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Internet e le agenzie di Viaggi in Italia, per TripShake un matrimonio da fare

Un’indagine del social network dedicato ai viaggi mostra che le agenzie riconoscono il potenziale del Web, ma manca un approccio strategico per farne strumento di business. Da una parte il Web viene riconosciuto come strumento imprescindibile, dall’altra sembra ancora rappresentare una minaccia per il business per moltissimi agenti di viaggio.
Internet e turismo rappresentano ormai da tempo un binomio di successo: sono infatti sempre di più le persone che scelgono la rete per pianificare e prenotare i propri viaggi. Ma come reagiscono al “ciclone Web” le agenzie di viaggio? Hanno imparato a sfruttare a loro favore l’enorme potenziale che il Web mette loro a disposizione?

A queste domande ha cercato di rispondere TripShake, il social network dedicato ai viaggiatori, attraverso un questionario rivolto ai gestori delle agenzie. I risultati sono interessanti perché rispecchiano l’ambivalenza della percezione di Internet da parte degli operatori di settore. Se infatti da una parte il Web viene riconosciuto come strumento imprescindibile, dall’altra sembra ancora rappresentare una minaccia per il business per moltissimi agenti di viaggio.

Oltre il 70% delle agenzie intervistate, infatti, crede che l’impatto di internet sul turismo abbia effetti positivi, ma quando si va a indagare quali siano i benefici effettivi apportati dal Web, il 60% delle agenzie si limita a segnalare la maggior velocità di comunicazione con i clienti grazie all’email.

Alcuni dati, sembrano comunque confermare le preoccupazioni degli operatori: solo il 27% degli intervistati dichiara infatti di aver effettivamente acquisito nuovi clienti tramite Web, mentre soltanto un davvero esiguo 6% ha incrementato il proprio fatturato grazie a Internet. Di contro, ben il 40% delle agenzie si trova a dover lavorare con fatturati ridotti, proprio a causa della concorrenza della rete.

“Nel mondo delle agenzie di viaggio, la rete rappresenta ancora un oggetto ambivalente” afferma Antonio Bonanno, CEO di TripShake “se da una parte praticamente tutti (81%) la ritengono uno strumento indispensabile, è altrettanto vero che il 78% delle agenzie continua essenzialmente a basare le proprie strategie di marketing su strumenti tradizionali come i cataloghi cartacei.”
L’ambiguità dell’atteggiamento delle agenzie di viaggio nei confronti della rete, emerge chiaramente soprattutto quando si considerano gli investimenti online di queste ultime. Il 75% delle intervistate possiede infatti un sito web, ma solo la metà del campione si preoccupa di controllare costantemente il numero degli accessi, le chiavi di ricerca o le sorgenti di traffico, mentre non si vedono ancora all’orizzonte attività strutturate di profilatura clienti. Quasi totalmente ignorato, infine, l’intero universo dei social network, nonostante tutti siano ormai consci che la prima attività online da parte dei consumatori sia proprio l’interazione attraverso le reti sociali.

“Le agenzie di viaggio italiane stanno ancora attraversando una fase di transizione” conclude Bonanno “se da una parte infatti sono perfettamente consapevoli della pervasività di Internet, solo poche sono pronte a utilizzare il Web per individuare nuovi bacini d’utenza e ideare strumenti di marketing innovativi.”

MF