
Eventi
ADCI e Rai Pubblicità insieme per la mostra sui 100 anni di storia della concessionaria. Alla Triennale di Milano fari accesi sull’evoluzione della cultura visiva italiana
In occasione del centenario di Rai Pubblicità, l’ADCI – Art Directors Club Italiano annuncia la propria partecipazione alla mostra “Nello spazio di un secolo. Rai Pubblicità, 100 anni di storia e oltre”, curata dal Professor Peppino Ortoleva e dalla Dottoressa Giuliana Galvagno, in programma presso la Triennale Milano dal 10 aprile al 7 giugno 2026 (leggi news).
La collaborazione tra la concessionaria e l’ADCI nasce dalla volontà comune di celebrare la pubblicità non solo come strumento economico, ma come vera e propria infrastruttura culturale del Paese. Il Club ha messo a disposizione il proprio archivio storico, contribuendo a selezionare i lavori più significativi degli ultimi quarant’anni.
L'apporto si concentra sulla selezione di affissioni che hanno lasciato un segno indelebile nella memoria grazie alla loro capacità evocativa e sul percorso immersivo “I media, i sensi” all’interno delle sezioni:
Il Surrealismo del Colore: dove i lavori selezionati testimoniano l’esplosione cromatica e l’audacia visiva di campagne che sono state veri spazi di sperimentazione estetica d’avanguardia.
La Mano e i Pixel: una sezione dedicata alla transizione tecnologica e concettuale, dove si evidenzia il passaggio dal "fatto a mano" al digitale, testimoniando come l’idea creativa resti il cuore pulsante del processo, nonostante l’evoluzione dei mezzi.
Le selezioni proposte da ADCI sono frutto di un lavoro di ricerca coordinato dai membri del Consiglio Direttivo Stefania Siani (in foto in alto), Giuseppe Mastromatteo e Daniele Dionisi. Un ringraziamento speciale va ad Alessandra Tremolada e Caroline Yvonne Schaper per il supporto organizzativo, ai soci Francesco Bozza ed Emmanuel Grossi, e al socio fondatore Pasquale Barbella per il prezioso contributo nella ricostruzione storica e creativa.

La partnership tra Rai Pubblicità e ADCI rappresenta un’occasione per valorizzare il patrimonio culturale della pubblicità italiana e per contribuire, attraverso uno sguardo curatoriale specifico, al racconto dell’evoluzione degli immaginari nel nostro Paese. La mostra sarà accompagnata da una pubblicazione editoriale e da contenuti di approfondimento pensati per ampliare l’esperienza espositiva e favorire una riflessione critica sul presente e sul futuro della comunicazione.
Stefania Siani, Presidente ADCI: “Come ADCI esprimiamo la nostra gratitudine a Rai Pubblicità per l’opportunità di contribuire a questa mostra attraverso un attento processo di selezione che ha attraversato 40 anni di storia del nostro club. È stato un onore collaborare con il Professor Ortoleva e la Dottoressa Galvagno a questo progetto culturale dedicato alla ricostruzione storica dei paesaggi mediatici che hanno contribuito a creare la più grande di tutte le case: il nostro immaginario collettivo. Auguri a Rai Pubblicità per i prossimi 100 anni!“
“La pubblicità è sempre stata uno specchio fedele del suo tempo: racconta chi eravamo, cosa desideravamo, come immaginavamo il futuro. Questa mostra non è un semplice archivio di campagne: è la storia di un Paese che cambia, attraverso i linguaggi della comunicazione. Essere qui come ADCI, con quarant’anni di archivio creativo - una vera miniera di significati - vuol dire riconoscere che la creatività pubblicitaria non è mai stata solo commercio: è stata cultura, è stata racconto collettivo, è stata immaginario condiviso. Ed è per questo che sentiamo il dovere come ADCI nel continuare a collaborare a iniziative come questa: per diffondere la cultura, la bellezza e la profondità di ricerca di un mestiere che troppo spesso, e troppo semplicisticamente, è stato relegato a un ruolo minore. La pubblicità merita lo stesso sguardo critico e la stessa dignità che riserviamo a ogni altra forma di espressione.” - commenta Giuseppe Mastromatteo, Vicepresidente ADCI.
“Contribuire al lavoro di Rai Pubblicità è stata un’occasione per fermarsi e riflettere sul grande potere che ha la comunicazione. Le campagne che abbiamo segnalato sono state in qualche modo capaci di incarnare un sentire comune, lo spirito di un periodo o di un decennio, ratificando tendenze e influenzando comportamenti e linguaggi. È qualcosa che si riesce a percepire solo a posteriori, per questo è importante che in un lavoro in cui si guarda sempre al presente ci si ritagli lo spazio per analizzare il passato. Non è solo un esercizio nostalgico, è un memento che ricorda a tutti, a partire dalle nuove generazioni, che il lavoro del creativo è anche e soprattutto un lavoro culturale, e che farlo significa nutrirsi del mondo che ci circonda per poi trasfigurarlo in rappresentazioni potenti e memorabili.” - conclude Daniele Dionisi, Consigliere ADCI – Scuole & Formazione.

