Media
Giornali Associati si affida a M,C&A MediaVest
M,C&A MediaVest conquista la
fiducia di Giornali Associati, giovane società editoriale
fondata da Fabio Caso, che attualmente pubblica le riviste
La mia casa, Di Tutto, Top Salute (acquistate da
Peruzzo) e anche il mensile Buona Cucina, già edizioni
Edit e ancor prima Fabbri-Rizzoli
.
Per l'agenzia media guidata dall'Ad Roberto Calzolari (nella foto) e appartenente al Gruppo Publicis continua quindi il periodo favorevole di nuove acquisizioni, che quest'anno ha visto l'arrivo di vari clienti quali Betfair, Casinò Lugano, Noberasco, Milano Assicurazioni, Gilli Communication, Carta Sì, Giornali Associati, Gse, Gruppo Deso, Nusco Porte, Fondazione San Bernardino (onlus)
L'agenzia M,C&A MediaVest ha già iniziato a lavorare per Giornali Associati, pianificando una campagna pubblicitaria per il rilancio del mensile Buona Cucina, il neonato di casa, che fa seguito al rilancio del settimanale Di Tutto, e precede due nuovi prodotti editoriali che arriveranno nel 2009, un settimanale e un mensile.
In particolare, la campagna di Buona Cucina, on air dal
4 dicembre, prevede spot radiofonici in due soggetti (uno istituzionale e
l'altro natalizio) da
15'' su Radio 24, Rds, Radio
Montecarlo e Radio 105. Su queste due ultime radio
sono previste anche citazioni da 30''.
Il mensile, distribuito in 160mila copie su tutto il territorio nazionale, è acquistabile al costo di 2 euro ed è rivolto agli amanti della buona tavola, agli appassionati del vino e dei percorsi enogastronomici, con una finestra sui personaggi (politici, vip e giornalisti) e sui cuochi più quotati del momento.
La campagna Giornali Associati per Buona Cucina, che proseguirà per tutto il mese di dicembre, prevede anche la pianificazione in esterna di schermi di edicole, presenti nelle due piazze di Milano e Roma, per la promozione del numero natalizio della rivista. Gli spot radio e i jingle inediti sono stati curati da xG Publishing, società italo-inglese specializzata nella comunicazione editoriale multimediale e nel sound design, con cui M,C& A MediaVest ha già avuto modo di collaborare per il cliente Real Chimica ('Chi pulisce più di ChanteClair?').
Contattato da ADVexpress per conoscere i dati di business del 2008, Roberto Calzolari ha spiegato: "Chiudiamo il 2008 con una sostanziale stabilità in termini di amministrato rispetto all'anno precedente, ma anche con l'arrivo di un significativo numero di clienti, che hanno riposto la loro fiducia nella nostra agenzia, scegliendola come partner. Questo, a un anno dal nostro ingresso nel Gruppo Publicis, è per noi un ottimo risultato. Nel 2008 ci siamo messi in relazione con molte aziende (ne abbiamo calcolato un centinaio) e partecipato a numerosi new business. L'ideale sarebbe seguire la legge di Pareto 80/20, nel senso di seguire pochi clienti con ottime redditività, ma oggi nel nostro lavoro non è possibile. Così, abbiamo ampliato il parco clienti e articolato la nostra offerta. Accanto al lavoro tradizionale, per esempio, abbiamo vinto la gara creativa Nusco Porte, offerto consulenza come ufficio stampa, un un approccio di brand reputation management, organizzato i contenuti di una intranet, impostata la quotidianità di un blog aziendale".
Interrogato sul sentiment delle aziende e sulle
prossime modalità di investimento dei i clienti di M,C&A, il manager ha
spiegato: " L'atteggiamento dei nostri clienti è differenziato. Il comune
denominatore è la cautela e una maggiore attenzione alle scelte di base che
costringono a riflettere su concetti elementari. Emergono domande ricorrenti
come queste: ha senso fare advertising come prima? Cosa succede se per un anno
non investo? Qual è la perdita e in che cosa e in quanto consiste veramente?
Devo acquistare al minor prezzo, ma se devo acquistare spazi di qualità per
essere visibile, come posso fare? E' vero che la tv tradizionale non funziona
più, ma per raggiungere la stessa copertura quali media scegliere, e quale
penetrazione raggiungo con i nuovi media?
L'interesse per il web e i new media
cresce, ma anche in questo caso sono tante le domande che ci vengono poste e
alle quali dobbiamo essere pronti a rispondere, assicurando ai nostri clienti
sempre la più alta competenza nello svolgere un ruolo di consulenza sempre più
globale. Molti ci chiedono: 'Qual è il giusto ruolo della
comunicazione sui web per i miei prodotti?' 'Cosa dicono di me –brand- in rete?'
'Qual è il trade off tra ritorno della comunicazione e taglio di prezzo sullo
scaffale?' 'Come mettersi in connessione con chi mi può acquistare, con una
serata o con una keyword su google, con un video che cerco di rendere virale'?
'Come dare valore al brand in un momento di crisi dei consumi?' 'Quale peso dare
alla pubblicità televisiva e quale alla comunicazione nel punto di vendita?'
Insomma, le strade tradizionali sembrano meno scontate di prima. La stima
dell'investimento a totale anno è un esercizio necessario, ma non ha basi
solide. La strada intrapresa che guarda al futuro è quella di un mix sempre più
differenziato".

