Scenari

Accenture spiega alle aziende come sopravvivere nell'era della disruption digitale

Fabio Benasso, presidente e ad di Accenture Italia, e Paul Nunes, global managing director per la Thought Leadership di Accenture Research, hanno presentato ieri il libro 'Pivot verso il futuro'. Benasso: “Per fronteggiare le sfide dell'era post-digitale, il management deve adottare una nuova forma mentis contraddistinta da flessibilità e reattività al cambiamento”.

Per sopravvivere in un contesto in rapida e continua evoluzione, seguendo la velocità imposta dai cambiamenti delle tecnologie digitali, le aziende e i manager devono operare attraverso logiche completamente diverse rispetto a quelle del passato. Devono, in sostanza, adottare un approccio che Accenture definisce “rotazione verso il nuovo” e che rappresenta il cuore del libro 'Pivot verso il futuro' edito da Egea e presentato ieri, a Milano, durante un evento organizzato presso l'Università Bocconi. Il volume è a cura di Omar Abbosh, Paul Nunes e Larry Downes di Accenture global, con la prefazione all'edizione italiana scritta da Fabio Benasso, presidente e amministratore delegato di Accenture Italia.

Il libro passa in rassegna casi di successo e fallimenti esemplari per aiutare le imprese a scoprire nuove fonti di valore da liberare e reinventare simultaneamente i loro business storici. A raccontarlo, durante un incontro con la stampa che ha preceduto il convegno, sono stati proprio Fabio Benasso (a sinistra) e Paul Nunes (a destra), global managing director per la Thought Leadership di Accenture Research. La disruption provocata dalle tecnologie digitali non è nulla di nuovo, sostengono gli autori del libro, ciò che invece è realmente nuovo è il “wise pivot”, una strategia replicabile, capace di sfruttare la disruption per sopravvivere, crescere ed essere rilevanti nel futuro. Accenture nel libro individua tre fasi che attraversano ogni business: “old”, “now” e “new”. “La vecchia logica impone di uscire da un business quando è cambiato, la nuova logica invece chiede di applicare l'innovazione per creare nuove opportunità”, ha detto Nunes. “Tutte le società che abbiamo analizzato investono in innovazione una quota proporzionale ai ricavi: non è strategico, non è questa la soluzione. Occorre mettere in atto un processo di innovazione pervasivo, costante e perpetuo”.

Un processo che deve partire dall'alto. “Per fronteggiare le sfide dell'era post-digitale, il management deve adottare una nuova forma mentis contraddistinta da flessibilità e reattività al cambiamento, bilanciando una leadership innovativa con elevate capacità gestionali, competenze tecnologiche e abilità quali visione critica, molteplicità di competenze, empatia e creatività”, ha sottolineato Benasso. “Si tratta di un percorso che coinvolge non solo le imprese ma l'intero Sistema Italia che deve mettere in discussione i modelli che ne hanno garantito il successo e rendere sistemiche le peculiarità del nostro DNA, come la vocazione al rischio tipica del nostro tessuto imprenditoriale, la capacità di reinventarsi e la predisposizione all'eccellenza”.