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Per Condé Nast il programmatic è premium. Nessun interesse a operazioni consorziali

In merito alla metodologia di vendita pubblicitaria online sempre più attuale che ha recentemente portato alla costituzione di Gold 5 (leggi news), il Gruppo editoriale presieduto da Giampaolo Grandi ribadisce la sua ferma posizione nel volere vendere in totale autonomia l'adv sui propri contenuti digitali, forti di un bacino d'utenza di 13,5 milioni di unique users fedeli ai brand editoriali del gruppo in rete.
Il programmatic advertising sta prendendo sempre più piede anche in Italia, aprendo lo scenario pubblicitario a nuovi orizzonti. E i player si stanno organizzando in differenti modi. E' di questi giorni ad esempio la notizia della nascita di Gold 5 (leggi news), la nuova società partecipata con quote paritetiche da A.Manzoni &C, Banzai Media, ItaliaonlineMediamond e RCS MediaGroup per la commercializzazione, in via non esclusiva, di una porzione dei bacini di pubblicità digitale di ciascuno dei soci.

Anche di questo si è parlato con i vertici Condé Nast in occasione dell'incontro con cui è stata comunicata la chiusura della testata cartacea MySelf (leggi news). A tale proposito il gruppo editoriale presieduto da Giampaolo Grandi ribadisce la sua ferma posizione nel volere vendere in totale autonomia l'adv sui propri contenuti digitali, forti di un bacino d'utenza di 13,5 milioni di unique users fedeli ai brand editoriali del gruppo in rete.

Nessuna interesse dunque per il gruppo ad operazioni consorziali, come ribadisce Grandi riferendosi a Gold5: "Noi non entreremo mai in quell'accordo, perché noi vogliamo fare programmatic premium. Il nostro posizionamento è differente, per cui quella non rientra tra le scelte strategiche. Punteremo invece sull'esclusività dei nostri contenuti vendendoli in autonomia."

Coerenti con quanto già realizzato sul fronte video con la piattaforma privata Condé Nast Live! (che a pochi mesi dal debutto vanta 5 milioni di video viewers al mese e 500 mila euro di raccolta), anche per il programmatic è prevista una piattaforma proprietaria. Già in fase di test, la sua sperimentazione proseguirà fino alla fine di settembre.

Maria Ferrucci