Lancio prodotto
Arriva il manuale per migliorare e innovare la gestione degli eventi aziendali
In ‘C’era una volta la convention’, edito dal Gruppo 24 Ore, Pavanini, Morga e Notarnicola raccontano come sia possibile trasformare le convention da eventi subìti a piacevoli occasioni di crescita. Protagonisti dell’ironico evento di lancio i tre autori, il sociologo Finzi e la maga Cicce.
130 persone hanno applaudito e si sono divertite durante la miniconvention organizzata a Milano presso lo Starhotel Rosa Grand per raccontare il senso del volume scritto da Piero Pavanini, Massimo Morga e Andrea Notarnicola, ‘C’era una volta la convention’. Gli ingredienti: un conduttore, Andrea Beretta, una relazione del sociologo Enrico Finzi, un talk show con protagonisti i tre autori e il parere di un esperto sul futuro dell’azienda.
Primo intervento quello di Enrico Finzi che, con una relazione appassionata e ricca di contenuti, ha illustrato gli errori più comuni sperimentati durante questi incontri aziendali. Il sociologo ha svelato che nell’ultimo anno il tasso di insoddisfazione dei destinatari delle convention è aumentato del 17%, ma ha anche detto che il mercato promette una sostanziale ripresa del settore. Finzi ha poi rivelato la ricetta del successo delle convention con un acronimo ‘di facile memorizzazione’: ‘S.P.A.C.C.A.R.E. I.L C.E.S.S.O’, ossia Sorpresa-Pensiero-Ascolto-Contrasto-Creatività-Allegria-Regia-E-Innovazione-Logistica-Coinvolgimento-Education-Emozione-Sorpresa-Squadra.
Il talk show ha visto gli interventi sintetici dei tre autori che hanno raccontato la genesi di un libro scritto a tre mani che non offre ricette preconfezionate, ma tracce di risposta per realizzare convention efficaci.
La conclusione dell’evento è stata affidata alla maga Cicce, esperta futurologa proveniente dal mondo di Zzzoot, una delle creature di Newton Management Innovation. Stupenda la sua ricetta per convention azzeccate: proporre argomenti diversificati a seconda del segno astrologico dei partecipanti.
L’umorismo, le risate e l’atmosfera conviviale hanno veicolato con successo il messaggio fondamentale del libro: le convention non sono un rito superato, ma costituiscono un investimento azzeccato per le aziende purché siano progettate con intelligenza evitando quei rischi descritti con efficacia dai tre autori.
Come, per esempio, il fatto che, in troppi casi, la convention sia vissuta con fastidio dai destinatari designati. Perché questa disaffezione? Perché queste riunioni sono spesso considerate foriere di noia e sonno? Perché molti invitati accampano scuse per non partecipare persino a quegli incontri organizzati nelle località turistiche più prestigiose e ambite?
Gli autori del volume analizzano e cercano di svelare le cause di questo disamore, a partire dall’errore più frequente, ossia quello di non pensare nella fase di progettazione ai destinatari dell’evento e considerare di secondaria importanza i contenuti da trasmettere.
La convention non è però un rito superato, ma al contrario è un momento da valorizzare riprogettandolo con cura. Questo manuale non offre ricette predeterminate, perché ogni strategia deve essere studiata partendo dal singolo caso e dagli obiettivi che si vogliono raggiungere. Tuttavia, gli autori riescono a suggerire un approccio positivo capace di trasformare gli incontri aziendali in eventi efficaci.
Il manuale propone esempi e soluzioni partendo anche dall’analisi degli errori più comuni, senza dimenticare alcuni aneddoti divertenti: dal toro che insegue il presentatore fino all’assalto delle cantine durante un team building ‘ben riuscito’.
Una cura particolare è riservata alla trasmissione del messaggio che deve aprirsi a nuovi linguaggi come l’edutainment, che coniuga intrattenimento e apprendimento. Occorre partire dal pubblico, dalle sue esigenze e dalle sue aspettative, e non certo dall’ego del dirigente che deve mostrare la sua capacità di pronunciare arringhe più o meno efficaci.
La convention, dunque, c’era una volta, ma ci sarà ancora se si imparerà a progettarla in maniera efficiente. E’ quanto insegna questo manuale: sintetico, divertente, concreto ed efficace.
Il talk show ha visto gli interventi sintetici dei tre autori che hanno raccontato la genesi di un libro scritto a tre mani che non offre ricette preconfezionate, ma tracce di risposta per realizzare convention efficaci.
La conclusione dell’evento è stata affidata alla maga Cicce, esperta futurologa proveniente dal mondo di Zzzoot, una delle creature di Newton Management Innovation. Stupenda la sua ricetta per convention azzeccate: proporre argomenti diversificati a seconda del segno astrologico dei partecipanti.
L’umorismo, le risate e l’atmosfera conviviale hanno veicolato con successo il messaggio fondamentale del libro: le convention non sono un rito superato, ma costituiscono un investimento azzeccato per le aziende purché siano progettate con intelligenza evitando quei rischi descritti con efficacia dai tre autori.
Come, per esempio, il fatto che, in troppi casi, la convention sia vissuta con fastidio dai destinatari designati. Perché questa disaffezione? Perché queste riunioni sono spesso considerate foriere di noia e sonno? Perché molti invitati accampano scuse per non partecipare persino a quegli incontri organizzati nelle località turistiche più prestigiose e ambite?
Gli autori del volume analizzano e cercano di svelare le cause di questo disamore, a partire dall’errore più frequente, ossia quello di non pensare nella fase di progettazione ai destinatari dell’evento e considerare di secondaria importanza i contenuti da trasmettere.
La convention non è però un rito superato, ma al contrario è un momento da valorizzare riprogettandolo con cura. Questo manuale non offre ricette predeterminate, perché ogni strategia deve essere studiata partendo dal singolo caso e dagli obiettivi che si vogliono raggiungere. Tuttavia, gli autori riescono a suggerire un approccio positivo capace di trasformare gli incontri aziendali in eventi efficaci.
Il manuale propone esempi e soluzioni partendo anche dall’analisi degli errori più comuni, senza dimenticare alcuni aneddoti divertenti: dal toro che insegue il presentatore fino all’assalto delle cantine durante un team building ‘ben riuscito’.
Una cura particolare è riservata alla trasmissione del messaggio che deve aprirsi a nuovi linguaggi come l’edutainment, che coniuga intrattenimento e apprendimento. Occorre partire dal pubblico, dalle sue esigenze e dalle sue aspettative, e non certo dall’ego del dirigente che deve mostrare la sua capacità di pronunciare arringhe più o meno efficaci.
La convention, dunque, c’era una volta, ma ci sarà ancora se si imparerà a progettarla in maniera efficiente. E’ quanto insegna questo manuale: sintetico, divertente, concreto ed efficace.

