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Venezia punta sul turismo congressuale: istituzioni e operatori uniti per una crescita qualitativa della destinazione

Destagionalizzazione, qualità dell'offerta, investimenti infrastrutturali e promozione integrata del territorio. Lucas Pavanetto, vicepresidente della Regione Veneto e assessore al Turismo, Fabrizio D'Oria, direttore operativo di Vela Spa, e Silvia Peruzzo Meggetto, assessore al Turismo del Comune di Venezia, hanno raccontato ai nostri microfoni i pilastri della strategia con cui Venezia e il Veneto intendono rafforzare il proprio posizionamento nel mercato della meeting industry nazionale e internazionale.

In occasione della seconda edizione del Forum MICE Veneto, appuntamento organizzato in collaborazione con ADC Group e che ha riunito a Venezia istituzioni, operatori e professionisti del settore per discutere le prospettive di sviluppo del turismo congressuale e degli eventi (leggi news), abbiamo raccolto a margine le dichiarazioni di Lucas Pavanetto, vicepresidente della Regione Veneto e assessore al Turismo, Fabrizio D'Oria, direttore operativo di Vela Spa, e Silvia Peruzzo Meggetto, assessore al Turismo del Comune di Venezia.

Dal confronto è emersa una visione condivisa: il segmento MICE (Meetings, Incentives, Conferences and Exhibitions) rappresenta oggi uno degli asset strategici più importanti per sostenere una crescita equilibrata del turismo, generando valore economico, occupazione qualificata e una maggiore distribuzione dei flussi durante l'anno.

Per Lucas Pavanetto, la competitività della destinazione passa innanzitutto dalla capacità di offrire servizi adeguati alle esigenze di un mercato sempre più evoluto.

"I meeting e i congressi hanno necessità specifiche. Servono sedi adeguate, centri congressi, strutture ricettive e una rete di servizi che permetta agli ospiti di vivere il territorio in modo semplice e completo", ha spiegato.

La Regione continua a investire su mobilità, accessibilità e collegamenti, considerati elementi fondamentali per attrarre eventi nazionali e internazionali. Parallelamente, un ruolo decisivo è affidato alla valorizzazione delle esperienze culturali e turistiche che caratterizzano il territorio.

Secondo Pavanetto, il vero punto di forza del Veneto è la possibilità di integrare business e leisure in un'unica proposta. Venezia, le Dolomiti, il Lago di Garda e le città d'arte costituiscono un sistema territoriale capace di offrire esperienze complementari e di elevato valore aggiunto.

"Chi sceglie il Veneto per un congresso o una convention può contare su un'offerta straordinaria. In pochi chilometri si passa da Venezia a Cortina d'Ampezzo, dal Lago di Garda ai grandi centri culturali della regione. È un valore aggiunto che poche destinazioni possono offrire".

Un ulteriore acceleratore sarà rappresentato dalle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026. Gli investimenti in corso nelle Dolomiti e nelle principali destinazioni turistiche stanno infatti rafforzando l'offerta alberghiera, i servizi e l'attrattività complessiva della regione.

"Le Olimpiadi rappresentano un'opportunità straordinaria di promozione internazionale, ma il vero valore sarà l'eredità che lasceranno in termini di infrastrutture, servizi e notorietà della destinazione", ha aggiunto il vicepresidente regionale.

A sottolineare il ruolo strategico del comparto è stato anche Fabrizio D'Oria, secondo cui la meeting industry rappresenta oggi molto più di un semplice segmento turistico.

Per una destinazione matura come Venezia, il settore è diventato uno strumento di marketing territoriale capace di produrre benefici economici diretti ma anche di rafforzare il posizionamento internazionale della città.

"Venezia possiede un patrimonio storico, culturale e architettonico unico al mondo, ma deve continuare a investire nella qualità dei servizi", ha evidenziato.

D'Oria richiama l'attenzione sulla necessità di sviluppare una filiera sempre più professionale, supportata da infrastrutture tecnologiche, logistica efficiente e servizi specializzati in grado di rispondere alle esigenze di organizzatori e partecipanti.

Dai summit istituzionali ai congressi internazionali, dalle convention aziendali ai grandi eventi privati, ogni appuntamento contribuisce infatti a rafforzare la reputazione della destinazione e ad amplificarne la visibilità sui mercati globali.

"Gli eventi non generano soltanto indotto economico immediato, ma diventano strumenti di comunicazione e promozione della destinazione stessa", è la visione emersa durante il Forum.

Per Silvia Peruzzo Meggetto, il turismo congressuale rappresenta una delle leve più efficaci per accompagnare la trasformazione del modello turistico della città.

"Venezia è già una destinazione internazionale fortemente desiderata e ricercata. La nostra sfida non è tanto attrarre visitatori, quanto gestire in modo intelligente i flussi turistici e sviluppare segmenti capaci di generare valore aggiunto per la città".

Il comparto MICE consente infatti di intercettare professionisti e operatori qualificati in periodi tradizionalmente meno congestionati, favorendo la destagionalizzazione e una distribuzione più equilibrata delle presenze durante l'anno e nei giorni infrasettimanali.

La strategia dell'amministrazione comunale si fonda su una stretta collaborazione tra Direzione Turismo, Vela, associazioni di categoria, operatori economici e Regione Veneto.

"Venezia ha tutte le carte in regola per entrare nel podio delle destinazioni congressuali mondiali", afferma l'assessore, sottolineando il valore delle infrastrutture e delle competenze professionali presenti sul territorio.

Tra gli asset già valorizzati figurano l'Arsenale e il polo congressuale del Lido, destinati a ospitare eventi internazionali, convention e congressi scientifici e medici.

In questo percorso si inserisce anche il Best Event Awards, che porterà a Venezia professionisti, aziende e organizzatori da tutta Italia, contribuendo a rafforzare ulteriormente il posizionamento della città nel mercato degli eventi.

"Non bastano le strutture: servono competenze, organizzazione e una filiera preparata. Abbiamo una squadra di grande valore che saprà cogliere le opportunità offerte da questo mercato".

Dal Forum MICE Veneto emerge una visione comune tra istituzioni e operatori: il futuro della meeting industry passa dalla capacità di fare sistema, investire nella qualità e valorizzare il patrimonio territoriale come elemento distintivo.

Per Venezia e per il Veneto la sfida non è soltanto attrarre un maggior numero di eventi, ma costruire un modello di sviluppo in grado di generare valore duraturo, favorire la destagionalizzazione dei flussi e consolidare il posizionamento della destinazione tra i principali hub europei del turismo congressuale e degli eventi.