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Sofa Tv/2. Vecchi contenuti frenano le new tv
Alla presentazione della ricerca 'Le nuove Sofa-Tv...e non solo' questa mattina al Politecnico di Milano, è seguita una tavola rotonda a cui hanno partecipato alcuni protagonisti del mondo delle tv digitali. Di estrema attualità i temi trattati dagli intervenuti, con focus su nuovi contenuti, modelli di business alternativi e strategie di sviluppo della tv di domani.
Alla presentazione della ricerca 'Le nuove Sofa-Tv...e non solo' (vedi notizia correlata), questa mattina presso il Politecnico di Milano è seguita una tavola rotonda a cui hanno partecipato David Bogi, responsabile nuovi progetti digitale terrestre Gruppo Mediaset, Francesco Busdraghi, business affair director Magnolia, Andrea Fabiano, responsabile marketing strategico Rai, Massimo Intorrella, executive vice president marketing innovation Telecom Italia, Alessandro Petazzi, direttore media e Tv Fastweb, Remo Tebaldi, head of new media business development Sky, Marco Tosi, ad IconMedialab e Fabio Troiani ad Business Integration Partners.
Di estrema attualità i temi trattati da alcuni degli intervenuti, con focus su nuovi contenuti, modelli di business alternativi e strategie di sviluppo delle new-tv.
Bogi: "Il web la prossima frontiera per Mediaset"
"Nel mercato delle televisioni digitali, sicuramente il dtt è la realtà centrale, statisticamente più diffusa, ed erede 'naturale' del pubblico oggi attratto dalla televisione analogica. Nel contempo, è altrettanto vero che il mondo digitale presenta delle forti componenti innovative. Fra queste, innanzitutto, il fatto che la tv digitale è veramente, e finalmente, multipiattaforma. Al dtt, per esempio, si aggiunge l'IpTv, che nel prossimo futuro uscirà da una situazione di marginalità soprattutto grazie all'evoluzione della rete, che oggi permette la trasmissione di contenuti video di intrattenimento, ovvero i più efficaci per attirare pubblicità e stimolare l'acquisto da parte degli utenti.
Una seconda importante novità è l'evoluzione del mix delle risorse. Le tre fonti esistenti sono il canone, praticamente stabile o con una crescita dell'1%, la pubblicità che cresce del 4-5% e lo 'user spending', che invece aumenta del 10%. In Italia, attualmente il mercato è composto al 18% da canone, al 50% dalla pubblicità e il resto da user spending. I trend appena illustrati, però, lasciano immaginare come questi equilibri cambieranno nel prossimo futuro.
Alla luce di questo scenario, come si devono comportare gli operatori del settore? La via da seguire, a mio avviso, è l'ampliamento dell'offerta e delle strategie. Lo scopo deve essere quello di andare a colpire i target non presidiati, o non più, dall'offerta classica. Per esempio Mediaset si è rivolta ai bambini sul dtt con Boing, un case history di successo, e 'cavalca' l'aumento di disponibilità di spesa degli utenti per contenuti on demand con l'offerta Mediaset Premium.
Ciò su cui stiamo ragionando ora, è come presidiare il web".
Tebaldi: "Presenti su tutte le piattaforme, con la medesima strategia"
"Sky nasce digitale, per noi dunque non è una novità, e nemmeno un problema, relazionarci con le diverse tecnologie. Attualmente la nostra offerta è presente su tutti i tipi di piattaforme, escluso il dtt, che ci è precluso per legge fino al 31 dicembre 2011. La nostra strategia, in ogni caso, è la medesima, a prescindere dal canale di trasmissione. Satellite e IpTv, per noi, sono semplicemente due modalità diverse di veicolare i nostri contenuti, senza nessuna gerarchizzazione.
L'obiettivo dell'editore, nel complesso, è continuare ad aumentare i canali. Dal 2003 ad oggi le novità in questo senso sono state 30, con una sempre maggior specializzazione all'interno delle nostre sei principali aree tematiche.
Petazzi: "Nuove tecnologie, ma contenuti vecchi"
"Innanzitutto una precisazione: Fastweb non è una media company, ma una piattaforma distributiva che funziona soprattutto con contenuti on demand.
Per quanto riguarda le new tv, concordo sull'importanza dell'evoluzione tecnologica, ma attenzione: i contenuti vincenti, attualmente, sono ancora quelli della 'vecchia tv'. Questo è un aspetto su cui riflettere.
Per quanto ci riguarda, noi parliamo con editori partner per erogare i loro contenuti. Il plus di Fastweb nei confronti delle altre piattaforme è sicuramente l'interattività, e il time shifting. Due asset fondamentali della tv di domani".
Fabiano: "Dtt futuro ambiente delle tv generaliste"
"Di fronte all'evoluzione del mercato televisivo quello che Rai sta facendo è metabolizzare il nuovo contesto. La televisione pubblica attualmente è presente su tutte le piattaforme digitali, secondo un sistema di trasmissione di contenuti 'multimediale'. In questo sistema, inevitabilmente, il dtt rappresenta la piattaforma di riferimento, in quanto futuro ambiente delle tv genmeraliste.
Nel piano industrale della nostra azienda, per il prossimo futuro sono in programma: lo sviluppo dell'offerta con un rafforzamento dei canali esistenti, investimenti nella copertura delle reti trasmissive e infine la definizione di un piano di comunicazione e promozione delle nuove offerte".
Busdraghi: "Piccoli budget per grandi new tv"
"Oggi i grandi investimenti produttivi sono tutti destinati a programmi 'pensati' per la tv analogica. Quello che si vede, sulle altre piattaforme, è semplicemente una 'migrazione' di questi contenuti. Questa dinamica inevitabilmente rappresenta un limite per le new tv, che in quanto tali dovrebbero essere 'nuove' e 'innovative' non solo dal punto di vista tecnologico, ma anche editoriale. I prodotti destinati alla tv analogica non sono pensati per essere interattivi o per stimolare l'acquisto 'on demand'.
Detto questo, se le aziende stanno stanziando grandi investimenti per tecnologia e infrastrutture, perchè non fare lo stesso coi contenuti? Perchè non destinare a essi almeno una percentuale degli investimenti nell'innovazione? Il successo di un programma non è direttamente proporzionale alla spesa, per questo anche piccoli budget possono essere molto utili per la crescita delle nuove tv".
Matteo Vitali

