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Urbano Cairo: "L'offerta su Rcs non è modificabile e riguarda anche la Spagna"
Lo ha affermato l'editore nel corso dell’assemblea della sua società, tenutasi ieri, 27 aprile, per l’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2015, parlando dell’Ops per Rcs da lui lanciata qualche settimana fa sul Gruppo editoriale. “Ho ritenuto che questa fosse un’offerta congrua”, ha aggiunto Cairo sollecitato sia sul fatto che il consiglio Rcs ha definito l’offerta non congrua e sia sulla reazione di alcuni soci che ritengono l’offerta troppo bassa. ”Non voglio convincere nessuno, il mercato è sovrano e valuterà se l’offerta è congrua oppure no e se gli starà bene avere me alla guida del gruppo”.
Non ci sarà nessun miglioramento dell’offerta” per Rcs. Lo ha affermato Urbano Cairo nel corso dell’assemblea della sua società, tenutasi ieri, per l’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2015. parlando dell’Ops per Rcs da lui lanciata qualche settimana fa sul Gruppo editoriale.
“Domani presenteremo a Consob quello che abbiamo detto nel comunicato ai sensi dell’articolo 102 del TUF, con uno sviluppo del piano industriale”. “Rispetto alle motivazioni dell’offerta abbiamo arricchito e sviluppato i temi”, ha affermato. “Oggi le condizioni sono queste. L’offerta è al 50% più uno” del capitale di adesioni, oltre al “waiver e standstill delle banche”. “Io sono fermo qua”. “Procederemo ad incontri nei prossimi giorni, nei tempi utili, rispetto alle condizioni che abbiamo posto”, ha detto, ha detto poi riferendosi alle banche creditrici di Rcs con le quali, ha detto il presidente di Cairo Communication, ha già avuto “qualche abboccamento”. “C’è disponibilità”.
“La nostra è stata un’offerta fatta senza fare accordi con nessuno, neanche con Renzi ed è stata fatta sulla base delle nostre valutazioni e aspettative. Ho fatto una proposta lungamente meditata, basata sul fatto che Rcs ha un debito non piccolo e che ha bruciato molta cassa negli ultimi anni”.
“Ho ritenuto che questa fosse un’offerta congrua”, ha aggiunto l’editore sollecitato sia sul fatto che il consiglio Rcs ha definito l’offerta non congrua e sia sulla reazione di alcuni soci che ritengono l’offerta troppo bassa. ”Non voglio convincere nessuno, il mercato è sovrano e valuterà se l’offerta è congrua oppure no e se gli starà bene avere me alla guida del gruppo”.
“La mia valutazione è stata fatta anche considerando gli altri gruppi sul mercato italiano”, ha aggiunto, ricordando i punti di analogia e di differenza con l’Espresso che “ha cassa positiva e non ha debito, ha Repubblica e un network importante di giornali locali con ottima marginalità positiva, oltre alle radio”. "Rcs ha il Corriere, la Gazzetta e il Giro d’Italia ed è in Spagna" - ha ricordato - . Noi abbiamo valutato l’azienda 285 milioni di equity più il debito, sono 770 milioni. Non mi sembra poco”.
Per quanto riguarda le tempistiche, il manager ha ricordato: “domani presenteremo il prospetto. Consob ha i suoi tempi per valutare. Poi una volta che ci sarà il via libera alla pubblicazione vedremo quando partirà l’offerta e quanto durerà. L’offerta potrebbe partire a giugno”.
Sulla possibilità che l’operazione possa andare a buon fine, Cairp ha dichiarato di essere “ottimista per natura”. Commentando quanto detto da Della Valle la scorsa settimana, ha sottolineato che gli farebbe piacere se dovesse restare dentro l’azionariato di Rcs, dove oggi figura al 7,3%. “Ho letto le sue dichiarazioni, mi sono sembrate le dichiarazioni di un socio che crede nell’azienda, vi ha investito e vuol continuare ad essere socio”. “Come ha detto lui di me, dico che è un amico e se rimane azionista mi fa piacere”.
Riferendosi poi alle società di Rcs fuori dall’Italia, Urbano Cairo si è detto interessato all’acquisto di tutte le attività, incluse quelle in Spagna. “Quando nel comunicato sull’Ops abbiamo inserito le motivazioni dell’offerta - ha spiegato - se dici che vuoi migliorare l’efficientamento del gruppo, non lo dici solo per l’Italia, ma per l’azienda tutta, Italia e Spagna. La Spagna rappresenta il 30% dei ricavi del gruppo, figuriamoci quindi se uno non considera la Spagna”.
L’editore ha escluso per il momento piani di fusione tra Cairo Communication e Rcs MediaGroup: “Oggi questa cosa non è stata prevista perché non conosciamo in modo approfondito come è gestita l’azienda, e quando vai a ipotizzare una fusione devi conoscerla molto bene”, ha detto. “Poi tutto è da vedere”.

