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Gubitosi: "Tocca a noi raccontare l'Expo. La Rai torni ad essere motore culturale del Paese"

Lo ha dichiarato il direttore generale della Rai dal palco de  'Le Idee di Expo 2015 - Verso la Carta di Milano, l'iniziativa dedicata all'esposizione universale organizzata sabato 7  febbraio all'hangar  Bicocca a Milano. Nell'occasione il manager ha auspicato che l'emittente pubblica replichi l'esercizio e lo sforzo di miglioramento fatti su Expo " anche per altri grandi temi, altrettanto importanti e altrettanto complessi, che forse in passato abbiamo  un po’ trascurato, come li ha trascurati il paese: un mondo multipolare, l’economia basata sulla conoscenza, l’innovazione digitale".
"Tocca a noi raccontare l'Expo. La Rai vuole riprendere il suo ruolo di motore culturale del Paese, accendere i cervelli, risvegliare la voglia di fare. Oggi qui sentiamo che questo ruolo lo stiamo riprendendo".

"Tutte le Esposizioni Universali hanno lasciato in eredità cose che si possono vedere, come la Torre Eiffel. Questa di Milano è la nostra Torre Eiffel" ha spiegato il manager. "Expo 2015 parla di alimentazione, ma cibo vuol dire tante cose. Tocca a noi comunicare l'evento e il suo tema. Per questo abbiamo creato una struttura dedicata ad Expo, con la quale questa Carta di Milano sarà sostenuta fino a quando sarà consegnata all'Onu".

Lo ha dichiarato il direttore generale Rai Luigi Gubitosi, dal palco de  'Le Idee di Expo 2015 - Verso la Carta di Milano, l'iniziativa dedicata all'esposizione universale,  organizzata sabato 7  febbraio all'hangar  Bicocca a Milano.  Una giornata intera di lavoro articolata in  40 tavoli tematici a cui hanno partecipato più di 500 esperti e i rappresentanti degli oltre 140 Paesi aderenti all'Expo, con il compito di approfondire tutti i temi legati al grande evento dedicato all'alimentazione.
Proprio l'Expo, infatti, rappresenta un'occasione imperdibile per l'Italia per la quale, ha dichiarato il premier Renzi,  il 2015 "è un anno felix, che non vuol dire semplicemente felice, ma fertile" un anno in cui "ci sono tutte le condizioni per tornare a correre".


Dell'importanza strategica di Expo per il Paese ha profusamente parlato anche lo stesso Gubitosi, di cui riportiamo di seguito la restante parte dell'intervento.

"L’Expo di quest’anno a Milano vuole invece lasciarsi dietro delle idee. Vuole lasciarsi dietro un’eredità immateriale, fatta di conoscenze e consapevolezza diffuse, nei cittadini, nelle imprese, nella politica. È anche questo se vogliamo un segno dei tempi, del primato delle idee, della conoscenza, sui vecchi fattori di produzione.
Expo 2015 parla di alimentazione, ma cibo vuol dire anche economia, ambiente, salute, cultura, sviluppo, diritti.
Il cibo è una grande chiave di lettura del mondo di oggi, oltre che un modo per incidere concretamente su tutte queste realtà.
Fin dall’inizio, quando Expo SpA ci ha chiamati, un anno e mezzo fa, abbiamo capito che sarebbe toccato anche a noi - potrei dire soprattutto a noi - raccontare agli italiani (e al mondo) l’evento e il suo tema.
Le idee infatti hanno un senso solo se vengono scambiate.
Dovevamo raccontare questo bellissimo tema, spiegarlo, e anche farlo discutere, come si fa oggi qui.
Per questo abbiamo costituito una struttura appositamente dedicata che si chiama Rai Expo, e che si è subito appoggiata a molte delle competenze migliori di questo paese. Rai Expo studia, progetta e produce anche per tutta l’azienda, e con l’aiuto di tutta l’azienda.
Anche qui, oggi, ci sono - ci siamo - tutti.
Da oggi, con questa Expo delle Idee, cominciamo insieme a voi un nuovo percorso, e seguiremo le vostre idee, vi aiuteremo a raccontarle agli italiani, a farle discutere, e a chiedere il loro contributo, fino al giorno in cui la Carta di Milano verrà consegnata dal ministro Martina al Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki Moon.
Non è un compito facile, quello che ci siamo presi, perché ci costringe a rimettere in discussione le nostre competenze, i nostri prodotti, il nostro modo di lavorare. Ci siamo accorti che per affrontare un tema così complesso dovevamo migliorare molte cose.
Ma siamo contenti che Expo, e soprattutto l’Expo delle Idee che parte oggi, ci costringa a farlo, perché sono convinto che l’esercizio fatto su Expo, dovremmo replicarlo anche per altri grandi temi, altrettanto importanti e altrettanto complessi. E che forse in passato abbiamo forse un po’ trascurato, come li ha trascurati il paese: un mondo multipolare, l’economia basata sulla conoscenza, l’innovazione digitale.
Negli ultimi vent’anni il mondo ci è cambiato intorno rapidamente, e la nostra difficoltà a prenderne atto e a cambiare per restare al passo è una delle radici profonde della crisi che stiamo attraversando.
Oggi quindi il servizio pubblico vuole riprendersi il ruolo di grande motore culturale del paese.
Capire, raccontare, scambiare esperienze con il resto del mondo.
Dobbiamo saper parlare con il mondo.
Fare accendere i cervelli, risvegliare la curiosità, far tornare la voglia di fare. Come questo paese ha sempre saputo fare nei suoi momenti migliori.
Oggi la Rai è a disposizione del paese, e lo sarà anche domani, dopo Expo.
Vorrei che anche domani, come oggi, ci potessimo ritrovare insieme per parlare di idee.
Delle idee di cui ha bisogno questo paese, delle idee di cui dobbiamo vivere noi, e dovranno vivere i nostri figli.
La Rai, ci sarà sempre".




EC