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Reed Business: imminenti tagli e chiusure di testate

A causa del calo della raccolta pubblicitaria il colosso anglo-olandese, guidato in Italia dall’ad Alessandro Cederle, manterrà in vita soltanto le testate cartacee leader, e punterà sull’online. Chiudono il settimanale Pubblicità Italia, il quotidiano Today e il mensile ADV. Previsti circa 60 tagli di personale.
Che la crisi finanziaria ed economica abbia ripercussioni pesanti sull’occupazione è cosa ormai tristemente ovvia. Che questa maledetta crisi stia accelerando il processo evolutivo dell’editoria, in maniera anche drammatica, è cosa ancora più certa. Che, infine, lo tsunami dovesse prima o poi abbattersi anche sull’informazione professionale, dopo avere colpito duramente il mondo delle agenzie e dell’offerta di servizi in generale, c’era da aspettarselo.

Veniamo alla notizia. La sede italiana della Reed Business Information, colosso mondiale dell’informazione specializzata, avrebbe deciso di dare via a una drastica riduzione delle testate e, di conseguenza, del personale. Più precisamente la strategia intrapresa è quella di concentrarsi sulle testate cartacee leader e sviluppare le attività online. Morale, verrebbero chiuse due terzi delle testate e sarebbero previsti tagli per circa il 50% degli addetti in Italia nel settore editoria, ossia 60 persone su 120 (in totale i dipendenti sono 200). Il motivo? Ovviamente il drammatico calo della pubblicità. Gli effetti di questa decisione, secondo rumors raccolti nel settore, si concretizzerebbero a partire da gennaio 2010.

Ben 40 sono, attualmente, i prodotti editoriali fra testate specializzate, supplementi, webzine e portali, della società italiana emanazione del gruppo anglo-olandese Reed Elsevier. Prodotti rivolti a professionisti, tecnici, manager e imprenditori dei settori Automotive, Arredobagno, Chimica, Plastica, Alimentare, Climatizzazione e Refrigerazione, Elettrico, Meccanica, Subfornitura e Tessile, Serramenti, Vetro e Facciate, Food, Ospitalità e Comunicazione.
Tra le testate che verranno soppresse vi sarebbero anche quelle dell’area comunicazione, ossia: il mensile ADV, il settimanale Pubblicità Italia e il quotidiano Pubblicità Italia Today.

La notizia è stata comunicata al personale dalle rappresentanze sindacali. Interpellato da ADVexpress l’amministratore delegato di Reed Business Information Italia (nella foto),  fa il punto della situazione. “Ovviamente, la crisi della raccolta pubblicitaria è alla base di tutto quello che sta accadendo. Ma, tengo a precisare, non usciremo dall’editoria cartacea. Abbiamo quindi deciso di procedere alla chiusura di molte riviste, e mantenere in vita le riviste ‘madre’, ossia le testate più forti nei propri settori di appartenenza, quelle che hanno mantenuto un fatturato pubblicitario plausibile e una forte autorevolezza. Al contrario, chiuderemo le testate minori nate, appunto, all’ombra della rivista madre”.
Qualche esempio delle testate che sopravvivranno? “Mi riferisco, ad esempio, a Tecnologie Meccaniche (nell’area Meccanica, subfornitura e tessile, ndr); Nuova Finestra (area Serramenti, Vetro e Facciate, ndr); e Plast (area Chimica, Plastica e Alimentare)”.

Tagliare i rami secchi da un lato, ma guardare al nuovo, al futuro, dall’altro? “Esatto. Intendiamo cogliere le opportunità offerte dall’online”. Sul numero relativo alla riduzione del personale Cederle non può confermare o smentire i rumors che già circolano perché “è in corso un confronto sindacale che sulla questione impone riservatezza”.

Senza potere entrare nel dettaglio dichiarando valori assoluti, dati ‘sensibili’ per un soggetto quotato in Borsa, sul fronte pubblicitario il calo generale della raccolta pubblicitaria è stato pesante: “dopo un ultimo trimestre del 2008 già in forte flessione, nel 2009 stimiamo una perdita di fatturato pari al 30%”.

Per quanto riguarda l’area della Comunicazione, quindi delle testate Pubblicità Italia, Pubblicità Italia Today, e il mensile ADV il calo del fatturato pubblicitario è stato ancora più pesante: -50%, dichiara Cederle. Da qui la sofferta decisione di farne cessare la pubblicazione. Come pure, cesseranno le attività collegate alle testate in questione come, ad esempio i vari Grand Prix della Pubblicità, della Brand Identity e delle Promozioni.

Ricordiamo che, fondato nel 1989 dallo scomparso Lillo Perri insieme all’editore francese Henri Nijdam di Marketing Finance che controllava il gruppo Strategié , il Gruppo Pubblicità Italia ha cambiato proprietà diverse volte passando per la stessa Reed Elsevier, poi attraverso VNU, infine tornando in Reed Business Information. L’acquisizione del mensile ADV è avvenuta più recentemente.

Tornando alle vicende del Gruppo, come già accennato, rimarranno in piedi, e verranno implementate, soprattutto le attività digitali. Come, ad esempio, Mimesi, un servizio di rassegna stampa online; e Telemat, la banca dati italiana relativa alle gare d’appalto; e altri modelli di ebusiness in via di definizione. Pur trattandosi di ambiente digitale i portali delle diverse testate non sembrano essere strategici per la scarsissima rilevanza pubblicitaria e, quindi, il loro destino appare assai incerto.

Per quanto riguarda, infine, la divisione Eventi Reed Business, ossia la divisione delle attività quali convegni e corsi di formazione “c’è già stato un ridimensionamento - afferma Cederle - , non ci occuperemo più di formazione manageriale ma ci concentreremo sui convegni relativi agli argomenti trattati dalle testate”.

“Strategia di ristrutturazione dell’esposizione, enfasi sulle testate maggiori e attenzione alle attività online sono, in sintesi, i criteri che ispirano le nostre scelte in coerenza, per altro, con la generale strategia internazionale”, sintetizza ancora Cederle.

Se alla chiusura delle tesate seguirà un’attività di vendita delle stesse sembra ancora presto per dirlo e, senza dubbio, i tempi non sembrano essere favorevoli alle acquisizioni. Comunque sia, Cederle afferma che “al momento non c’è alcuna trattativa in corso. Certamente non intendiamo ricavare guadagni dalla eventuale vendita delle testate per noi non più rilevanti. Al tempo stesso l’eventuale compratore dovrà farsi carico dei costi annessi, soprattutto in termini di personale”.

Salvatore Sagone