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Il Gruppo Espresso smentisce le trattative con Sky

In relazione alle ripetute indiscrezioni di stampa circolate nei giorni scorsi a proposito di ipotetiche alleanze nella televisione digitale, in una nota il Gruppo precisa che il rapporto commerciale con Sky Italia riguarda principalmente l’affitto di capacità trasmissiva per il canale in chiaro Cielo e non ha alcun legame con l’attività di editore televisivo del Gruppo Espresso nel digitale terrestre.
Gruppo Editoriale L’Espresso (nella foto il presidente Carlo De Benedetti), in relazione alle ripetute indiscrezioni di stampa circolate nei giorni scorsi a proposito di ipotetiche alleanze nella televisione digitale (vedi notizia correlata, precisa che non è in corso alcuna trattativa con Sky Italia e che intende proseguire in modo autonomo lo sviluppo delle proprie attività televisive.

Nella nota diffusa oggi, 18 settembre, il Gruppo precisa che il rapporto commerciale con Sky Italia riguarda principalmente l’affitto di capacità trasmissiva per il
canale in chiaro Cielo e non ha alcun legame con l’attività di editore televisivo del Gruppo Espresso nel digitale terrestre.

Come riconosciuto anche dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni nel 'Procedimento per l'ndividuazione dei mercati rilevanti nell’ambito del sistema integrato delle comunicazioni', il Gruppo Espresso, in particolare attraverso la ex Rete A oggi Deejay TV, precisa di contribuire al pluralismo del mercato televisivo nazionale in chiaro, nell’ambito di un contesto di forte concentrazione e con possibili scenari di ulteriore restrizione della concorrenza.

Grazie a un palinsesto caratterizzato da intrattenimento, film e serie tv internazionali, informazione (tre edizioni di telegiornale al giorno) e spazi di comunicazione politica in occasione delle principali tornate elettorali e referendarie, Deejay TV ha proseguito la tradizione avviata da Rete A 25 anni fa con il primo telegiornale nazionale in diretta su un’emittente privata.

Per tali ragioni, si legge ancora nella nota, il Gruppo Espresso considera indispensabile un assetto del settore televisivo nazionale che non penalizzi la propria attività rispetto alle emittenti del cosiddetto 'duopolio' al fine di scongiurare il rischio di ritorno a una situazione di scelta 'blindata' per gli utenti (la concessionaria pubblica, un unico operatore privato e le tv locali) simile a quella del telecomando degli anni ’90.

Il Gruppo, pertanto, confida che l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni garantisca un trattamento paritario a tutti gli operatori nazionali ex analogici, senza impedire agli editori televisivi nazionali minori di contendere la raccolta pubblicitaria ai soggetti dominanti.

SP