Media
Nuove tv crescono. In esterna
La concessionaria Bbo Group propone un nuovo modo di comunicare, dinamico e innovativo, basato su una rete di display, videowall led, i cui contenuti sono gestiti via web da una regia in grado di comporre i palinsesti in tempo reale. Posizionati in punti strategici di Milano, nei pressi di importanti teatri cittadini, gli schermi trasmettono per il 50% advertising e per l’altro 50% contenuti proposti dai teatri. Pubblichiamo l'articolo uscito sulla rivista NC Nuova Comunicazione.
Assistere il cliente non solo nella pianificazione, ma anche durante lo svolgimento della campagna pubblicitaria, verificando la risposta in termini di debriefing dei risultati di vendita, potenziando o modificando di conseguenza l’architettura dell’iniziativa. È questa la garanzia offerta dalla giovane e dinamica concessionaria Bbo Group, specializzata nel campo della digital out of home tv. Nata dall’esperienza di professionisti provenienti da agenzie pubblicitarie di primordine e dal settore industriale delle telecomunicazioni, la concessionaria ha formato un valido staff di ricercatori e sviluppatori di nuove tecnologie e metodologie applicative per la pubblicità in esterna, con particolare attenzione rivolta ai nuovi media digitali. Ne parliamo con Lucia Tomasello (in foto), direttore commerciale Bbo Group.
Quali sono gli elementi chiave del vostro posizionamento?
Il nostro è un progetto pubblicitario e di comunicazione. È in questa ottica che va inquadrato il lavoro dei nostri manager il cui marketing è rivolto al cliente finale, con la competenza di un consulente che può discutere delle caratteristiche del prodotto pubblicitario e dei segmenti di clientela a cui l’offerta commerciale è indirizzata.
Parliamo degli schermi installati in esterna nei pressi di alcuni teatri milanesi. Quali sono i plus di questo canale di comunicazione?
I teatri, da sempre, hanno la necessità di disporre di risorse ausiliarie per migliorare la propria offerta culturale e per avvicinarla a un pubblico più vasto. Noi ci inseriamo a questo punto, coniugando questa esigenza con l’opportunità di disporre, in punti nevralgici della città, di interessanti vetrine per i clienti della pubblicità outdoor.
Quello che proponiamo è un nuovo modo di comunicare, dinamico e innovativo, basato su una rete di display, videowall led, i cui contenuti sono gestiti via web da una regia in grado di comporre palinsesti e modificare rapidamente i contenuti di programmazione.
Mentre questi nuovi mezzi di comunicazione sono largamente diffusi nelle grandi capitali mondiali e producono redditi consolidati, in Italia risultano essere ancora ‘di frontiera’. Il nostro modello di business si configura come il primo progetto di digital network outdoor per la città di Milano.
Perché un inserzionista dovrebbe scegliere un canale di questo tipo? Quali teatri fanno già parte del network e quali, invece, verranno prossimamente coinvolti?
La pubblicità è destinata a cambiare rapidamente volto, e in futuro potrebbe essere prevalentemente digitale. Lo rivela una puntuale ricerca dell’Ibm, dal titolo emblematico ‘La fine della pubblicità tradizionale’, che spiega come le tradizionali metodologie si stiano dimostrando sempre meno efficaci.
Allo stato attuale, il circuito si sviluppa attraverso cinque grandi schermi led posizionati in punti strategici della città di Milano. Uno in piazza San Babila, due in corso Buenos Aires, uno in corso di Porta Romana e uno in piazza Leonardo. Ma anche altri teatri ci hanno chiesto di investire fornendo la propria disponibilità.
Quali numeri potete garantire agli spender in termini di contatti? Quali opportunità di sviluppo ci sono per il prossimo futuro?
Possiamo fornire dati certificati: il primo schermo, ubicato nel cuore di Milano, in piazza San Babila, beneficia di un elevato passaggio pedonale e veicolare. Si tratta di uno schermo led ad alta definizione, che consente la trasmissione di immagini statiche e dinamiche a elevato impatto scenico. Atm (l’azienda del trasporto locale, ndr) certifica 82.000 obliterazioni nella stazione della metropolitana di San Babila, destinate a salire a 100.000 con l’introduzione di Area C, per un totale di 250.000 passaggi. Nella piazza vi sono, inoltre, la fermata degli autobus di superficie, la zona sosta dei taxi e un punto BikeMi.
Per quanto attiene i due schermi di corso Buenos Aires, che con i suoi 1.600 metri di lunghezza e gli oltre 350 punti vendita è la passeggiata commerciale più lunga d’Europa, abbiamo dati impressionanti. Con più di 7.000 addetti commerciali, un passaggio giornaliero di oltre 150.000 pedoni e 120.000 autoveicoli, corso Buenos Aires è, a tutti gli effetti, l’arteria più trafficata per l’accesso al centro della città, ed è citata in tutte le guide turistiche internazionali come importante meta per lo shopping.
C’è poi lo schermo di corso di Porta Romana, che è installato in una storica arteria residenziale e commerciale, porta di accesso al centro per decine di migliaia di pedoni e veicoli. Atm certifica 22.000 transiti giornalieri dalla stazione metro Crocetta, ubicata di fronte allo schermo. Infine, recentemente installato in piazza Leonardo, nel cuore della Milano universitaria e residenziale, l’ultimo schermo è indirizzato a un pubblico giovane, valutabile in circa 150.000 unità al mese.
Il palinsesto di questi digital media prevede che il 50% di contenuti sia proposto dai singoli teatri e che il restante 50% sia advertising. Gli schermi sono posizionati presso teatri milanesi di primaria importanza e sono funzionali, attraverso la nostra iniziativa, al sostegno delle attività culturali prodotte.
Non è difficile comprendere che sponsorizzare e sostenere nel nostro Paese la cultura risulta interessante, indipendentemente dal settore commerciale. Viviamo in un’epoca in cui solo tramite importanti sponsor si realizzano i grandi progetti destinati alla diffusione della cultura nelle moderne città.
Quali sono i principali trend e le nuove frontiere della comunicazione in esterna?
È difficile dirlo poiché nel nostro Paese vi sono molti limiti e troppe preclusioni. Il turista italiano che visita le grandi capitali straniere è attratto dalla cascata di luci di Times Square o di Piccadilly, per non parlare delle capitali d’oriente.
Da noi, in nome di una falsa tutela delle bellezze architettoniche, si preferisce spesso l’abbandono di tante bellezze artistiche che potrebbero essere rivitalizzate, con giusta misura, da iniziative come la nostra. La comunicazione culturale e pubblicitaria sono beni preziosi per la collettività, e il trend è inarrestabile.
Mario Garaffa
Quali sono gli elementi chiave del vostro posizionamento?
Il nostro è un progetto pubblicitario e di comunicazione. È in questa ottica che va inquadrato il lavoro dei nostri manager il cui marketing è rivolto al cliente finale, con la competenza di un consulente che può discutere delle caratteristiche del prodotto pubblicitario e dei segmenti di clientela a cui l’offerta commerciale è indirizzata. Parliamo degli schermi installati in esterna nei pressi di alcuni teatri milanesi. Quali sono i plus di questo canale di comunicazione?
I teatri, da sempre, hanno la necessità di disporre di risorse ausiliarie per migliorare la propria offerta culturale e per avvicinarla a un pubblico più vasto. Noi ci inseriamo a questo punto, coniugando questa esigenza con l’opportunità di disporre, in punti nevralgici della città, di interessanti vetrine per i clienti della pubblicità outdoor.
Quello che proponiamo è un nuovo modo di comunicare, dinamico e innovativo, basato su una rete di display, videowall led, i cui contenuti sono gestiti via web da una regia in grado di comporre palinsesti e modificare rapidamente i contenuti di programmazione.
Mentre questi nuovi mezzi di comunicazione sono largamente diffusi nelle grandi capitali mondiali e producono redditi consolidati, in Italia risultano essere ancora ‘di frontiera’. Il nostro modello di business si configura come il primo progetto di digital network outdoor per la città di Milano.
Perché un inserzionista dovrebbe scegliere un canale di questo tipo? Quali teatri fanno già parte del network e quali, invece, verranno prossimamente coinvolti?
La pubblicità è destinata a cambiare rapidamente volto, e in futuro potrebbe essere prevalentemente digitale. Lo rivela una puntuale ricerca dell’Ibm, dal titolo emblematico ‘La fine della pubblicità tradizionale’, che spiega come le tradizionali metodologie si stiano dimostrando sempre meno efficaci.
Allo stato attuale, il circuito si sviluppa attraverso cinque grandi schermi led posizionati in punti strategici della città di Milano. Uno in piazza San Babila, due in corso Buenos Aires, uno in corso di Porta Romana e uno in piazza Leonardo. Ma anche altri teatri ci hanno chiesto di investire fornendo la propria disponibilità.
Quali numeri potete garantire agli spender in termini di contatti? Quali opportunità di sviluppo ci sono per il prossimo futuro?
Possiamo fornire dati certificati: il primo schermo, ubicato nel cuore di Milano, in piazza San Babila, beneficia di un elevato passaggio pedonale e veicolare. Si tratta di uno schermo led ad alta definizione, che consente la trasmissione di immagini statiche e dinamiche a elevato impatto scenico. Atm (l’azienda del trasporto locale, ndr) certifica 82.000 obliterazioni nella stazione della metropolitana di San Babila, destinate a salire a 100.000 con l’introduzione di Area C, per un totale di 250.000 passaggi. Nella piazza vi sono, inoltre, la fermata degli autobus di superficie, la zona sosta dei taxi e un punto BikeMi.
Per quanto attiene i due schermi di corso Buenos Aires, che con i suoi 1.600 metri di lunghezza e gli oltre 350 punti vendita è la passeggiata commerciale più lunga d’Europa, abbiamo dati impressionanti. Con più di 7.000 addetti commerciali, un passaggio giornaliero di oltre 150.000 pedoni e 120.000 autoveicoli, corso Buenos Aires è, a tutti gli effetti, l’arteria più trafficata per l’accesso al centro della città, ed è citata in tutte le guide turistiche internazionali come importante meta per lo shopping.
C’è poi lo schermo di corso di Porta Romana, che è installato in una storica arteria residenziale e commerciale, porta di accesso al centro per decine di migliaia di pedoni e veicoli. Atm certifica 22.000 transiti giornalieri dalla stazione metro Crocetta, ubicata di fronte allo schermo. Infine, recentemente installato in piazza Leonardo, nel cuore della Milano universitaria e residenziale, l’ultimo schermo è indirizzato a un pubblico giovane, valutabile in circa 150.000 unità al mese.
Il palinsesto di questi digital media prevede che il 50% di contenuti sia proposto dai singoli teatri e che il restante 50% sia advertising. Gli schermi sono posizionati presso teatri milanesi di primaria importanza e sono funzionali, attraverso la nostra iniziativa, al sostegno delle attività culturali prodotte.
Non è difficile comprendere che sponsorizzare e sostenere nel nostro Paese la cultura risulta interessante, indipendentemente dal settore commerciale. Viviamo in un’epoca in cui solo tramite importanti sponsor si realizzano i grandi progetti destinati alla diffusione della cultura nelle moderne città.
Quali sono i principali trend e le nuove frontiere della comunicazione in esterna?
È difficile dirlo poiché nel nostro Paese vi sono molti limiti e troppe preclusioni. Il turista italiano che visita le grandi capitali straniere è attratto dalla cascata di luci di Times Square o di Piccadilly, per non parlare delle capitali d’oriente.
Da noi, in nome di una falsa tutela delle bellezze architettoniche, si preferisce spesso l’abbandono di tante bellezze artistiche che potrebbero essere rivitalizzate, con giusta misura, da iniziative come la nostra. La comunicazione culturale e pubblicitaria sono beni preziosi per la collettività, e il trend è inarrestabile.
Mario Garaffa

