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'Stop alle telefonate', lo chiede Comunicazione Perbene

L’associazione non profit che si batte per l’'ecologia nella comunicazione' dà il via alla campagna per sensibilizzare sull’eccessivo dilagare delle proposte commerciali che rende sempre più roventi le linee telefoniche e gli animi degli italiani. La campagna è stata realizzata dall’agenzia Rapidagraph e sarà declinata su stampa e web.
'Stop alle telefonate'. Non si tratta della classica affermazione dei conduttori alla chiusura delle votazioni telefoniche di un varietà o di un reality, ma semplicemente la campagna di sensibilizzazione che Comunicazione Perbene, l’associazione no profit presieduta da Saro Trovato, che si batte per un’ecologia all’interno dei media e contro l’inquinamento all’interno degli stessi, lancia contro il dilagare di un malcostume che sta colpendo ormai le cornette telefoniche dei cittadini italiani.

Un'altra campagna si aggiunge dunque allo spot del Ministero dello Sviluppo Economico nato per mettere al corrente i cittadini della possibilità di non subire più le telefonate pubblicitarie grazie all'iscrizione al 'registro delle opposizioni', che da qualche giorno si vede in prevalenza sulle reti Rai e Mediaset e di cui Federconsumatori e Adusbef hanno chiesto la rimozione (vedi notizia correlata).

"Stiamo dando voce a milioni di italiani che sono costretti tutti i giorni a dover subire incessanti chiamate telefoniche sul telefono di casa o sul cellulare, la cui invasione nella sfera privata è immediatamente comprensibile. Il nostro non è un attacco al telemarketing tout court ma a come è proposto ai cittadini - dichiara Saro Trovato, Presidente di Comunicazione Perbene - Bisogna avere tutti maggiore responsabilita’ perche’ ai due poli del telefono molte volte ci sono operatori obbligati a raggiungere risultati di vendita e dall’altra parte categorie a rischio, come gli anziani, che si ritrovano a dover costantemente discutere per evitare di essere violati nella loro sfera privata e molte volte vittime di offerte delle quali non ne conoscono realmente gli effetti e le conseguenze".

La campagna vede in evidenza un telefono che ormai è diventato rosso infuocato e che fuma per lo straripante numero di chiamate giornaliere. Da qui un esplicito divieto di accesso, che mira a bloccare il continuo e incessante supplizio e un claim che non lascia dubbi: 'Stop alle telefonate'.

La campagna recita poi "tutti i giorni milioni di italiani sono ossessionati da offerte commerciali telefoniche. A rischio soprattutto le fasce più deboli, come gli anziani e i bambini, costretti a dover affrontare insistenti operatori telefonici, obbligati a vendere e promuovere ogni sorta di servizio e prodotto". E infine l’esplicito appello dell’associazione: "Basta con questo diffuso malcostume che viola la sfera privata e inquina le orecchie dei cittadini".

La campagna è stata realizzata in maniera assolutamente no-profit dall’agenzia Rapidagraph, capitanata da Giuseppe Parisi, Giovanni Borsellino e Giovanni Vaccaro, sotto la direzione creativa di Paolo Valenti. La pianificazione vedrà sarà orientata al media stampa e Internet.

SP