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Scenari

Sbarca in Italia Success Factor Modeling for Healthcare, per fare la differenza nel mondo della salute

Il progetto è condotto da Emanuela Mazza in collaborazione con Robert Dilts e con il contributo incondizionato di Havas Life Italy.

Si svolge oggi a Roma l’evento “Success Factor Modeling for Healthcare” che porta in Italia, per la prima volta al mondo, la metodologia del Success Factor Modeling applicata all’ecosistema della salute. L’evento - organizzato da Havas Life Italy che ne è anche Partner e Main Sponsor - riunisce i più importanti player del mondo della salute e vede la partecipazione di Robert Dilts, ricercatore internazionale (Università di Santa Cruz - California) che ha sviluppato la metodologia del SFM[1] e di Emanuela Mazza, coordinatrice del progetto italiano, coach, trainer e docente di comunicazione medico-paziente all’Università Cattolica di Roma.

Nel corso dell’evento sono presentati i risultati della prima fase dello studio che ha l’obiettivo di identificare e applicare i fattori chiave di successo nell’ecosistema salute, per promuoverne crescita e sviluppo, fornire nuovi strumenti per raggiungere nuovi risultati, creare valore e fare la differenza.

“Questo studio - dichiara Carola Salvato (nella foto), Chief Executive Officer Havas Health & You Italy - ci offre per la prima volta uno strumento innovativo e pragmatico in grado di apportare valore e benefici nel settore healthcare e ad ognuno di noi. È il primo passo verso una trasformazione che richiede un nuovo mindset per intraprendere la strada verso il successo. Nella salute, intesa in maniera più ampia e collettiva, c’è bisogno di attivatori di cambiamento, come emerge anche dallo studio, di best case e di modelli di riferimento da diffondere, condividere e applicare, inclusa la comunicazione e il suo fondamentale ruolo. E  lo studio - di cui Havas Life Italy è Partner e Main Sponsor - può essere un aiuto prezioso per identificare una sorta di mappa utile per riprodurre comportamenti funzionali a determinati risultati e per facilitare l’identificazione di nuovi paradigmi e nuovi approcci in grado di fare la differenza nell’ambito sanitario”.

I primi risultati dello studio, che si sviluppa in tre fasi con una durata prevista di quattro anni coinvolgendo i vari attori dell’ecosistema salute, indicano che il successo, per la maggioranza delle risposte (58%), è quando tutti gli attori sono coinvolti, per il 46% quando la relazione e interazione nel team è molto buona e per il 43% quando la comunicazione medico-paziente è chiara ed efficace.

“È interessante notare come nella maggior parte dei casi gli elementi essenziali e principali in termini di percentuale di risposte abbiano a che fare con le capacità comunicative, relazionali, di empowerment e engagement” - afferma Emanuela Mazza, coach, trainer e docente in Comunicazione Medico-Paziente all’Università Cattolica del Sacro Cuore. “Interessante non tanto perché sia un risultato originale o inaspettato quanto perché, osservando l’ecosistema salute, quanto investimento reale in termini di tempo, budget, risorse viene dedicato alla formazione su queste competenze? È significativo infatti che queste competenze, in molti paesi europei, e non, siano comprese nelle competenze fondamentali nella formazione dei professionisti della salute. Il nostro grande perché è creare maggiore consapevolezza e fornire nuovi strumenti per migliorare e diffonderla. Chissà che questo non porti davvero a cambiare qualcosa?”.

L’esempio dell’Italia sarà seguito anche in altri Paesi. Stanno infatti per partire studi locali in Francia, Grecia e Spagna.