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Ricerche

Indagine CWT: il controllo dei costi sempre tra le priorità dei travel manager

La ricerca mette in luce che le priorità dei buyer sono le medesime, indipendentemente dalla dimensione dell’azienda, dal settore, dai volumi di spese di viaggio. Il contenimento dei costi è al top delle priorità. Tra i trend del 2013, le soluzioni 'consumer oriented' per i viaggiatori.
CWT ha pubblicato ieri il report CWT Travel Management Priorities basato su una survey internazionale condotta su quasi 800 travel manager

Il campione della survey include aziende di medie dimensioni con una gestione locale e una spesa di viaggio annuale intorno ai 2 milioni di dollari, così come società che hanno una gestione su scala multinazionale e una spesa di oltre 100 milioni di dollari all’anno. 

Il report evidenzia che complessivamente la classifica delle priorità per il 2013 è rimasta pressoché invariata rispetto a quella del 2012. I travel buyer dichiarano di concentrare l’attenzione sulle aree che rappresentano le maggiori opportunità di risparmio piuttosto che su quelle legate all’esperienza di viaggio
Questo comportamento è indipendente dalla dimensione dell’azienda, dal settore merceologico, dal budget di spesa per i viaggi o dall’ampiezza della responsabilità (national, regional, global).


«Il complesso contesto economico determina una continua pressione sui buyer per ridurre i costi da un lato e per gestire i viaggi in modo più efficiente, dall’altro - ha commentato Christophe Renard, vice president marketing, communications and business intelligence di CWT -. Dato che il trasporto aereo e via terra costituisce la principale voce di spesa per i viaggi, non sorprende che sia la priorità numero 1 per la maggioranza dei buyer, anche se è un’area già in fase avanzata di ottimizzazione». 

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Le misure che i travel manager intendono adottare per raggiungere questi obiettivi variano a seconda dell’area geografica. Mentre in Nord America puntano a un ulteriore consolidamento della gestione del travel e alla standardizzazione dei processi, nell’area Asia-Pacific si focalizzano più sul rispetto della travel policy e sull’utilizzo dei canali preferenziali di prenotazione; in America Latina i buyer si stanno, invece, concentrando sull’implementazione di regole di advance booking e sul rafforzamento della policy per l’autonoleggio, mentre in Emea rendono più restrittive le policy sul trasporto aereo e ferroviario per contenerne ulteriormente i costi. 

I travel manager con responsabilità globale sono gli unici a utilizzare la tecnologia 2.0 per migliorare la compliance del viaggiatore. 
Sono tre le principali azioni messe in atto per raggiungere questo obiettivo: 
- offrire servizi di tecnologia mobile ai viaggiatori;
- implementare un social media o delle app;
- fornire ai collaboratori un portale web-based personalizzato. 

La seconda parte del report mette in luce i Business Travel Trend per il 2013 e analizza i cambiamenti che interverranno in corso d’anno, nonché le sfide che i buyer si troveranno ad affrontare a fronte dell’attuale contesto economico e di un mercato del business travel in evoluzione. 

Dal punto di vista delle tariffe, è probabile che l’inflazione globale inciderà sui costi di viaggio in misura modesta, con incrementi al di sotto del 5%; inoltre, i travel manager avranno necessità di monitorare le scelte effettuate, prestando particolare attenzione a elementi quali le ancillary fee e i fuel surcharge che sono in crescita. 

I cambiamenti tecnologici influiranno sui processi di viaggio con la diffusione di tecnologie consumer-oriented nel mondo delle trasferte aziendali attraverso servizi quali i siti per le recensioni di viaggio e le app mobile specificamente studiate per i viaggiatori d’affari. 

Anche il travel management 2.0 sarà uno dei temi dominanti nel 2013 perché le aziende cercheranno di trovare il giusto bilanciamento tra un corretto livello di controllo sul comportamento dei viaggiatori in fase di prenotazione e la necessità che il viaggio venga ancora 'gestito' per motivi di budget e di sicurezza. 

Infine, il risk management avrà un ruolo chiave, dato che le trasferte avvengono in zone sempre più a rischio e il 'duty of care' diventa parte integrante della responsabilità legale dell’azienda verso i suoi dipendenti in trasferta.