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Case history ed Eventi

Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori diventa un 'caso' studiato dalla Bocconi

Lo studio sul Consorzio portabandiera delle eccellenze agroalimentari della Regione, espressione non solo della qualità dei singoli consorziati, ma anche di un metodo di lavoro basato sul 'fare squadra', è stato inserito nell’International Master in Management Food and Beverage. Premiato così il lavoro di 12 anni del gruppo di ristoratori, vignaioli e artigiani del gusto guidato oggi da Walter Filiputti.
Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori diventa un caso studiato dall’Università Bocconi di Milano. Lo studio sul consorzio portabandiera dell’eccellenza agroalimentare del Friuli Venezia Giulia è inserito nel Master internazionale in Management Food and Beverage che l'università tiene per i futuri manager internazionali dell’industria alimentare e della ristorazione. 
A realizzarlo, la dott.ssa Ludovica Leone e il prof. Giuseppe Soda, che lo hanno presentato a Milano nello showroom di Moroso. 

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(Foto di gruppo di FVG Via dei Sapori - Photo: Laura Tessaro)

Nel decennio della riscoperta della memoria e dell’identità, la ristorazione può divenire un elemento chiave nel processo di valorizzazione della cultura alimentare, contadina e produttiva. E questa è la visione che ha alimentato la creazione e lo sviluppo del progetto che ha preso corpo nel Consorzio Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori. 

Il Consorzio non è la prima realtà italiana che aggrega ristoranti di alta qualità, ma, viene evidenziato nello studio della Bocconi, si distingue dalle esperienze preesistenti per una serie di ragioni: 
1) mette insieme ristoranti di una specifica zona territoriale, accomunati dallo stesso concetto di eccellenza del prodotto e del servizio
2) ha l’obiettivo di valorizzare mediante la ristorazione di alta qualità tutte le risorse agroalimentari locali
3) mette in contatto i ristoranti con i produttori e i viticoltori locali 
4) conduce attività di promozione e di educazione alla cultura enogastronomica della regione attraverso attività quali pubblicazione di libri e realizzazione di eventi fra cui le Cene spettacolo di cui sono attori tutti gli associati. 

Dall’iniziale collaborazione tra 20 ristoratori, il gruppo ha allargato i propri confini con i fornitori, in modo da creare un’intera filiera collaborativa del gusto. In essa, i ristoranti rappresentano la componente creativa e distributiva di un network di artigiani e imprese detentrici di conoscenze e know-how di altissimo livello, che producono cibo e materie prime legate alla tradizione.

Oggi fanno parte del gruppo, accanto ai 20 ristoranti fondatori, anche 44 aziende tra vignaioli e artigiani del gusto, unite dal fil rouge dell’innovazione qualitativa e di una produzione fortemente ancorata al territorio. 
L'obiettivo più alto del consorzio, infatti, non è la promozione tout court dei singoli marchi dei consorziati, ma piuttosto l’innalzamento del livello dei prodotti e della cucina regionale, nonché della conoscenza da parte del consumatore finale dei prodotti di qualità meno noti del Friuli Venezia Giulia. 

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(La presentazione a Milano - Photo: Alessia Della Rossa)

Il risultato più importante che è stato raggiunto è la cultura del fare squadra nel territorio, che si è propagata ad altri comparti. Un progetto in cui hanno creduto sia le Istituzioni (l’Ersa - Agenzia regionale per lo sviluppo agricolo; le Camere di commercio di Pordenone, Udine e Trieste; il Comune e la Provincia di Udine) che gruppi privati quali la Cassa di Risparmio del Friuli Venezia Giulia, la Riedel e il Centro Porsche di Udine attraverso l’Eurocar.