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Montefusco: nessuna polemica, solo realismo
Il presidente di RDS e RNA risponde alle dichiarazioni di Sabina De Pieri, direttore marketing di Radio e Reti, rilasciate giovedì scorso in occasione della pubblicazione dei dati Audiradio relativi al 5° bimestre 2008.
Giovedì 6 novembre, in seguito alla pubblicazione dei dati
Audiradio relativi al 5° bimestre 2008,
ADVexpress ha raccolto le dichiarazioni di emittenti e
concessionarie. Ed è emersa subito la distanza tra il punto di partenza del
discorso di Eduardo Montefusco e di quello di Sabina De
Pieri.
Mentre il presidente di RNA e RDS ha sottolineato nel suo intervento la forza delle prime tre radio private, RTL, RDS e DeeJay, e il vantaggio che stanno accumulando nei confronti delle emittenti Rai, il direttore marketing di Radio e Reti ha dichiarato che è importante per le aziende pianificare non solo sulle prime tre emittenti, ma coinvolgere anche quelle che occupano le altre posizioni successive in classifica. La polemica si è subito innescata.
Pubblichiamo qui di seguito la dichiarazione inviata oggi alle testate da Eduardo Montefusco, una risposta 'diretta' alle parole del direttore marketing della concessionaria.
"Da quando i dati Audiradio vedono le prime tre radio commerciali nazionali solidamente in testa alla classifica, nettamente staccate dalle altre, ci si aspettava una reazione animosa da parte di qualcuno che, costretto lontano dal vertice pur operando bene, avrebbe potuto sfogare la propria irritazione polemizzando con Audiradio o direttamente con i tre network oppure con il resto del mondo. Replica umanamente comprensibile ma abbastanza inutile. Nessuno può contestare che la testa della classifica delle radio commerciali più ascoltate oltre ad essere solida, rispecchia effettivamente l'eccellenza dell'emittenza radiofonica. Ai primi tre network il pubblico dei radioascoltatori riconosce il prodotto più idoneo, la maggiore innovazione e la migliore competenza. I numeri poi parlano chiaro e gli editori radiofonici del nostro Paese, anche trovandosi in posizione inferiore nella classifica, sono sempre molto raziocinanti e realistici. Nessuna polemica infatti c'è mai stata su quest'argomento. Ma mai dire mai. C'è sempre dietro l'angolo chi non delude le aspettative.
Una grande concessionaria di pubblicità, come si definisce, con la sua giovane marketer non certo navigata conoscitrice di radio, ha acceso l'infeconda polemica che non intendiamo assolutamente alimentare. Riteniamo solo opportuno addurre qualche puntualizzazione a quanto sostenuto: intanto la cosa davvero singolare é che sceglie di fare polemica proprio chi radio non è. Anche se per la verità trent'anni fa un progetto radiofonico, da parte del suo presidente, c'era stato, ma purtroppo per lui impietosamente fallito. L'editoria radiofonica è un'attività seria e difficile da svolgere; così come lo è anche mantenere armonioso il settore. Lo dimostra il fatto, ad esempio, che la partecipazione della suddetta concessionaria al tavolo del comitato tecnico di Audiradio si è sempre dimostrata tutt'altro che un contributo alla ponderazione e all'accrescimento del nostro mercato. Piuttosto una limitazione dello sviluppo.
Si è scelto poi di polemizzare su dichiarazioni presunte. Non abbiamo mai inteso ".... ridurre il mercato a tre emittenti ..." o ... "spingere le aziende ad investire solo sulle prime tre radio". Il mercato non ha bisogno di indicazioni vista la capacità di valutazione delle Agenzie e dei Clienti e l'abbondanza delle ricerche a disposizione. Abbiamo piuttosto sostenuto che esiste un predominio indiscutibile di RTL, RDS e DeeJay sulle tre reti RAI e che i loro differenti target sono rappresentativi dell'universo dei decisori d'acquisto. Valorizzando una realtà non si fa alcun danno al mercato. Il mercato stesso non ha certo bisogno di istruzioni, specialmente da parte di chi avrebbe a sua volta ancora molto da imparare. E' per lo meno presuntuoso ma invece molto fazioso che una concessionaria pretenda di dare lezioni di marketing a investitori e Centri Media, precisando perfino il modo migliore di pianificare il mezzo: investire sulle prime 6/7 radio nazionali: "...perché solo così si raggiunge un buon livello di pressione ....". Guarda caso le due radio nazionali in portafoglio alla stessa concessionaria occupano il quarto e il sesto posto della classifica. Manca solo una precisa indicazione anche a quale concessionaria rivolgersi e il gioco è fatto!
Concludo affermando che "... l'estrema dinamicità del mercato radiofonico..", cui fa riferimento la signora, non è una conquista durevole su cui gongolarci. Il momento congiunturale non è dei più favorevoli e anche se il nostro settore si compone di grandi compagnie e di editori molto specializzati, che adottano formati particolari e qualificati come lo sono ad esempio Radio 24, Virgin Radio, R101, è necessario continuare ad operare con costanza e modestia, mantenendo atteggiamenti trasparenti ed equilibrati, per poter conservare la posizione da ognuno acquisita con tanto impegno. Sostengo e condivido, infine, la dichiarazione di Hazan che ritiene l'affermazione di pianificare soltanto 3 o 6 radio come del tutto strumentale e non obiettiva; e ricordo che ciò che come presidente di RNA ho ritenuto doveroso evidenziare è la contrapposizione tra pubblico e privato. A tutto vantaggio di quest'ultimo. Un risultato storico. Invece che inveire sui più bravi per banale invidia si dovrebbe modestamente prendere esempio da loro. Il nostro comparto esige maggiore compostezza. Non è più tempo di paperelle e porcellini."

