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Rai Pubblicità: "infondata l'accusa di dumping"
In relazione alle indiscrezioni emerse su alcuni organi di informazione, rispetto a possibili accuse e polemiche riguardo ai prezzi praticati dalle varie concessionarie di pubblicità televisiva, Rai Pubblicità precisa in una nota che " risulta evidentemente infondata l’accusa di “dumping” nei confronti di Rai Pubblicità: basta verificare l’evoluzione delle quote di mercato degli ultimi anni per vedere l’affermazione di nuovi soggetti grazie a prezzi particolarmente aggressivi.
A questo si aggiunge la posizione di assoluta preminenza del principale operatore, che, ancora oggi, controlla una quota ben superiore al 50% del mercato della pubblicità.
Per quanto riguarda le ultime settimane, ci limitiamo solo a ricordare l’iniziativa di un altro importante soggetto, che il 4 Marzo, quindi ben prima che la crisi economica legata al coronavirus fosse conclamata, ha annunciato a mezzo stampa un taglio prezzo indiscriminato del 50%.
E’ di tutta evidenza quindi, che sia Rai il soggetto danneggiato da una spinta al ribasso dei prezzi della pubblicità.
In questo contesto, quindi, Rai Pubblicità è impegnata nella valorizzazione del mercato e della comunicazione come leva fondamentale per sostenere i consumi e da questa volontà prende avvio la campagna “Comunicare per Ripartire” in onda da giovedì 30 Aprile sulle reti Rai e sulla stampa di settore.
La volontà è quella di portare all’attenzione del grande pubblico il ruolo che le marche e la comunicazione pubblicitaria hanno e avranno per far ripartire i consumi.
E’ importante uscire dal perimetro degli addetti ai lavori perché riteniamo che la sensibilizzazione rispetto a temi specifici possa essere utile per creare valore per tutti gli attori del mercato, in una logica di sistema".

