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NC Awards Festival 2026/1. Che cosa permette a un brand di creare connessioni davvero autentiche e lasciare il segno? La parola ai giurati

Un giro di microfono fra i giurati della XX edizione degli NC Awards per capire come le marche possono davvero costruire una relazione di fiducia con le persone e come debbano impostare la loro comunicazione per “lasciare il segno”.

In occasione delle Live Presentation dei progetti in shortlist alla XX edizione degli NC Awards abbiamo raccolto attraverso un giro di microfono tra i membri della giuria il loro punto di vista sui temi chiave del festival e sulla loro visione di quali siano oggi gli elementi che rendono un progetto di comunicazione davvero distintivo. Tra insight, esperienze e punti di vista differenti, emerge uno sguardo corale sull’evoluzione del mercato e sulle idee capaci di generare impatto, valore e connessioni autentiche tra brand e persone

 

Massimo Curti, Associate Communication Director Vaccini MSD Italia

«Partire dall'ascolto del proprio target, capire a che cosa è interessato e quindi creare contenuti e asset audiovisivi che possano, oltre a trasmettere il valore del brand, trasmettere anche un senso di informazione. Quindi essere un provider di informazione utile, autentico e che arrivi alle persone.

A tutto questo va correlato ovviamente un planning che possa accompagnare l'utente nella sua vita quotidiana in modo autentico, naturale, non invasivo, che possa essere utile durante la giornata del cittadino, e in cui digital e offline lavorino insieme per arrivare al nostro target».

 

Elisabetta Balbi, Marketing Manager Cellini Caffè

«Un brand riesce a creare connessioni quando è coerente e rilevante per il consumatore. Coerente perché promette e mantiene ciò che promette, e rilevante perché risponde davvero a un bisogno che è riuscito a intercettare.

Penso che queste connessioni poi vadano avanti debbano essere coltivate, e oltre a comunicare – a comunicare bene, come tutto quello che abbiamo visto oggi –, dia origine a un sentimento, riesca a far “sentire” le persone. Perché è questo che poi ci connette veramente a un brand».

 

Valentina De Carlo, Marketing Director Senec

«Funzionano ancora l'emozione e l'umorismo: qualcosa che riesca a impattare e ad andare diritto al cuore dei consumatori. Ma senza mai dimenticare il messaggio che vuole dare l'azienda, e quindi i benefit che il marchio rappresenta e che si vogliono dare al cliente.

Molte volte l'emozione e l'umorismo sono utilizzati così, fini a se stessi, e non vanno invece a comunicare il messaggio che l'azienda intende comunque far passare».

 

Benedetta Di Pasquale, Responsabile Piano di Comunicazione e Produzione Contenuti Edison Energia

«In un mercato complesso come quello energetico, un brand crea connessioni, lascia il segno e soprattutto crea armonia con il proprio cliente nel momento in cui smette di parlare di commodity e argomenti tecnici rendendoli semplici e vicini al pubblico. E soprattutto parla con trasparenza creando valore reale, entrando nelle case non come una tassa, una bolletta, ma come un partner affidabile e un punto di riferimento fondamentalmente».

 

Mariaelena Paragone, Head of Global Brand Building Strategy, Chiquita

«Per Chiquita sono veramente molto importanti la distintività, la coerenza e la capacità di essere rilevanti culturalmente. In una categoria molto particolare, che si può definire una commodity, Chiquita ha davvero portato un mondo, quindi un brand, un insieme, un ecosistema valoriale in cui i consumatori si sono riconosciuti. È esattamente in quella direzione che lavoriamo con le nostre campagne di comunicazione.

Vogliamo sempre sorprendere il nostro target di riferimento, ma sempre rimanendo molto fedeli e molto coerenti ai valori che i nostri consumatori ci riconoscono».

 

Giulia Bardon, Social Media & Content Manager Sephora Italia

«Per lasciare un segno un brand deve affidarsi sempre all'autenticità, e poi essere fedeli a se stessi, fedeli al messaggio e alla promessa data ai propri clienti. Questo è il modo in cui non li si tradisce mai, si garantisce una linea autentica e si fa passare un messaggio il più sincero possibile».

 

Barbara Modugno, Head of Advertising & Brand Identity, Terna

«Un brand dev’essere, prima di tutto, sincero, quindi rappresentare cosa sono le persone che compongono quell'azienda e trasmettere un messaggio diretto, chiaro, senza fronzoli.

Per creare connessioni, chiaramente, la comunicazione deve essere solida in tutte le sue forme, con la stessa voce e con lo stesso carisma.

Ecco: un brand deve avere carisma, e per averlo deve rappresentare fedelmente quello che l'azienda fa nel suo quotidiano tutti i giorni».

 

Alessandro Solazzi, Cluster Marketing Director Southern Europe Findus Italia – Nomad Foods

Un brand riesce a realizzare connessioni autentiche, a lasciare il segno, se i prodotti che questo brand rappresenta entrano nelle case, nelle famiglie dei consumatori, se fanno parte della loro vita e sono consumati e usati.

Perché questo accada la cosa più importante è che il brand pensi sempre, in tutte le sue sfaccettature, a come essere rilevante per persone, mettendole al centro.

Questo vale per la comunicazione, vale per l'innovazione, vale per tutti i modi in cui il brand è presente nel mercato. Solo se il consumatore è al centro di ogni cosa che facciamo riusciamo a essere rilevanti per lui».