pubblicità periodici, passando dal 12% al 24%. Nel 2014, la raccolta sui periodici si è attestata a 105 milioni, con un calo del -1% sul risultato raggiunto nel 2013, in un mercato che cala del 10%. A quota 13 milioni il margine operativo, che si prevede possa salire a 17 milioni l'anno prossimo.

Nel 2015 Condé Nast punta inoltre a +40% di crescita della raccolta sul digitale, +3-4% di crescita della raccolta sui periodici e a triplicare i risultati raggiunti in termini di advertising da CN Live!. Obiettivi ambiziosi, resi possibili dai numeri positivi che caratterizzano il 2014 e che permettono all'azienda di guardare con ottimismo al prossimo futuro.

A spiegare nel dettaglio i risultati raggiunti e i progetti per il 2015 è stato Fedele Usai (nella foto a dx), Deputy Managing Director Condé Nast Italia. "Il 2014 si chiude in modo soddisfacente, soprattutto per gli ottimi risultati raggiunti in ambito digital  - ha affermato Usai  - . 13 milioni gli utenti unici presenti in media al mese sulle property digitali del Gruppo, per un totale di 15 milioni di video views a dicembre, contro le 50mila di dicembre 2013. A quota 20% sul totale le revenue digitali derivanti dai video, che ovviamente costituiscono anche un ottimo modo per conquistare nuovi utenti unici. Il 40% del traffico totale viene da mobile". 

A guidare la crescita su digitale è in particolare Vanity Fair, che conta oltre 7 milioni di utenti unici al mese (dato di novembre), di cui il 50% provenienti da mobile. 

Ottima la performance di CN Live!, il brand dedicato al mondo dell’entertainment e del lifestyle, attraverso una modalità interamente video. La piattaforma impatta del 20% sul totale ricavi digitali e a novembre ha registrato 1,7 milioni di utenti unici. L'obiettivo è far crescere ulteriormente la piattaforma: oltre a Visa e a Tudor, già presenti, a inizio anno Chanel lancerà il proprio canale video. Inoltre, arriveranno su CN Live! alcuni videomaker già celebri su YouTube che sono stati contrattualizzati per aprire il proprio canale e lavorare anche al fianco di Factory su progetti dedicati ai clienti pubblicitari. 

Almeno per il momento, il programmatic non è una delle priorità di Condé Nast. "Abbiamo deciso di adottare per il programmatic lo stesso approccio scelto per i video - ha detto Usai - : abbiamo deciso di attivare dei deal privati, parlando direttamente con i clienti, per continuare ad avere il controllo dei prezzi".

In generale, le revenue digitali quest'anno sono cresciute del 18% rispetto al 2013, contribuendo al 15% della raccolta totale, che si è attestata a quota 120 milioni (a perimetro omogeneo e cioè escludendo le testate chiuse Myself e Sposabella). A questi si sommano i 20 milioni di ricavi diffusionali e i 10 milioni di ricavi diversi. Il maggiore contributo a questi ultimi è dato dagli eventi, che quest'anno hanno 'fruttato' ben 7 milioni di euro, rispetto ai 4 milioni del 2013. "Se prima l'unico evento rilevante organizzato da Condé Nast era la Vogue Fashion's Night Out, ora anche Glamour e Wired sono protagonisti di altri importanti eventi e l'anno prossimo coinvolgeremo anche Vanity Fair e GQ", ha detto Usai.

Tre i punti fondamentali su cui si concentreranno gli sforzi dell'azienda nel 2015. Il primo sarà l'implementazione degli asset digitali che riguardano i maschili del Gruppo, ovvero L'Uomo Vogue, Wired e GQ. Attualmente il traffico dei siti dei maschili ammonta a 5 milioni di utenti unici, ma saranno 7 milioni entro giugno 2015.

La seconda novità sarà costituita da un nuovo prodotto digital, unico sul mercato, interamente dedicato al beauty, che verrà lanciato a febbraio e si avvarrà della collaborazione di un alto numero di blogger e influencer del settore. Non solo. Sono previste anche declinazioni sul territorio, con eventi ad hoc.

Infine, l'attenzione sarà puntata su La Cucina Italiana Srl, società di cui attualmente Condé Nast detiene l'80%, destinato a salire nei prossimi mesi al 100%. "Condé Nast ha comprato la testata a metà 2013, da allora il fatturato pubblicitario è aumentato del 200%, raggiungendo 1,2 milioni di euro e abbiamo ragione di credere che possa crescere di un ulteriore 25% nel 2015 - ha spiegato Domenico Nocco (nella foto a sx), Executive VicePresident Finance&Operations Condé Nast Italia- . Grazie alla nostra gestione, inoltre, i costi sono diminuiti del 20%".

Durante quest'anno è stata chiusa l'edizione americana del magazine, che non riusciva a competere con testate molto più forti, come Bon Appétit, edito sempre da Condé Nast, che diffonde oltre 2 milioni di copie. Permangono invece quattro licenze, in Repubblica Ceca, Turchia, Germania e Olanda, pubblicate da altri editori che pagano a Condé nast delle royalties.

Per l'anno prossimo ci sono in cantiere novità importanti: "A marzo lanceremo la nuova presenza digitale della rivista, che sarà molto più di un nuovo sito - ha anticipato Nocco -. L'idea è proporre una Scuola di Cucina svincolata dal luogo fisico, il modello di business è ancora da identificare ma abbiamo contattato alcune realtà internazionali attive in questo settore per trarre degli spunti interessanti".

Serena Piazzi