
Scenari
Analisi Sensemakers: lo scontro social Trump-Meloni genera 10 milioni di interazioni e evolve in una difesa dell'immagine dell'Italia
Tra il 19 e il 22 giugno, la conversazione social legata allo scontro tra Donald Trump e Giorgia Meloni ha registrato volumi particolarmente rilevanti, trasformandosi rapidamente in un caso mediatico di respiro internazionale.
Nel periodo analizzato da Sensemakers, utilizzando specifiche keywords riferite a Trump e Meloni, sono stati pubblicati quasi 7.000 contenuti da profili business presenti nel database globale Comscore, capaci di generare quasi 10 milioni di interazioni e 156 milioni di video views complessive.
I contenuti pubblicati da property italiane (2.145) rappresentano il 38% delle pubblicazioni complessive, generano il 45% delle video views rilevate a livello globale e concentrando il 41% delle interazioni totali. Negli Stati Uniti nello stesso periodo sono stati invece pubblicati ‘solo’ 652 contenuti sul tema.
A livello generale, Facebook si conferma la principale piattaforma editoriale della conversazione, concentrando oltre 3.000 contenuti pubblicati, pari al 48% del totale. Il più “vecchio” dei social rappresenta quindi il principale motore nella produzione e diffusione delle notizie.
Se Facebook domina per volume di pubblicazioni, è invece Instagram a trainare la visibilità del tema. Pur rappresentando appena il 12% dei contenuti pubblicati, la piattaforma concentra quasi il 51% delle video views complessive, superando quasi gli 80 milioni di visualizzazioni e affermandosi come il principale acceleratore della conversazione.
Anche in Italia Instagram si mostra come principale amplificatore del fenomeno, raccogliendo da sola oltre 45,5 milioni di video views, pari a circa due terzi delle visualizzazioni generate nel Paese, e il 41% delle interazioni complessive.
YouTube emerge invece come secondo driver di visibilità a livello globale grazie a oltre 38 milioni di video views, dimostrando la capacità dei contenuti video di approfondimento di amplificare ulteriormente la portata della vicenda.
Sul fronte editoriale italiano, il dibattito è stato guidato principalmente dalle grandi testate di informazione nazionale, che hanno contribuito in modo determinante alla diffusione del tema.
Per numero di contenuti pubblicati, le property più attive sono risultate La Repubblica, Il Messaggero, La Stampa e dal Corriere della Sera.
Osservando invece la capacità di generare visualizzazioni video, La Repubblica raccoglie oltre 17 milioni di video views, pari al 25% delle visualizzazioni complessive generate in Italia. Seguono Corriere della Sera con 16,1 milioni di video views (23%), La Stampa con 4,1 milioni e Sky TG24 con quasi 4 milioni.
Il primato di La Repubblica si conferma anche sul fronte dell'engagement: l'analisi evidenzia inoltre come La Repubblica non sia soltanto la property più performante nel panorama italiano, ma rappresenti anche il principale driver editoriale della conversazione a livello globale, risultando la prima property del dataset sia per video views, sia per interazioni.
L'analisi qualitativa dei contenuti evidenzia come la narrativa dominante si sia focalizzata sulla credibilità delle dichiarazioni di Trump e sulla successiva reazione della Presidente del Consiglio. In particolare, numerosi contenuti hanno ripreso la smentita di Meloni e le successive prese di posizione di esponenti istituzionali italiani, tra cui il Ministro degli Esteri Antonio Tajani, contribuendo a spostare progressivamente il baricentro della conversazione.
Le valutazioni negative si concentrano prevalentemente sulla figura di Trump, spesso descritto come responsabile di un'inutile tensione diplomatica o accusato di aver ricostruito in maniera non corretta quanto accaduto durante il vertice internazionale. Al contrario, Meloni viene frequentemente rappresentata come la figura che ha difeso il ruolo e la credibilità dell'Italia, beneficiando di un sentiment complessivamente più favorevole e trasversale rispetto alle tradizionali appartenenze politiche.
L'insight più rilevante emerso dall'analisi riguarda proprio l'evoluzione della narrazione. Nelle prime fasi della conversazione il tema si configura come uno scontro personale tra due leader internazionali; con il progressivo intervento dei media e delle istituzioni, però, il dibattito assume una dimensione più ampia e simbolica. La conversazione evolve infatti da uno schema "Trump contro Meloni" a uno schema "Trump contro l'Italia”.
È proprio questa trasformazione ad aver favorito la Presidente del Consiglio: in un contesto in cui l'attenzione si sposta dalla dimensione personale a quella istituzionale, Meloni viene sempre più associata alla difesa dell'immagine del Paese.

