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Ricerche

Assirm - Milano al primo posto per attrattività in Lombardia. Varese fanalino di coda

La classifica messa a punto dall’Assirm sottolinea l’importante legame tra territorio e agroalimentare portato avanti da Expo 2015.
La provincia di Milano è la più attrattiva della Lombardia: è quanto emerge dallo IAL, l’Indicatore di Attrattività Locale realizzato da Assirm, l’associazione degli Istituti di ricerche di mercato, sondaggi di opinione e ricerca sociale, che ha preso in analisi le province lombarde (ad eccezione di Monza-Brianza data la sua recente costituzione) per ottenerne una sintesi delle potenzialità attrattive.

Sulla base di dati disponibili da fonti pubbliche (ad esempio quelli provenienti dal Ministero dell’Economia e della Finanza o dall’Istat), l’indice IAL, attraverso l’utilizzo di un 'cruscotto socio-economico' formato da 9 indicatori elementari, più un decimo riassuntivo (reddito mediano, divario ricchi/poveri, % obbligo scolastico non conseguito, % possesso diploma, età media popolazione, n. indice variazione popolazione 2006-2010, n. indice variazione famiglie 2006-2010, indice migratorio, attrazione ed eterogeneità), è in grado di fotografare le caratteristiche economiche, demografiche e sociali di un territorio e valutarne, così, la competitività.

I primi cinque capoluoghi in cima alla classifica sono Milano, Lodi, Cremona, Mantova e Bergamo, città che geograficamente formano un asse che va dal centro della Lombardia (Milano) verso Sud e verso Est, disegnando una fascia, in senso lato, 'agricola' che, secondo i risultati dello IAL, non rappresenta più una zona debole, ma anzi un’area forte della Regione. A completare questo quadro si inserisce a Nord anche Bergamo, città sia turistica che industriale.

“Milano, la metropoli dei servizi, tradizionale 'locomotiva' della Lombardia, affiancata dal suo 'satellite' Bergamo, sembra aver centrato il tema dell’Expo, con il proprio orientamento verso l’agroalimentare di nuova concezione - ha commentato Umberto Ripamonti, presidente Assirm -. Le città capoluogo che le fanno da corona, infatti, sono tutte disposte, sia idealmente sia geograficamente, lungo una fascia di territorio a vocazione intrinsecamente agricola, alimentare e 'verde', fil rouge scelto per Expo 2015. Con lo IAL l’obiettivo di Assirm è di mappare il territorio italiano proprio in ottica Expo 2015, analizzando il livello di benessere, attrattività e potenzialità di sviluppo delle città italiane”.

“Expo è un’occasione da sfruttare per rilanciare nel mondo l’immagine dell’intera Lombardia che, lo ricordiamo, è ancora oggi la seconda regione più ricca d’Europa, dopo 'l’isola' parigina - ha dichiarato Alessandro Amadori, direttore del Centro Studi Assirm -. Non a caso, tutte le provincie lombarde hanno comunque valori dell’indicatore IAL piuttosto alti, al di sopra del valore considerato 'medio'. Un’ulteriore conferma della perdurante vitalità di questa regione il cui peso economico e sociale è tuttora paragonabile a quello di uno stato europeo di medie dimensioni”.

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Nota di metodo

Gli indicatori e le relative fonti, utilizzati per la messa a punto dello strumento, sono i seguenti (e vanno calcolati su ogni singolo comune oggetto dell’analisi di competitività territoriale).

Per il reddito: il reddito mediano, il decimo percentile, il novantesimo percentile, il rapporto fra novantesimo e decimo percentile. Fonte: www.finanze.gov.it.

Per il capitale umano: indice di non conseguimento della scuola dell’obbligo (15-52 anni); indice di possesso del diploma di scuola media superiore (19 anni e più); divario di genere nell’indice di non conseguimento della scuola dell’obbligo (15-52 anni); divario di genere nell’indice di possesso del diploma di scuola media superiore (19 anni e più). Fonte: www.dawinci.istat.it.

Per la popolazione e le famiglie: numero indice del totale popolazione residente al 1 Gennaio 2011 (base 1.1.2006 = 100); numero indice del totale famiglie residenti al 1 Gennaio 2011 (base 1.1.2006 = 100); età media della popolazione residente al 1.1.2011; indice migratorio della popolazione residente nell’anno 2010. Fonte: www.demo.istat.it.

I dati relativi al bilancio demografico e alla popolazione residente consentono di definire un indice migratorio (attrazione). Si può infine calcolare l’indice di eterogeneità di Gini relativo alla composizione per provenienza etnico-culturale della popolazione presente in un certo territorio (comune).

• Come si vede, bastano pochi indicatori per dare la rappresentazione sintetica maneggevole ed efficace dell’attrattività di un territorio.