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Sky raddoppia lo spot anti tassa

Nel nuovo spot in onda oggi, la tv a pagamento di Murdoch invita gli spettatori a far sentire il loro 'no' all’aumento dell’iva, via mail, direttamente al ministero del Tesoro. Il video si apre con una serie di scritte in movimento che ricordano allo spettatore alcuni prodotti che godono dell'Iva agevolata al 10%, dalle uova di struzzo ai prodotti petroliferi.

Continua il braccio di ferro tra Sky e il governo sull'innalzamento dell'Iva al 20% per le pay tv deciso dall'esecutivo. Da stamattina, la tv a pagamento di Rupert Murdoch ha messo in onda sui suoi canali un nuovo spot contro il provvedimento, il secondo in pochi giorni, con tanto di invito agli spettatori a far sentire il loro 'no', via mail, direttamente al ministero del Tesoro.

Il video, nelle due versioni di 15" e 30" si apre con una serie di scritte in movimento che ricordano allo spettatore alcuni prodotti che godono dell'Iva agevolata al 10%, dalle uova di struzzo ai prodotti petroliferi, passando per francobolli, marionette e manifestazioni sportive.

 Ma il promo non esita ad entrare nella polemica politica e propone anche una breve storia dell'Iva agevolata per le pay tv in cui si dimostra, contro la tesi sostenuta in questi giorni da alcuni esponenti del governo, che non fu il governo Prodi ad introdurla per favorire Sky . In chiusa, l'invito agli abbonati a protestare: "Se credete che la decisione di raddoppiare l'Iva sul vostro abbonamento Sky sia sbagliata scrivete una mail a portavoce@tesoro.it".

Un invito che, come già per il video mandato in onda nei giorni scorsi, gli spettatori hanno raccolto di buon grado: a due ore dal lancio del promo, la casella di posta del Tesoro ha ricevuto la bellezza di 500 mail.

Nel pieno dalla polemica politica, arriva la voce dell'Unione europea che ricorda, come riportato oggi, 3 dicembre, su Corriere.it, l'obbligo dell'Italia ad allineare le aliquote Iva sulle tv a pagamento, pena una procedura di infrazione. Alcune erano al 10%, altre al 20%: questo il punto. "Il governo italiano – spiegano dall'Unione europea – doveva decidere se allineare tutti al 10% o tutti al 20%".

Una precisazione alla quale il governo risponde con il sottosegretario alle Comunicazioni Paolo Romani che spiega, parole riportate da Corriere.it di oggi, come abbassare l'Iva al 10% sia per le pay tv sia per le pay view avrebbe fatto mancare circa 220 milioni di euro. Troppo in un periodo di crisi come questo.

Maria Ferrucci