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Lo strapotere di Google

Dalla pubblicità on line, settore in cui detiene una quasi esclusiva, alla telefonia mobile, dove è entrato con la nuova piattaforma Android, fino alla sanità digitale: la presenza del colosso di Mountain View, 21,7 miliardi di dollari di fatturato nel 2008, è sempre più ingombrante e preoccupa gli addetti ai lavori e non solo.

I più attenti se ne erano già accorti da tempo, ma ora la presenza di Google sta diventando così ingombrante che è davvero difficile non farci caso: come mette in luce oggi, 30 marzo, un articolo del Corriere Economia , non c'è settore in cui l'azienda fondata nel 1999 da Larry Page e Sergey Brin (nella foto) non allunghi i suoi tentacoli.

L'ultimo emblematico esempio viene dagli Stati Uniti, dove pare che alcuni processi saltino per la cattiva abitudine dei giurati di utilizzare il motore di ricerca per informarsi sul caso che stanno seguendo, violando così la legge che impone che le sentenze siano formulate solo sulla base di ciò che è stato discusso in tribunale.

Anche la giustizia non è dunque immune dall'influenza del colosso del web, che, pur in un contesto difficile come quello attuale, non smette di crescere: nel 2008 il fatturato si è attestato a 21,7 miliardi di dollari, di cui il 99% derivanti dalla pubblicità, in crescita del 31% sul 2007.

E' però nel mondo dell'informazione che Google fa sentire in modo più poderoso i suoi effetti. Sulla pubblicità on line il colosso ha instaurato un quasi monopolio, anche grazie ai sistemi sempre più sofisticati che consentono agli inserzionisti di targettizzare al meglio i messaggi, sulla base degli interessi degli utenti (vedi notizia correlata); inoltre grazie al successo che sta riscuotendo  YouTube , acquisita nel novembre 2006 per 1,65 miliardi di dollari, sta contribuendo a diffondere la cultura del 'palinsesto fai da te' oltre che a promuovere nuove modalità di advertising on line (vedi notizie correlate).

Per non parlare della telefonia mobile, settore in cui, con il lancio della nuova piattaforma Android , Google lancia una sfida aperta all'iPhone della Apple. Il nome dell'azienda di Mountain View, che oggi vanta un fatturato di 10,604 miliardi di dollari, un utile netto di 3,077 miliardi e 16.916 dipendenti, è spesso dietro ai blog, allo shopping on line, e fa capolino anche nel business dell'e-book, dove, insieme alla Sony , è entrata mettendo a disposizione un'enorme quantità di testi recuperati dalle maggiori biblioteche del mondo.

E se chi non ha nulla a che vedere con la comunicazione pensa di essere esente dalla longa manu di Google, si sbaglia di grosso. Dopo essersi associato con Ibm per debuttare nell'ambito della sanità digitale, infatti, non è escluso che il colosso possa affacciarsi sulla genetica: l'enorme quantità di dati personali di cui dispone, infatti, potrebbe essere utilizzata per raccogliere in modo capillare informazioni sul patrimonio genetico degli utenti, utili a individuare, case by case, i rischi di malattie per intervenire nel modo più appropriato.

Insomma, è innegabile che Google abbia tra le mani un potere smisurato, che scatena reazioni controverse: ci sono gli entusiasti, che credono nelle infinite opportunità che l'azienda è in grado di offrire, e i preoccupati, che vorrebbero più garanzie per la privacy e guardano con sospetto all'onnipresenza dell'impresa, che somiglia sempre più a un monopolio.

Fatto sta che una capacità così impressionante di colonizzare tutti gli ambiti, come quella che sta dimostrando Google, unita a un bacino così ampio di conoscenza può rivelarsi pericolosa, perchè, nonostante i buoni propositi più volte espressi dal board, la voglia di lasciarsi prendere la mano può essere sempre in agguato. Urge dunque l'istituzione di un chiaro sistema di regole, prima che sia troppo tardi.