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RCS MediaGroup: sciopero in vista per i giornalisti del Corriere
Prime reazioni dopo l'annuncio dei pesanti provvedimenti contenuti nel piano proposto dall'Ad Pietro Scott Jovane: questa mattina, 12 febbraio, sul Corriere della Sera è comparso un comunicato del Cdr dove si comunica l'intenzione dei giornalisti di scioperare per 10 giorni per protesta contro gli 800 esuberi annunciati: una decisione che, soprattutto in vista dell'avvicinarsi delle elezioni, potrebbe togliere una voce autorevole al dibattito.
Proprio ieri, 11 febbraio, abbiamo pubblicato la notizia relativa alla messa in atto dei provvedimenti contenuti all'interno del piano proposto dall'Ad Pietro Scott Jovane per risanare i conti di RCS MediaGroup (vedi notizia correlata).800 esuberi, 10 testate in chiusura o cessione, il trasferimento di tutto il personale in via Rizzoli, con il conseguente abbandono delle storiche sedi di via San Marco e via Solferino: queste in breve le manovre attese, che hanno subito scatenato le prime reazioni. Questa mattina, 12 febbraio, sul Corriere della Sera è apparso un comunicato del Comitato di redazione.
"Il nostro giornale, insieme con tutto il gruppo RcsMediaGroup, sta subendo un attacco inaudito e inaccettabile da parte dei vertici di questa azienda - si legge nella nota - (...). Nel piano che è stato presentato ieri dall’azienda ancora non si vede lo sviluppo concreto di quei progetti di innovazione sulle varie piattaforme editoriali (web, tablet, smartphone) che rappresentano la frontiera delle nuove aree di business. Certamente è anche una questione di risorse finanziarie. Gli azionisti principali della RcsMediaGroup, in particolare quelli raccolti nel patto di sindacato, sono ora chiamati a fare la loro parte, garantendo la sottoscrizione di un aumento di capitale adeguato al rilancio indispensabile del gruppo e al mantenimento della leadership del Corriere della Sera".
Il comunicato ha parole pesanti anche per i manager dell'azienda: "Pur cogliendo il valore simbolico comunicato dall’amministratore delegato di autoridursi lo stipendio del 10%, osserviamo che servirebbe ben altro per compensare le perdite causate a questa azienda da una lunga sequela di manager e amministratori, alcuni dei quali si sono congedati, già in tempi di magra, con sontuose buonuscite".
Infine, la decisione dell'assemblea dei giornalisti di via Solferino: un pacchetto di 10 giorni di sciopero da gestire nei prossimi giorni in funzione del negoziato che si aprirà con l’azienda.
Dunque, i lettori potrebbero non trovare il Corriere in edicola nei prossimi giorni: una scelta che assume ancora più significato in questo periodo di grande fermento, visto il clima pre elettorale, dal momento che a causa dello sciopero il dibattito politico potrebbe perdere una delle sue voci più autorevoli.
SP

