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Nuovo look per il mensile 'Luoghi dell'Infinito'
A partire da gennaio il mensile di itinerari, arte e cultura di Avvenire diretto da Marco Tarquinio e coordinato da Giovanni Gazzaneo si presenta rinnovato e con una nuova veste grafica. La riprogettazione della testata, che nel 2011 ha registrato una diffusione media pari a 57.078 copie, è stata pensata con l’obiettivo di rendere la rivista ancora più bella e leggibile.
A partire da gennaio Luoghi dell’Infinito, il mensile di itinerari, arte e cultura di Avvenire diretto da Marco Tarquinio e coordinato da Giovanni Gazzaneo, giunto al suo 17esimo anno di pubblicazione e al numero 169, si presenta rinnovato e con una nuova veste grafica.La riprogettazione della testata, che nel 2011 ha registrato una diffusione media pari a 57.078 copie, è stata pensata con l’obiettivo di rendere la rivista ancora più bella e leggibile, così da rimanere fedeli a quella domanda di 'bello' e di 'vero' che costituisce l’orizzonte di Luoghi dell’Infinito. Lo stile che caratterizza il mensile continuerà a esprimere quel profilo di alta divulgazione che da sempre connota la rivista: elevata qualità dei testi e delle immagini unita all’efficacia informativa e alla comprensibilità.
L’ampia sezione monografica del numero di gennaio, in edicola da domani, 8 gennaio, affronta il confronto tra arte e fede nelle temperie del Novecento. Un confronto complesso, a volte tumultuoso, ma per il quale ormai, come rileva il cardinale Gianfranco Ravasi nell’ampio saggio di apertura, sono maturi i tempi per una nuova alleanza. Una serie di interventi d’autore analizza poi le rappresentazioni del sacro nel Novecento nelle varie arti: l’architettura con Mario Botta, la musica con Pierangelo Sequeri, la letteratura e la poesia con Alessandro Zaccuri e Roberto Mussapi, Rouault con Paolo Bellini, Chagall con Elena Pontiggia, il risorto di Pericle Fazzini con Davide Rondoni. Chiude lo speciale Stefano Russo parlando del nuovo portale dei beni ecclesiastici che raccoglie oltre tre milioni di opere e manufatti d’arte della Chiesa italiana.
Luoghi dell’Infinito si dedica alla scoperta di luoghi affascinanti dove arte, natura, storia e religione s’incontrano nel segno della bellezza, offrendo, mese dopo mese, un racconto coinvolgente fatto di immagini e parole. Le pagine della testata sono la mappa di questo itinerario dello stupore fra civiltà antiche e moderne, le grandi stagioni dell’arte, i santuari della natura e segni del sacro modellati dalla fede cristiana e dalle religioni dei popoli.
Il mensile svela al lettore l’Italia, soprattutto quella a torto definita 'minore', uno scrigno di bellezza che custodisce la memoria di un popolo, ma lo accompagna anche sulle vie dei popoli vicini e lontani alla scoperta della bellezza oltre confine.
La rivista nasce nell’ottobre del 1997 dalla richiesta dell’allora presidente della Cei cardinale Camillo Ruini all’ex direttore Dino Boffo di creare un mensile che accompagnasse i lettori di Avvenire fino all’Anno Santo e oltre. L’ideazione viene affidata a Giovanni Gazzaneo. Luoghi dell’Infinito è anche una testata aperta al dialogo tra le religioni, al dialogo tra le arti e i saperi, alla scoperta o riscoperta di luoghi vicini e lontani.
Scrive il cardinale Gianfranco Ravasi a proposito della testata, che unisce due termini apparentemente inconciliabili: "Come può avere un 'luogo' - termine che presuppone uno spazio limitato, una sede circoscritta, un perimetro definito - ciò che è 'infinito' come appunto lo è lo spirito, l’arte, la bellezza? Sappiamo che questa antinomia è alla base dell’idea stessa di tempio di Salomone… La soluzione era stata trovata nella denominazione della tenda sacra dell’alleanza: ’ohel mo’ed, tenda dell’incontro. Il Dio trascendente e infinito, che tutto abbraccia, incontra l’uomo e la donna, che sono finiti e legati allo spazio, in un 'luogo' prescelto, quasi in una sorta di appuntamento a cui si adatta per attuare l’incontro".
Proprio il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio consiglio della cultura, fa parte del comitato scientifico della testata, insieme allo storico dell’arte Timothy Verdon, lo storico Franco Cardini, il sociologo Ulderico Bernardi, il teologo Enzo Bianchi, l’accademico dei Lincei Cosimo Damiano Fonseca, monsignor Giancarlo Santi, esperto di architettura sacra, il vescovo di Fidenza Carlo Mazza.
Tra le firme di Luoghi dell’Infinito poeti, come Mario Luzi, Giovanni Raboni, Alda Merini, Davide Rondoni, Roberto Mussapi; storici dell’arte come Antonio Paolucci, Vittorio Sgarbi, Flavio Caroli, Philippe Daverio, Marco Bona Castellotti; scrittori quali Antonia Arslan, Dominique Lapierre, Eraldo Affinati, Erri De Luca; cardinali come Carlo Maria Martini, Gianfranco Ravasi, Angelo Scola, Tomas Spidlik, Giuseppe Betori; gli architetti Mario Botta, Richard Meier, Paolo Portoghesi e Anna Maria Crippa; i sociologi Marc Augé e Zygmunt Bauman; l’Abbé Pierre, il regista Ermanno Olmi, l’archeologo Michele Piccirillo, i maestri Luciano Chailly e Carlo Maria Giulini; i teologi Ermes Ronchi, Bruno Forte e Pierangelo Sequeri. Le parole sono accompagnate dalle splendide fotografie di autori come Steve McCurry, Mimmo Iodice, Elio Ciol, Pepi Merisio, Nick Brandt, Mireille de La Lez, Luca Campigotto, Sebastiao Ribeiro Salgado.
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