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NC Digital Awards 2026. Enel, la comunicazione digitale diventa uno strumento di prevenzione: pioggia di premi per la campagna contro le truffe telefoniche
Non solo visibilità, ma informazione, consapevolezza e prevenzione. È su queste direttrici che si sviluppa la campagna di Enel 'Truffe a prima vista' dedicata al contrasto delle truffe telefoniche, protagonista di un importante risultato agli NC Digital Awards 2026, dove ha conquistato diversi riconoscimenti. Un successo che premia non soltanto l'efficacia della strategia di comunicazione, ma anche il valore concreto di un progetto pensato per essere vicino alle persone e fornire loro strumenti utili per difendersi da un fenomeno sempre più insidioso.
A raccontare il percorso sono Cristina Silvestri, Responsabile Content & Media Activation di Enel, e Carolina Bertini, Global Digital Commercial Campaigns & Social di Enel, che sottolineano come il risultato sia frutto di un lavoro corale, capace di coinvolgere competenze e funzioni aziendali differenti.
«Ha un significato veramente importante per il lavoro che è stato fatto corale tra tutti i dipartimenti dell'azienda», spiega Silvestri, ricordando il contributo delle aree antifrode e legale, della comunicazione, del branded content e del business. Un impegno trasversale che ha permesso di integrare competenze diverse attorno a un obiettivo condiviso: realizzare una campagna in grado di generare un impatto concreto sulla vita dei clienti.
Il riconoscimento ottenuto agli NC Digital Awards assume così un valore che va oltre il risultato creativo e mediatico. La campagna nasce infatti con una missione precisa: aiutare le persone ad affrontare, gestire e, quando possibile, evitare le truffe telefoniche. Una finalità che colloca la comunicazione al servizio della prevenzione, trasformando i contenuti in uno strumento di utilità quotidiana.

Una strategia integrata per trasformare il pubblico in protagonista
Per raggiungere questo obiettivo, Enel ha puntato su un approccio integrato tra digital e social, progettato per amplificare la portata del messaggio e favorirne la circolazione anche al di fuori dei canali ufficiali del brand.
La sfida non era soltanto intercettare il pubblico, ma riuscire a coinvolgerlo fino in fondo, rendendolo a sua volta un veicolo di informazione nei confronti delle persone più vulnerabili e maggiormente esposte al rischio di truffe.
In questa strategia si inserisce la scelta di Selvaggia Lucarelli come narratrice del progetto. Una scelta che, come sottolinea Bertini, non risponde alla logica tradizionale dell'influencer marketing, ma alla capacità della storyteller di costruire una narrazione efficace e di accompagnare il pubblico all'interno della storia.
«Non abbiamo scelto Lucarelli perché è un influencer marketing per come viene inteso adesso, ma perché ha invece la capacità di raccontare, di far centrare nella storia e per rendere il pubblico influencer», spiega Bertini.
Il punto, dunque, non è affidarsi semplicemente alla notorietà di un volto, ma individuare una figura capace di dare forza al racconto, mantenere alta l'attenzione e favorire la comprensione di un tema complesso e delicato. La narrazione diventa così il motore del coinvolgimento, mentre il pubblico assume un ruolo attivo nella diffusione del messaggio preventivo.
Performance e presenza sul territorio: il valore di una comunicazione concreta
I risultati della campagna hanno confermato l'efficacia dell'approccio adottato. Tra gli indicatori più significativi, Enel evidenzia le ottime performance relative alla visualizzazione completa dei video, un parametro particolarmente importante per un progetto il cui obiettivo era accompagnare le persone fino alla fine del racconto, trasmettendo tutte le informazioni necessarie per riconoscere ed evitare le truffe telefoniche.
In questo caso, infatti, la fruizione completa del contenuto non rappresenta soltanto un dato di engagement, ma un passaggio fondamentale per raggiungere l'obiettivo informativo della campagna. Trattenere l'attenzione significa offrire al pubblico la possibilità di acquisire una maggiore consapevolezza dei rischi e dei comportamenti da adottare.
Accanto alle performance digitali, un ruolo centrale è stato svolto dalla diffusione del progetto attraverso molteplici touchpoint, sia online sia fisici. La campagna è arrivata anche all'interno dei negozi Enel, creando occasioni di confronto diretto con i clienti.
«Abbiamo raccolto un apprezzamento veramente alto da parte dei nostri clienti che effettivamente in questi incontri riuscivano a comprendere i rischi legati alle truffe», racconta Bertini.
È proprio questa integrazione tra canali digitali e presenza sul territorio a rafforzare la dimensione concreta dell'iniziativa. Il messaggio non si limita a raggiungere un pubblico ampio, ma trova occasioni ulteriori per essere approfondito, compreso e tradotto in maggiore attenzione nella vita quotidiana.
Il progetto continua: la prevenzione oltre il digital
Se i riconoscimenti agli NC Digital Awards 2026 rappresentano un traguardo importante, per Enel il tema della prevenzione resta una priorità anche per il futuro. Le truffe telefoniche, infatti, non si fermano e richiedono un'attività costante di informazione e sensibilizzazione.
Per questo, il progetto è destinato a proseguire attraverso nuove iniziative, con ulteriori sviluppi già in fase di valutazione sia nell'ambito digital sia in altri contesti.
«Il sequel c'è sicuramente nel senso che purtroppo le truffe non si fermano e quindi noi dobbiamo continuare a fare questo tipo di comunicazione, informazione per fare prevenzione», afferma Bertini, anticipando che sono in cantiere nuovi progetti e che l'ambizione è anche quella di portare l'iniziativa oltre i confini del digital.
Una prospettiva che apre a possibili nuove modalità di contatto e coinvolgimento, mantenendo al centro la stessa finalità: raggiungere le persone, aumentare la consapevolezza e contribuire a ridurre i rischi legati alle frodi telefoniche.
La campagna premiata agli NC Digital Awards 2026 racconta così un modello di comunicazione in cui strategia media, qualità della narrazione e collaborazione interna convergono verso un obiettivo condiviso. Un percorso che guarda già avanti, perché quando la comunicazione diventa prevenzione, la sua efficacia si misura anche nella capacità di continuare a fare la differenza nel tempo.
Davide Riva

