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Media Italia. Festival 'in crescendo'
La terza puntata, pur sfondando di mezz’ora le colonne d’Ercole delle 24.30, ha avuto circa 10 milioni d’ascolto nel minuto medio. In pratica lo stesso risultato del beatificato Bonolis. Sembra che il Festival stia pescando bene anche tra gli spettatori multichannel, ovvero quelli che col loro telecomando possono scegliere tra centinaia di canali. I nuovi arrangiamenti e il contributo di alcune guest star hanno reso più interessanti le canzoni.
Questa mattina leggendo i commenti dei giornali sulla terza serata del Festival, finalmente non c’era da temere per i dati d’ascolto. Pur ironizzando sulla conduzione casareccia, sulla silhouette non impeccabile, sulle movenze poco feline, sugli abiti poco raccomandabili, i giornalisti si sono ormai rassegnati. Antosnella o Antonulla, come la chiamano, sta tenendo alla grande. (In allegato le tabelle in pdf)
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La terza puntata, pur sfondando di mezz’ora le colonne d’Ercole delle 24.30, ha avuto circa 10 milioni d’ascolto nel minuto medio. In pratica lo stesso risultato del beatificato Bonolis. A cercare il pelo nell’uovo la share è stata un po’ inferiore, 46,0% vs 47,4%. Ma allora aggiungiamo noi all’uovo un po’ di zucchero e marsala, segnalando che la share d’ascolto tra gli individui abbonati a Sky è stata del 42,5% (38,6% lo scorso anno) e del 44,7% (vs 43,7%) tra gli individui con decoder per il digitale terrestre.
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Sembra quindi che il Festival stia pescando bene anche tra gli spettatori multichannel, ovvero quelli che col loro telecomando possono scegliere tra centinaia di canali. Ma come lasciarsi sfuggire la sfida all’ultima nota per il ripescaggio di due tra i cinque big eliminati? I nuovi arrangiamenti e il contributo di alcune guest star hanno reso più interessanti le canzoni e hanno fatto anche capire che Belen Rodriguez canta meglio di Cutugno e che la Amoroso canta meglio di Scanu.
Poi spazio alla musica per celebrare i 60° anni del Festival con numerosi esponenti della canzone italiana, che hanno ben reinterpretato alcuni pezzi storici di Sanremo. La contropartita, forse eccessiva, è stata quella di una ampia auto promozione dei rispettivi tour o dischi in uscita. Emblematico ormai il caso di Cocciante. Ha presentato la sua nuova opera “Giulietta e Romeo” (2007), ma solo per parlarci ancora una volta (come fa ad ogni ospitata) di “Notre Dame de Paris” (1998). Nello stesso arco temporale Wagner ha composto Lohengrin, L’Oro del Reno, Valchiria e Tristano e Isotta, opere musicalmente ben più dense e di maggiore influenza per la storia della musica. Tutto ciò ha portato a varcare la soglia della mezzanotte, con il risultato che la concorrente della sezione giovani, Jessica Brando, si è dovuta esibire … in filmato, in quanto i 15enni non possono apparire dal vivo a quell’ora! Norma ridicolmente rigida in un paese come il nostro. Più interessante sarebbe sapere se il referendum telefonico è stato espressione popolare o viziato da pacchetti di migliaia di telefonate acquistate a buon mercato, come denunciato in passato. Comunque sia, sono stati ripescati il virgulto di “Amici” ed il trio capitanato da Pupo. Forse qualcuno non ha capito che quella di Bonolis era solo una battuta. Se vince Emanuele Filiberto non ci ridanno la Corsica!
(Roberto Roseano - Research Director Media Italia)

