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Evento pubblico

BergamoScienza vince la sfida del digitale sfiorando le 500 mila visualizzazioni con la XVIII edizione

Nei 16 giorni del festival sono stati organizzati 23 eventi in streaming senza prenotazione, di cui 17 conferenze e 6 tour virtuali, che hanno registrato 481.280 visualizzazioni complessive.

La conoscenza e il sapere scientifico sono beni necessari: lo dimostrano i numeri estremamente positivi della partecipazione a BergamoScienza 2020, che nella sua XVIII edizione, tutta in digitale, ha raggiunto 495.492 visualizzazioni. A queste si aggiungono le 98.699 visualizzazioni del Pre-Festival – eccezionale count-down di questa edizione, con 15 incontri in 4 mesi, da giugno a settembre – che ha fatto toccare il tetto di 594.191 visualizzazioni.

Nei 16 giorni del festival sono stati organizzati 23 eventi in streaming senza prenotazione, di cui 17 conferenze e 6 tour virtuali, che hanno registrato 481.280 visualizzazioni complessive.

Di queste, le visualizzazioni in live sono state 280.396, con una media per evento di 12.191 e una media di presenze costanti a evento di 412. L’incremento di visualizzazioni a 24 ore è stato del 58%; quello a 7 giorni (solo per la prima settimana del festival) di 88,3%.

Il festival ha varcato i confini del territorio, aprendosi a un pubblico di appassionati di scienza ancora più ampio: il 60% degli utenti dalla Lombardia, il 35% dal resto del Paese e il 5% da nazioni di tutti i cinque continenti.

23 sono stati gli eventi con prenotazione, su una piattaforma dedicata: 2 citizen science; 1 digital talk-show; 1 workshop di coding e 19 laboratori, per scuole e privati.

Il numero complessivo di partecipanti è stato di 11.621, di cui 10.845 delle scuole e 586 di privati.

Le aree geografiche coinvolte si estendono dalla provincia di Bergamo (70%), alla Lombardia (18%), all’Italia (12%)

2.591 il numero di visualizzazioni di don’t Try this at school, le proposte di esperimenti scientifici che hanno visto protagoniste 5 scuole: gli esperimenti sono stati mostrati sul sito del festival e sui siti e pagine social dei vari istituti scolastici partecipanti.

Raffaella Ravasio, presidente di BergamoScienza non cela la soddisfazione degli organizzatori: «È stata un’edizione ovviamente “eccezionale”. Sono mancate le emozioni condivise con il pubblico che gli scorsi anni riempiva le sale, è mancata la festa dei tanti ragazzi e bambini durante la Scuola in Piazza. Siamo però molto soddisfatti del format digitale, ideato, sotto l’egida del comitato scientifico, dalla nuova generazione di BergamoScienza, i COSI. Anche i volontari del Comitato Giovani hanno dimostrato di avere idee ottime e voglia di fare soprattutto nella gestione del Pre-Festival. Sempre più nel futuro vogliamo rafforzare legami per creare una rete tra le varie realtà culturali del territorio. Siamo anche molto grati del sostegno dei tanti amici scienziati, fra cui i premi Nobel che hanno inaugurato il festival, di istituzioni e aziende che sono state al nostro fianco in questo momento difficile. Ora, forti di un’esperienza che è spunto per riequilibrare le due componenti del pubblico – in presenza e da remoto – guardiamo con ottimismo alla prossima edizione che potrà fondere entrambe le modalità. Siamo riusciti comunque a rendere protagonisti, anche se da lontano, scuole e studenti – conclude Ravasio – si deve guardare a loro come modello per aprirci al mondo: oltrepassare i confini della mente, attraverso una visione scientifica mai banale. Questa è la missione di BergamoScienza».

Le conferenze del Festival e gli incontri del Pre-Festival restano visibili, anche in lingua originale, sul sito www.bergamoscienza.it e sui canali social della manifestazione, FB/YouTube/Vimeo.