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L’isola che c’è. Nasce l’applicazione di Ecolamp per smartphone e tablet
Ecolamp, il consorzio per il recupero e il trattamento di apparecchiature di illuminazione, ha creato un’applicazione per smartphone e tablet che prevede la geolocalizzazione delle isole ecologiche sul territorio nazionale, attraverso delle mappe interattive. Le isole ecologiche Ecolamp in tutt’Italia sono già quasi 1.700 e il numero di consumatori che si recano nell’isola per la raccolta delle lampade a basso consumo è in continuo aumento, raggiungendo nell’ultimo anno risultati sorprendenti. Sempre di più sono infatti gli italiani attenti a non inquinare e propensi al riciclo.
Ecolamp ha così deciso di semplificare la strada virtuosa di tutti coloro che hanno a cuore la tutela dell’ambiente e la salute di tutti noi, rendendo ancora più agevole la raccolta differenziata delle lampade a basso consumo.
Più facile da fare che da raccontare, l’applicazione, nata dalla creatività di Eggers2.0 e con lo sviluppo tecnico di Maiora Labs, permette all’utente di scoprire l’isola ecologica più vicina o in alternativa, inserendo un cap, una città oppure un indirizzo, ricevere precise indicazioni per raggiungere l’isola ecologica a piedi, in auto o con i mezzi pubblici. Gli utenti inoltre riceveranno informazioni riguardanti le isole ecologiche e aggiornamenti sulle iniziative di Ecolamp.
Un’applicazione per tutti: disponibile per iPhone e iPad, ma anche per smartphone e tablet Android e scaricabile gratuitamente, oltre che dai maggiori market store (Apple e Android), anche dal sito istituzionale Ecolamp. Il Consorzio Ecolamp si dimostra ancora una volta attento alla comunicazione verso il cittadino e all’utilizzo di strumenti multimediali diversi, incentivando e incoraggiando l’impulso alla raccolta differenziata delle lampade a basso consumo e dei tubi fluorescenti esausti.
A illustrare e commentare i dati emersi insieme con Fabrizio D’Amico (nella foto), direttore generale di Ecolamp, sono stati Bruno Cesario, sottosegretario all’economia, Francesco Ferrante, componente della Commissione Ambiente del Senato, Silvia Lavi, direttrice scientifica dell’istituto di ricerca Nextest, Giorgio Mulé, Direttore di Panorama.

L’indagine ha evidenziato che le isole ecologiche, ossia i centri di raccolta comunali, risultano essere un canale non solo noto ma anche utilizzato dai cittadini per la gestione dei rifiuti che non rientrano nelle classiche raccolte differenziate, come per esempio carta, plastica o vetro.
Quasi il 60% degli italiani conosce, infatti, le isole ecologiche non solo dal punto di vista teorico ma anche pratico fornendo una puntuale descrizione di come funzionano e dove sono ubicate e il 32% le ha utilizzate almeno una volta negli ultimi 12 mesi. Circa il 10% di chi conosce le isole ecologiche sa che qui possono essere smaltite le lampade a basso consumo esauste e, tra coloro che si sono recati all’isola ecologica almeno una volta nell’ultimo anno, il 7% ha anche messo in pratica questo comportamento. Queste percentuali rappresentano un dato positivo per il Consorzio Ecolamp che dal 2008 ha raccolto quasi 3.000 tonnellate di lampade fluorescenti esauste, rifiuti pericolosi in quanto contengono una piccola quantità di mercurio, da trattare correttamente poiché nociva per l’ambiente. Il 42% delle lampade raccolte dal Consorzio proviene proprio dalle quasi 1.700 isole ecologiche servite in tutto il territorio nazionale.
Ulteriore risultato degno di nota è quello rappresentato dal 90% degli italiani che, se informato e sensibilizzato sul tema, si dichiara propenso a differenziare le lampade a basso consumo esauste, portandole all’isola ecologica più vicina o restituendole presso qualsiasi punto vendita al momento dell’acquisto di quelle nuove. Quest’ultima modalità, nota come 'ritiro 1 contro 1', pur essendo obbligatoria per la Distribuzione (DM 65/10), risulta ancora utilizzata solo dal 15% del campione rappresentativo della popolazione italiana.
Come dimostrano questi dati, la corretta informazione dei cittadini è un fattore determinante per il decollo della raccolta differenziata delle sorgenti luminose esauste e per far sì che questo comportamento possa diventare una prassi comune e abituale per tutti. A tal proposito, Ecolamp si è da sempre impegnato in campagne di comunicazione rivolte ad amministrazioni pubbliche, imprese, cittadini e scuole, con progetti come la mostra polisensoriale Lamp&Rilamp, che in 3 anni ha toccato 31 piazze italiane e ha raggiunto oltre 40.000 visitatori; la partecipazione al Carnevale di Venezia; la campagna pubblicitaria 'Non è il solito Bidone' pianificata sulle maggiori testate italiane; la partnership con Mondadori attualmente in corso che prevede, parallelamente a una forte presenza sui media tradizionali e online, la distribuzione presso tutte le librerie del circuito di un milione di shopper personalizzate con il vademecum Ecolamp sulla raccolta differenziata delle lampade a risparmio energetico.
"Ecolamp - ha affermato Fabrizio D’Amico - si adopererà anche in futuro per far sì che la propensione del 90% degli Italiani alla raccolta delle sorgenti luminose esauste possa trasformarsi in azione attraverso una continua e chiara informazione al consumatore. L’obiettivo è senza dubbio quello di portare progressivamente i cittadini ad azioni concrete e consapevoli di salvaguardia dell’ambiente e di corretta gestione di questi rifiuti giunti a fine vita".

