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Lo IAP dà il via libera alla campagna 'Vanguard Tv'
Come si legge in una nota stampa inviata da TP, il Comitato di Controllo dell'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria non ha ravvisato profili di contrasto della campagna Vanguard firmata Cookies ADV con le note norme del codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale. In difesa della campagna si erano schierati, intervenendo su ADVexpress, anche Marco Ferri e Renato Sarli.
Come si legge nella nota stampa inviata da TP, la netta e ferma presa di posizione di TP sul rifiuto di
ATAC di pubblicare a Roma la
campagna 'Vanguard Tv' realizzata da
Cookies, per la TV satellitare Current, regolarmente
on air a Milano, ha ottenuto l'appoggio di importanti nomi della comunicazione
italiana.
A queste si aggiunge adesso il parere dell'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria, il cui Comitato di Controllo 'non ha ravvisato profili di contrasto della suddetta campagna con le note norme del codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale'.
"Un motivo di soddisfazione, la certezza di contribuire ad un modo più adulto di fare comunicazione, riconoscere la professionalità, rispettare la cultura e la maturità di chi legge, vede, ascolta una campagna pubblicitaria, sono l'antitesi di qualsiasi forma preventiva di censura" -commenta Vanacore, presidente TP. "L'associazione rispetta la decisione degli istituti preposti ed è soddisfatta di aver segnalato la campagna allo IAP".
TP ha interpellato anche il Garante della Concorrenza e del Mercato, per una valutazione dei termini giuridici per la reale sussistenza e validità della decisione.
Sulla censura alla campagna Vanguard da parte dell'Atac si era recentemente espresso, su ADVexpress, anche Renato Sarli (vedi notizia correlata), che aveva commentato: "Il problema a mio avviso è estremamente semplice. Si tratta di un chiaro caso di censura. Punto e basta. Quando diventeremo adulti? Questa nostra Italia è affetta da ipocrisia cronica. Qual è il punto scandaloso? L'aver osato accostare una Bibbia al termine camorra? E' blasfemo? irriverente? sacrilego? Oppure non si può parlare di come le lobbies delle armi non solo americane finanzino guerre e terrorismo? O non si può dire perché gli Stati Uniti sono un nostro alleato? La campagna oggetto della censura a mio avviso invita semplicemente, con un linguaggio drammatizzato a seguire un programma e lo fa impiegando correttamente gli strumenti della comunicazione".
Sempre sulla questione, è noto il parere di Marco Ferri , espresso nella sua rubrica Cappuccino&Cornetto online su ADVexpress : "Se la censura è stata un atto di superficialità nel valutare una campagna pubblicitaria, il procurato mancato introito pubblicitario appare un danno alla collettività. Il che dimostrerebbe che ... (vedi notizia correlata)

