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Nieri (Mediaset): Tv, da rivedere regole per pluralismo politico e antitrust

In occasione del convegno romano di AgCom su Televisione e mercati rilevanti, il consigliere di amministrazione del Gruppo del Biscione ha dichiarato: "Con l'affermazione di internet e del digitale terrestre, non si possono lasciare alla televisione tutti i vincoli della legislazione sulla difesa del pluralismo politico, della tutela dei minori e dei diritti di proprietà intellettuale mentre altri mezzi possono muoversi senza regole."
"I limiti antitrust e le norme a tutela del pluralismo politico per il settore dei media devono essere rivisti a seguito della diffusione del digitale terrestre, che ha moltiplicato i canali tv, e dell'editoria su internet". Lo ha detto Gina Nieri, consigliere di amministrazione di Mediaset, intervenendo nel corso del convegno su Televisione e mercati rilevanti svoltosi a Roma presso la sede dell'AgCom.

"Con l'affermazione di internet e del digitale terrestre non si può più distinguere fra Tv in chiaro o a pagamento, o fra Tv e internet. Non si possono lasciare alla televisione tutti i vincoli della legislazione sulla difesa del pluralismo politico, della tutela dei minori e dei diritti di proprietà intellettuale mentre altri mezzi possono muoversi senza regole: ad un parlamentare del Movimento 5 stelle sono bastati 50 click per farsi eleggere", ha detto provocatoriamente la manager del gruppo che fa capo al leader del Pdl, Silvio Berlusconi.

Nieri ha sollecitato interventi europei per proteggere le aziende del settore dalla concorrenza globale dei cosiddetti over-the-top: Google, Facebook che impiegano reti e produzioni altrui per guadagnare riducendo i ricavi degli operatori tradizionali.

"Google raccoglie un miliardo di pubblicità, non ha limiti, non paga le tasse in Europa e non è obbligata al rispetto dei diritti di proprietà intellettuale, come dobbiamo fare noi. L'Europa non può stare a guardare", ha concluso Nieri.