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Media Consultants/1: Francesco Siliato: "Utilizzo decoder in Italia fermo allo 0.8%"
Sono stati Walter Pancini, direttore Auditel (vedi articolo correlato) e il massmediologo Francesco Siliato, ad inaugurare oggi la tre giorni dell'iniziativa porte aperte di Media Consultants . Nell'incontro inaugurale si è parlato del futuro della televisione, soprattutto del digitale terrestre e delle tecniche di rilevazione Auditel.
La 'conversazione' è stata aperta da Francesco Siliato, autore del libro "Televisione guidata " nonchè consulente del Ministro Gentiloni. Il massmediologo ha saputo descrivere al meglio l'evoluzione del digitale terrestre, che si sta affannosamente affacciando in Italia, tra problemi politici e operativi.
"Inanzitutto si è arrivati alla definizione di una data realistica per lo Switch off, fissata ora per il 2012, quando Italia e Inghilterra, ultime in Europa, 'spegneranno' la televisione analogica in favore del DTT"- così ha iniziato il suo intervento Siliato-. "Il fatto che l'Italia, sia una delle ultime nazioni europee a passare al digitale, non deve però far dimenticare che è stata anche la prima a inaugurare l'esperienza digitale con Telepiù".
"Il problema del digitale in Italia è da far risalire a più fattori, uno di essi è da imputare agli editori - sottolinea così il consulente ministeriale -. Gli editori infatti temono la 'cannibalizzazione' della televisione generalista compiuta dal digitale. Una realtà che deve però essere accettata, anche da quanto ci insegna l'excursus storico compiuto dai media nel loro nascere. La nascita di un medium ha da sempre visto il problema della cannibalizzazione del medium precedente. Basta pensare alla radio. Quando nacque, furono i quotidiani a lamentarsi. Le radio, in qualità di organo d'informazione 'in tempo reale', avrebbe diminuito le copie. Questa paura è da vedersi in modo diverso oggi, in quanto con la nascita del DDT gli editori cannibalizzarebbero se stessi. Fatto sta che ad oggi il digitale terrestre dipende dagli editori della televisione generalista, che temendo una perdita di ascolt e quindi di investimenti" .
Nella conferenza è emerso che il problema degli editori riguarda sia la qualità e la quantità dell'offerta su DDT, fino ad oggi povera, sia il problema della numerazione dei canali, di primaria importanza per i nuovi entranti. Saranno infatti ancora da stabilire, le 'posizioni del telcomando dalla 8 in poi', risolto dai cugini francesi con un'estrazione casuale dei numeri da attribuire. Sempre a tale riguardo Silato auspica un progressivo passaggio al digitale, partendo da zona a zona. In tal senso si pone positivamente la scelta di convertire delle regioni, poco alla volta. Ad oggi sono Valle d'Aosta e Sardegna le pioniere in tal senso, qui infatti la conversione è avvenuta ma dai dati risulta che è il 52% degli utenti ad usare attivamente il decoder.
I dati ci introducono anche all'altra era critica della diffusione del digitale, più di natura tecnica, che riguarda la diffusione dei decoder e il loro utilizzo nelle case italiane. Siliato ha infatti ammesso che oltre alle aree dove lo switch off è già avvenuto, Sardegna e Valle D'Aosta, la copertura del DDT può ancora considerarsi a macchia di leopardo. Parlando di DDT e Auditel, Siliato ha così affermato: "Si inserisce perfettamente nel discorso il monitoraggio della piattaforma digitale da parte di Auditel, ad oggi una problematica perchè fornita su base di dati aggregati".
"I problemi relativi alla copertura - Siliato aggiunge- sono da riferirsi alla diffusione del decoder e alla trasformazione delle frequenze da analogica a digitale. Passaggio frenato dalle leggi 66 e Gasparri, che prevedevano l'obbligo del passaggio senza però dare una data precisa". Ulteriore ostacolo è la diffusione del decoder. Problema emerso tra i partecipanti dell'incontro, supportato anche dai dati forniti da Walter Pincini direttore Auditel. Dalle analisi dei costruttori di decoder eseguiti da GFK basata su selling e out i pezzi venduti risultano essere da 5 milioni a 6 milioni, ad Auditel risultano però solo 3 milioni e mezzo i decoder collegati. Questo è da attribuire all'offerta del DDT, ai problemi di ricezione, di collegamento e a un televisore che ormai è diventato uno strumento per vedere internet, giocare ed altro.
Una soluzione a questo problema sarà per Siliato la vendita di televisori integrati, forniti cioè di decoder interno. Dal 2008 la vendita di televisori senza decoder integrato sarà proibita, favorendo così la diffusione del DDT.
"Il problema collegato all'offerta rimarrà comunque fino a quando gli editori non investiranno nel digitale - continua Silato -. Di fondo rimane centrale la pianificazione pubblicitaria in quanto i dati relativi allo share del digitale rimangono comunque molto bassi. Questo causa una difficoltà nella raccolta pubblicitaria che a sua volta provoca una povertà dell'offerta editoriale".
"I dati andrebbero però analizzati criticamente e comparati alle aree dove il digitale è più presente- sottolinea Siliato- basti pensare all'utilizzo del decoder che in Italia si attesta allo 0.8%, in Sardegna è al 4%, e a Cagliari all' 8%. Visti così i dati sono più interessanti anche per gli editori ".
Roberta Surini

