Media

Rcs MediaGroup approva rifinanziamento debito e aumento di capitale da 600 mln. Nel 2012 adv a -16%

Oltre alle operazioni definite a supporto degli obiettivi del Piano per lo Sviluppo 2013-2015, il Cda ha approvato il Bilancio al 31 dicembre 2012 che ha evidenziato ricavi pubblicitari pari a 611 mln in calo rispetto ai 730,9 mln del 2011. Flessione che ha determinato in gran parte le perdite d'esercizio pari a 509,3 milioni. Si prevede che i risultati del primo semestre 2013 risentiranno degli effetti negativi del mercato e degli oneri di ristrutturazione legati al Piano 2013-2015, che incideranno particolarmente sul risultato del primo trimestre per il quale è previsto un risultato netto in significativa perdita.
Il Consiglio di Amministrazione di RCS MediaGroup si è riunito sotto la presidenza di Angelo Provasoli per approvare il Bilancio consolidato e il progetto di Bilancio al 31 dicembre 2012, l’operazione di rifinanziamento del debito bancario e lo schema della proposta all’Assemblea Straordinaria di ricapitalizzazione della Società per complessivi massimi 600 milioni di Euro. (In foto l'Ad Pietro Scott Jovane)

Come noto, l’aggravarsi della situazione di sfavorevole congiuntura generale e di profonda trasformazione dell’editoria ha condizionato e continua a riflettersi significativamente sui risultati del Gruppo, richiedendo una rapida implementazione del Piano per lo Sviluppo 2013-2015, precedentemente approvato. In tale contesto e a supporto degli obiettivi del Piano per lo Sviluppo (leggi news correlata) è stata approvata l’operazione di rifinanziamento per 575 milioni di Euro del debito bancario in scadenza, con la sottoscrizione di un term sheet con le banche creditrici che vincola l’erogazione del finanziamento all’effettiva sottoscrizione e liberazione dell’aumento di capitale - per un importo di almeno 400 milioni di Euro ed è stato approvato lo schema della proposta di ricapitalizzazione della Società per massimi 600 milioni di Euro.

In data 27 marzo 2013, il Consiglio di Amministrazione ha approvato il Piano per lo Sviluppo integrato nella componente patrimoniale e finanziaria ed aggiornato nella componente di business ed economica per tener conto degli effetti derivanti dai più recenti andamenti di mercato, dalla diversa classificazione del contributo di Dada, prevista in cessione nell’ambito del programma di dismissione di attivi non strategici per circa 250 milioni di Euro.

Come già reso noto al mercato, la realizzazione del Piano e dei suoi obiettivi di sviluppo prevede, oltre ai programmati risparmi sui costi e alle dismissioni delle attività non core, un aumento di capitale in opzione, di almeno 400 milioni di Euro, destinato in parte alla riduzione dell’indebitamento esistente, nell’ambito di una ricapitalizzazione della Società per complessivi 600 milioni di Euro nonché il rifinanziamento dell’indebitamento bancario in scadenza, per un importo complessivo di 575 milioni di Euro.

In linea con quanto comunicato al mercato il 27 marzo 2013, il Consiglio di Amministrazione ha definito lo schema della proposta all’Assemblea Straordinaria di ricapitalizzazione per massimi 600 milioni di Euro.

Il Consiglio ha poi esaminato e approvato il bilancio consolidato e il progetto di bilancio al 31 dicembre 2012.

Assunto che la sopracitata operazione di aumento di capitale venga approvata dall’Assemblea Straordinaria nei termini previsti, si segnala la presenza di significative incertezze in relazione alla sottoscrizione e liberazione dell’aumento di capitale dell’importo di almeno 400 milioni di Euro; in particolare, si prevede che il contratto di garanzia con le banche del consorzio, che avrà ad oggetto le sole azioni ordinarie, possa essere stipulato in prossimità dell’avvio dell’offerta in opzione, previsto nel mese di giugno 2013. Al riguardo, si fa presente che, in base al term sheet sottoscritto con le banche creditrici, l’effettiva sottoscrizione e liberazione dell’aumento di capitale - per un importo di almeno 400 milioni di Euro - è condizione necessaria per l’erogazione del finanziamento.

Pur considerando le rilevanti incertezze sopra descritte, che possono far sorgere dubbi significativi sulla capacità della Società di continuare ad operare sulla base del presupposto della continuità aziendale, gli Amministratori, tenuto conto del quadro di riferimento sopra descritto e delle iniziative in corso, ritengono ragionevole l’aspettativa che la Società possa disporre di adeguate risorse per continuare l’esistenza operativa in un prevedibile futuro e, conseguentemente, hanno adottato il presupposto della continuità aziendale per la redazione del Bilancio d’esercizio chiuso al 31 dicembre 2012.]

Il contesto macroeconomico nel quale opera il Gruppo RCS è caratterizzato da una persistente crisi congiunturale, che si protrae dagli ultimi mesi del 2008 con particolare incidenza in Italia e Spagna, comportando per il Gruppo risultati d’esercizio negativi sia per il 2012 sia per il 2011. Non si prevedono al momento segnali di inversione delle tendenze per il 2013, dove rischi ed incertezze rimarranno ancora elevati.

I ricavi netti consolidati di Gruppo si attestano a 1.597,7 milioni (1.860,3 milioni nel 2011): la variazione negativa di 262,6 milioni - che si riduce a 231,9 milioni a perimetro omogeneo - è attribuibile al calo dei ricavi pubblicitari, dei ricavi diffusionali e degli editoriali diversi. I ricavi da attività digitali di Gruppo raggiungono i 142 milioni (escludendo il contributo di Dada) e costituiscono il 9% dei ricavi complessivi.

I ricavi pubblicitari sono pari a 611 milioni (730,9 milioni nel 2011), principalmente per gli andamenti delle aree Quotidiani Italia e Quotidiani Spagna, anche influenzata dall’adozione di un nuovo modello di business per la televisione digitale. Le due aree performano comunque meglio rispetto ai mercati di riferimento ed evidenziano la
crescita dei ricavi pubblicitari on-line.

I ricavi diffusionali ammontano a 808,9 milioni (901,8 milioni nel 2011) ed evidenziano il positivo apporto delle diffusioni digitali dei quotidiani.

I ricavi editoriali diversi calano di 49,8 milioni, mentre non considerando gli effetti delle cessioni di Dada.net, il calo si riduce a 19,1 milioni.

L’EBITDA pre oneri e proventi non ricorrenti è in calo a 61 milioni, rispetto ai 160,8 milioni a perimetro omogeneo del 2011. L’EBITDA post oneri e proventi non ricorrenti scende dai 142,3 milioni del 2011 a 1,3 milioni, considerando oneri netti non ricorrenti per 21,1 nel 2011 e 59,7 milioni nel 2012.

Il risultato operativo (EBIT), negativo per 524,9 milioni, si confronta con un risultato negativo per 304,3 milioni al 31 dicembre 2011, riflettendo in particolare - oltre ai fenomeni sopra descritti - 435,1 milioni di svalutazioni di immobilizzazioni (349,2 milioni nel 2011), di cui 402,9 milioni attribuibili all’impairment test sugli attivi
immateriali del gruppo Unidad Editorial.

Gli oneri finanziari netti risultano pari a 33,4 milioni (28,7 milioni nel 2011).

Il risultato netto dell’esercizio è negativo per 509,3 milioni, per effetto dei fenomeni sopra descritti e dopo aver riconosciuto a terzi perdite per 3,7 milioni. Il contributo positivo delle attività destinate alla dismissione e dismesse è pari a 79,3 milioni. Ad oggi la Società Capogruppo permane nella situazione prevista dall’art. 2446 del Codice Civile.

L’indebitamento finanziario netto si riduce di 92,4 milioni rispetto al 31 dicembre 2011, attestandosi a 845,8 milioni principalmente per i benefici della cessione di Flammarion, parzialmente compensati dai continui investimenti effettuati, dalle spese sostenute per il processo di ristrutturazione e dall’assorbimento di cassa della
gestione tipica.

L’organico medio pari a 5.079 risorse, scende di 224 unità rispetto al 2011 (senza considerare l’organico di Flammarion), prevalentemente per effetto dei piani di riorganizzazione che coinvolgono tutte le aree del Gruppo e per le variazioni di perimetro, compensati parzialmente dal continuo potenziamento delle attività digitali.

Commenti sull’andamento dell’esercizio 2012

L’area Quotidiani Italia registra ricavi per 562,8 milioni (-11,2% rispetto al pari periodo 2011). I ricavi pubblicitari sono pari a 245 milioni: al netto della raccolta di City e di Automobili.com, il calo è pari a circa il 10,6%, performando meglio rispetto all’andamento del mercato. La raccolta sui mezzi on-line cresce del 7,6%, raggiungendo il 17,7% dei ricavi pubblicitari dell’area. I ricavi diffusionali, influenzati dalla contrazione delle vendite edicola e dal calo dei ricavi da prodotti collaterali, passano da 317,8 milioni a 285 milioni, evidenziando un +25% nei ricavi editoriali digitali sostenuti dallo sviluppo e dal successo dell’offerta sulle nuove piattaforme multimediali.

Corriere della Sera e La Gazzetta dello Sport mantengono una posizione di leadership diffusionale nei settori di riferimento, con copie medie diffuse nel periodo pari rispettivamente a 505 mila (+1,5% rispetto al 2011) e 302 mila, includendo le edizioni digitali.

Continua la crescita di tutti gli indicatori di traffico e lettura dei due siti, che nel periodo raggiungono complessivamente oltre 31,9 milioni di browser unici medi mensili non duplicati (+3% rispetto al 2011). I siti corriere.it e gazzetta.it registrano browser unici medi nei giorni feriali rispettivamente pari a 2 milioni (+6% rispetto al 2011) e 967 mila (+6% rispetto al 2011). I video erogati nell’anno da corriere.it superano i 205 milioni, mentre gazzetta.it supera i 77 milioni. Gli abbonamenti paganti per smartphone attivi a fine anno per entrambe le testate sono oltre 36 mila, con oltre 2,1 milioni di applicazioni scaricate, mentre le edizioni digitali dei due quotidiani hanno superato i 134 mila abbonati, con oltre 2 milioni di applicazioni scaricate.

Crescono infine del 1,2% i ricavi editoriali diversi, in particolare per lo sviluppo delle attività di RCS Sport, che ha beneficiato tra l’altro del successo del 95° Giro d’Italia.
L’EBITDA è positivo per 50,7 milioni (106,8 milioni nel 2011); escludendo oneri e proventi non ricorrenti si attesta a 62,7 milioni in flessione di 40,9 milioni principalmente per effetto della contrazione dei ricavi.

In Spagna, Unidad Editorial registra ricavi per 414,7 milioni rispetto ai 495,6 milioni del 2011. I ricavi pubblicitari sono pari a 169,1 milioni (214,4 milioni nel 2011), evidenziando l’andamento della raccolta sui mezzi on-line, che raggiunge il 22,3% dei ricavi pubblicitari complessivi netti. I ricavi editoriali arrivano a 205,7 milioni (229,9 milioni nel 2011) per la generale flessione delle diffusioni, parzialmente compensata dal positivo andamento dei prodotti collaterali. Marca e Expansiòn si confermano leader nei settori di riferimento, con rispettivamente 221 mila e 42 mila copie medie giornaliere, includendo le edizioni digitali, mentre El Mundo si conferma secondo quotidiano nazionale con 228 mila copie medie giornaliere.

Nell’ambito delle attività on-line continua il trend di incremento degli utenti sui siti del Gruppo, confermando una posizione di leadership di Unidad Editorial. Il sito elmundo.es, con una media di 29,7 milioni di browser unici mensili (+2,9% rispetto al 2011), si conferma leader tra i siti generalisti informativi in lingua spagnola. Il sito
marca.com registra 30,3 milioni di browser unici medi mensili, mentre expansion.com registra un incremento del 23% rispetto all’anno precedente, toccando la media mensile di 4,3 milioni di browser unici. Con la piattaforma digitale ORBYT, il gruppo si conferma leader nell’offerta on-line con oltre 76 mila abbonati e - nell’ottica di creare una vera e propria edicola digitale - ha aperto la piattaforma anche a testate di editori terzi.

L’EBITDA è negativo per 32,2 milioni (positivo per 27,1 milioni nel 2011); escludendo oneri e proventi non ricorrenti è positivo per 3 milioni rispetto ai +36 milioni dell’anno precedente.

I ricavi dell’area Libri si attestano a 273,3 milioni, rispetto ai 298,6 milioni del 2011: il calo sconta in particolare la contrazione del settore Collezionabili, dovuta ai piani editoriali improntati alla pianificata riduzione del rischio, la significativa e generalizzata contrazione del mercato del libro, e il conseguente calo del settore Varia. Rizzoli International Publications continua ad evidenziare performance positive, con ricavi in costante crescita. L’e-book registra ricavi quadruplicati rispetto all’anno precedente, anche grazie ai nuovi accordi di commercializzazione.

Tra i titoli di maggiore successo pubblicati nel 2012, si ricordano in particolare “L’infanzia di Gesù”, del Papa Emerito Benedetto XVI, la biografia di Marco Simoncelli “Il nostro Sic”, “Il manoscritto ritrovato ad Accra” di Paulo Coelho e l’autobiografia di Carlo Verdone “La casa sopra i portici”. L’EBITDA risulta positivo per 5,4 milioni, rispetto agli 11,6 milioni del pari periodo 2011.

I ricavi dell’area Periodici sono pari a 180,6 milioni (223,1 milioni nel 2011): i ricavi editoriali passano da 83,5 a 69,6 milioni, condizionati principalmente dall’andamento sfavorevole del mercato, mentre i ricavi pubblicitari ammontano a 93,6 milioni (116,8 milioni nel 2011).

Si segnalano, in particolare, gli ottimi risultati dei siti Oggi.it (2,1 milioni di browser unici, triplicati rispetto al 2011) e di Iodonna.it, le positive performance dei portali Leiweb (4,9 milioni di browser unici, raddoppiati rispetto al 2011) e At-casa (leader con 600mila browser unici, +18% rispetto al 2011) e la crescita dei ricavi del segmento cucina. In ambito digitale, i costanti investimenti hanno permesso di raggiungere 13mila abbonati attivi ai magazines del Gruppo. L’EBITDA è pari a -16,2 milioni (positivo per 3,6 milioni nel 2011); escludendo oneri non ricorrenti, la contrazione dell’EBITDA risulta di 15 milioni.

L’area Attività Televisive (Digicast) presenta ricavi pari a 14,8 milioni (23,9 milioni nel 2011); la contrazione è anche attribuibile alla cessione del canale Yacht & Sail, realizzata a settembre 2011. L’EBITDA ammonta a 7,6 milioni (8,6 milioni nel 2011).

Il gruppo Dada registra ricavi per 84,8 milioni (111,2 milioni nel 2011). A perimetro omogeneo, i ricavi sono in crescita di 4,3 milioni. L’EBITDA cresce da 7,9 a 11,7 milioni, (+2,8 milioni a perimetro omogeneo e ante oneri non ricorrenti), principalmente per lo sviluppo dei ricavi e le azioni di contenimento dei costi.

Il Consiglio ha inoltre approvato il progetto di Bilancio della Capogruppo RCS MediaGroup S.p.A., che evidenzia un risultato netto negativo per 494,7 milioni (negativo per 423 milioni nel 2011 pro forma), determinato prevalentemente dalle svalutazioni di partecipazioni.

Evoluzione prevedibile della gestione

Il contesto macroeconomico italiano e spagnolo è caratterizzato da una persistente fase recessiva, proseguita anche nella seconda metà del 2012 e nel primo trimestre 2013. In particolare, i ricavi pubblicitari del Gruppo, in relazione alle dinamiche macroeconomiche e nonostante l’andamento nell’insieme positivo della raccolta pubblicitaria on-line, risulteranno nel loro complesso in contrazione anche per il 2013, nonostante il buon andamento della raccolta pubblicitaria digitale. Le diffusioni anche per il 2013 continueranno a confrontarsi con la fase di evoluzione del modello di business e si prevede comunque che la forte accelerazione dei progetti cross-mediali e digitali consentirà di mitigare la flessione del prodotto cartaceo. I ricavi dell’area Libri, escludendo le opere collezionabili, evidenzieranno dopo una fase di contrazione delle vendite, una successiva possibile fase di stabilizzazione per l’esercizio 2013. Il contributo multimediale dell’area Libri, sempre in forte crescita, risulterà ancora modesto in termini assoluti.

Tenuto conto di quanto premesso, in assenza di eventi allo stato non prevedibili e ferma restando la preoccupazione derivante dall’aggravarsi delle condizioni del contesto macroeconomico e delle correlate difficoltà a stimarne la futura evoluzione, si prevedono per l’esercizio 2013 ricavi in diminuzione (a singola cifra), un EBITDA ante oneri non ricorrenti positivo e inferiore al 3% dei ricavi (tenuto conto anche del diverso perimetro) e - anche per effetto degli oneri correlati al processo di ristrutturazione in corso (potendo beneficiare solo parzialmente del ritorno degli investimenti per lo sviluppo) - un risultato netto significativamente negativo. L’indebitamento del Gruppo a seguito dell’aumento di capitale previsto e di eventuali cessioni di attività non core presenterà un decremento, tuttavia gli oneri finanziari risentiranno del significativo aumento dello spread conseguente alla rinegoziazione del debito.

Si ricorda che nel primo trimestre 2013 sono già state messe in atto azioni tempestive per fronteggiare l’aggravarsi dello scenario, soprattutto pubblicitario, e nel corso dell’anno si prevedono azioni di efficienza che genereranno benefici complessivi per oltre 80 milioni. Si prevede che i risultati del primo semestre 2013 risentiranno maggiormente - oltre che della stagionalità - degli effetti negativi del mercato e degli oneri di ristrutturazione anche legati al Piano 2013-2015, che incideranno particolarmente sul risultato del primo trimestre per il quale è previsto un risultato netto in significativa perdita.